Domenica, 07 Luglio 2019 09:42

Comune e Pro Loco, la “guerra” che fa male a Serra. Giancotti: «Così chiudiamo i battenti»

Scritto da Bruno Greco
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Resta pieno di punti interrogativi il rapporto tra il Comune di Serra San Bruno e una parte dell’associazionismo serrese. Un rapporto piuttosto teso che si consuma tra le righe ma richiederebbe una più esauriente spiegazione. Un’ultima questione riguarda la richiesta da parte dell’associazione commercianti Cartusia, di concerto con la Pro Loco, di istituire per il periodo estivo un ufficio di Informazione e accoglienza turistica in piazza monumento a Serra San Bruno. In merito alla lodevole proposta – che sarebbe stata gestita in maniera gratuita da entrambi i sodalizi – è stata fatta esplicita richiesta di un modulo, quale punto informativo, da installare in piazza Monumento, luogo centrale e facilmente fruibile dai potenziali turisti che dovessero scegliere Serra quale meta delle loro vacanze. La burocrazia del caso ha fatto sì che la risposta ufficiale in merito all’installazione del modulo arrivasse a distanza di un mese esatto dalla richiesta protocollata il 4 giugno 2019. Un lasso di tempo che, oltre ad essere parso agli attivisti abbastanza lungo, ha portato al diniego da parte del Comune di procedere all’installazione del modulo in piazza Monumento per «ragioni logistiche», offrendo alle associazioni la possibilità di posizionarsi vicino la Posta, luogo lontano dal centro storico e piuttosto scomodo per i turisti. In sostanza, secondo quanto partorito dai rilievi tecnici fatti insieme al responsabile della Polizia municipale «in considerazione del fatto che con l’organizzazione delle manifestazioni estive verranno disposti palchi su ambo i lati di quella porzione di corso Umberto I, non sarebbe stato logisticamente possibile ubicare una struttura in piazza Monumento. Inoltre, per via della tradizionale fiera di Ferragosto, in quella posizione dovranno essere disposte le apposite bancarelle». Una giustificazione che agli ideatori dello Iat è risultata piuttosto «sommaria» quanto «priva di senso» per il semplice fatto che, pur occupando il suolo di entrambe le piazze, tra l’una e l’altra esiste uno slargo che avrebbe potuto ospitare senza problemi il piccolo modulo dello Iat, senza compromettere le manifestazioni quanto la fiera che nella giornata di Ferragosto si estende per tutto il paese, non nella sola piazza Monumento.

Stando all’alternativa, la proposta del Comune ha comunque scartato qualsiasi altro luogo del centro storico, come un angolo della grande piazza Tedeschi vicino la chiesa Matrice, qualsiasi altro spazio su corso Umberto I e piazza San Giovanni.

Che il rapporto tra le parti non fosse idilliaco non è una novità e (probabilmente) risale al febbraio scorso, quando la Pro Loco è stata chiamata ad abbandonare i locali della Biblioteca comunale “Enzo Vellone”, che fino a quel momento era stata la loro sede, a causa di alcuni lavori che presto avrebbero portato all’apertura della stessa. In cambio, il Comune avrebbe trovato un’altra struttura quale sede dell’associazione. Ad oggi, la biblioteca risulta ancora chiusa e la Pro Loco attende la comunicazione di avere una nuova sede.

«Il diniego di installare lo Iat in piazza Monumento – è lo sfogo di alcuni attivisti – era stato già comunicato in maniera ufficiosa al presidente dell’associazione Cartusia diversi giorni prima della comunicazione ufficiale da parte del Comune. Prima di sollevare inutili polveroni, abbiamo atteso la comunicazione – tra l’altro inviata con mail ordinaria solo all’associazione commercianti e non alla Pro Loco – sperando di leggere motivazioni valide rispetto all’impossibilità di installare l’ufficio Iat. Il risultato è stato solo una proposta che appare più come un tentativo di boicottare il progetto».

Simpatie, antipatie e dissapori andrebbero messi da parte quando in ballo c’è il bene della comunità e soprattutto il lavoro di associazioni che sul territorio si spendono da anni ormai senza dover badare agli amministratori del momento. «Ad oggi – sono le parole del presidente della Pro Loco Franco Giancotti – dopo aver dato anima e corpo per il nostro paese non riusciamo più ad organizzare nulla senza vederci messo il bastone tra le ruote. Abbiamo dato tanto e i serresi lo possono testimoniare. Così non si può andare avanti e qui in ballo non c’è soltanto la riuscita o meno di una manifestazione bensì la sopravvivenza della Pro Loco, che per questioni a noi estranee potrebbe essere costretta a chiudere battenti fra qualche mese dopo 50 anni di attività e 20 di mia gestione. Ad ogni modo, noi ce la metteremo tutta e andremo avanti continuando a superare tutti gli ostacoli».

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