Sabato, 27 Ottobre 2018 13:19

Lo svincolo di Vazzano è realtà, ma raggiungerlo è un azzardo

Scritto da Salvatore Albanese
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Dalle 18 di ieri è iniziato il pellegrinaggio verso il nuovo tratto della Trasversale delle Serre che da Vazzano immette all’A2 “autostrada del Mediterraneo”. Già, un vero e proprio pellegrinaggio. Una pratica di devozione verso un luogo “sacro”, un atto votivo per decine e decine di curiosi che in solitaria o collettivamente tra il tardo pomeriggio di ieri e la mattinata di oggi si stanno fiondando da quelle parti per capire che effetto fa percorrere il neonato tracciato, dove conduce, com’è fatto e perché, soprattutto, ci sia voluto così tanto tempo per renderlo percorribile al traffico veicolare. Cinque chilometri di strada di competenza statale che Anas definisce «un migliore collegamento con i territori interni, che agevola la viabilità, sia in termini di funzionalità, sia di sicurezza». Ma, ahinoi, non è così. E lo sappiamo tutti, lo sa anche Anas e lo sa la disastrata Provincia di Vibo. Perché per raggiungere dall’entroterra delle Serre l’A2 attraversando quei cinque chilometri di strada, tralasciando la presenza di una segnaletica non proprio adeguata per chi non conosce la zona, gli automobilisti rischiano ancora parecchio. Il nuovo percorso, quello inaugurato ieri, che conduce appunto verso lo svincolo autostradale partendo da contrada “Cardillo” nel Comune di Vazzano (altezza cimitero) e che comprende il I e II lotto del Tronco 1 dell’eterna incompiutaTrasversale delle Serre, è ancora arduo da raggiungere. Soprattutto, ma non solo, per chi parte da Serra San Bruno e dagli altri Comuni limitrofi, specie se si pensa all’inverno che sta per portare in dote le consuete rigide ondate di neve e gelo.

L’inaugurazione di ieri fa forse esultare i cittadini di Vazzano stessa e quelli di qualche altro paese vicino, ma per tutti gli altri l’agonia continua. Perché per tutti gli altri per arrivare fin lì c’è prima da avventurarsi lungo la Provinciale 53 Vallelonga-Vazzano. Una delle strade più pericolose dell’intero territorio regionale, dalla carreggiata disagevole, oggetto di frane e restringimenti, continui avvallamenti, un manto stradale per larghi tratti “sporcato” da detriti e fango che si liberano dalle scarpate laterali. Un azzardo. Un budello angusto attraversato costantemente anche da mezzi pesanti, autoarticolati, camion, autobus. Senza contare che il flusso veicolare sul quel tratto nei prossimi giorni sarà destinato a crescere costantemente visto il crollo (irreparabile a queste latitudini) di larghi tratti dell’ex Statale 110 in direzione Angitola-svincolo A2 di Pizzo Calabro. Per tanti autisti, dunque, c’è poco da gioire. C’è piuttosto da tenere gli occhi bene aperti nell’attraversare la Vallelonga-Vazzano, sperando che altrettanto possano fare gli altri automobilisti e che l’inverno possa essere clemente come non mai. Il problema è che per poter percorrere quelle zone in tutta sicurezza, per poter tentare di raggiungere in tranquillità il nuovo svincolo A2 di Vazzano, si dovrà aspettare, oltre che la tanto agognata ripresa dei lavori sul tratto di Monte Cucco, anche la realizzazione del Tronco della Trasversale che garantisce l’attraversamento del Colle Scornari. E in tal caso gli inverni che sembrano destinati a trascorrere sono ancora molti. Perché, nello specifico, per quella porzione di strada siamo ancora allo stadio primordiale: i fondi Apq Calabria e il Contratto di Programma hanno portato un importo di complessivi 14,4 milioni di euro destinati alla realizzazione del tratto, il progetto preliminare è stato approvato nel 2017, ma sono ancora in corso le procedure autorizzative. E l’esperienza insegna che i tempi delle comunità e dei loro bisogni combaciano poco con quelli della burocrazia.

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