Domenica, 08 Febbraio 2026 13:12

Il serrese Francesco Costa insignito a Milano del “Premio alla virtù civica”

Scritto da Bruno Greco
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Il momento della premiazione Il momento della premiazione

«Io mi ritengo una persona molto fortunata perché nonostante viva in un quartiere con tante problematiche, come il Giambellino di Milano, posso dire di stare in un posto ricco, ricco di umanità». Con queste parole il serrese Francesco Costa ha ringraziato il Coordinamento Comitati Milanesi dopo aver ricevuto al teatro Franco Parenti di Milano il Premio alla virtù civica “Panettone d'oro 2026”. La motivazione? “Da sempre contribuisce nel quartiere Giambellino alle attività di sostegno alle fragilità (sociali, economiche, personali) promosse dalla rete territoriale di quartiere.

Ha dedicato con costanza il proprio tempo libero per distribuire pacchi alimentari destinati a persone e nuclei fragili, soprattutto nel periodo del Covid, conducendo anche il furgone dedito a tale attività. Contribuisce all'organizzazione di "Scendi, c'è il cinema!", una rassegna di proiezioni gratuite che si tiene in estate nei cortili delle case popolari. Francesco rappresenta un sicuro punto di riferimento per gli abitanti del quartiere che hanno bisogno di aiuto, segnatamente le persone anziane e fragili che non possono contare su un immediato sostegno familiare”.

Il pubblico presente alla premiazione del "Panettone d'oro 2026"

Inutile spiegare ai serresi chi sia Francesco (Franco) Costa, da tutti conosciuto come Franco “Che Guevara”, perché è cosa assai scontata. Per noi dell'associazione “Il Brigante” è un mentore, indefesso “operaio del sociale” che ha dato vita 30 anni fa al sodalizio, assieme ad alcuni suoi amici fraterni, con l'intento di fornire una spinta culturale al territorio. Un “Centro sociale” a Serra San Bruno, senza dover avere paura di definire “Il Brigante” con espressioni contro cui l'immaginario comune sarebbe pronto a riversare beceri anatemi. Un inciso questo dovuto per rispetto alla semantica, che non può essere travisata con l'intento preciso di criminalizzare tutto per interessi politici. È stata proprio la città di Milano a ispirargli questo progetto culturale che ancora oggi, a distanza di 30 anni, vive e resiste per dare un contributivo fattivo alla comunità. Dopo anni di intensa attività, il ponte tra Serra San Bruno e Milano, dunque tra Il Brigante e le associazioni milanesi, si è anche concretizzato per un periodo nel progetto Fuorimercato (nato all'interno della fabbrica occupata Rimaflow di Trezzano sul Naviglio) di cui Franco, in collaborazione con i componenti di Sos Rosarno, è stato fondatore.

Quindici anni di battaglie per il diritto alla casa

Tornando al “Panettone d'oro 2026” Franco Costa ha raccontato al Vizzarro la sorpresa del “Premio alla virtù civica”. «Del premio non sapevo nulla – ha esordito – ho ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto e ho subito pensato a un call-center. Rispondendo, la persona dall'altra parte mi annunciava del Premio, dicendomi, se fossi stato scettico, di controllare sul sito ufficiale e poi richiamare. Così ho controllato e mi sono accorto che la notizia era vera». La segnalazione era stata fatta dal “Laboratorio di quartiere Giambellino-Lorenteggio”, una sorta di “riconoscimento alla carriera” per Franco che vive il Giambellino da 15 anni. Quando ci è arrivato, nel 2010, ha appoggiato da subito la causa per il diritto alla casa in seno a diversi comitati, tra cui il Drago (Dare Risposte Al Giambellino Ora). Nome che rimanda alla “Ballata del Cerutti” del grande Gaber. «Quando arrivai al Giambellino, dopo essere stato ospite 4 anni a casa di un amico – ha continuato Franco Costa – col lavoro che facevo non potevo permettermi un affitto. Continuando a battermi per il diritto alla casa occupai anche io continuando la battaglia contro gli sgomberi all'interno di diversi comitati. Ho fatto domanda e sempre pagato una retta mensile in attesa di una regolarizzazione che non è mai arrivata».

Grazie all'attivismo dei comitati, e alla raccolta di 3500 firme, negli anni è stato scongiurato anche l'abbattimento di diverse case popolari al fine di promuovere interventi di riqualificazione e non distruzione incondizionata per favorire gli interessi di costruttori privati. Il progetto di fare la fermata della metropolitana al Giambellino faceva infatti gola a tanti affaristi. A sostegno del diritto alla casa, e per dire no al razzismo, l'associazione “Il Brigante”, a partire dal 2014, ha fatto sfilare tre volte i giganti Mata e Grifone (simbolo dell'unione fra i popoli) durante diverse manifestazioni, con l'accompagnamento musicale della “Banda pilusa” proveniente dalla Calabria e con gli ottoni a scoppio della “Banda popolare di Milano”, che dà sempre sostegno ad attività popolari organizzate dal basso.

Il Giambellino per Franco è da sempre la sua famiglia e pertanto, come familiari, i suoi abitanti vanno difesi. Un ringraziamento particolare lo ha rivolto ancora una volta al Laboratorio di quartiere, che con costanza continua ad aiutare i fragili con feste multiculturali, scuola di italiano per stranieri, ginnastica leggera per anziani e tanto altro. «Anche se non sono mai andato in cerca di premi – ha detto infine – sono grato per questa onorificenza e nel mio piccolo continuerò a dare un contributo a sostegno dei più deboli».

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