Lunedì, 14 Ottobre 2019 12:16

Smantellata la cosca Iozzo-Chiefari, dai lavori sulla Trasversale al business degli spazi per la Fiera di Torre

Scritto da Redazione
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Da un lato i Chiefari, dall’altro i Iozzo. Due famiglie, un unico gruppo criminale, operante nell’area delle Preserre catanzaresi, in particolare nei centri di Chiaravalle Centrale, Cardinale e Torre di Ruggiero. È quanto emerge nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri che, all’alba di oggi, ha portato all’arresto di 17 persone tra appartenenti e fiancheggiatori del clan. L’operazione, denominata “Orthrus”, è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori e di un elicottero dell’8° Nucleo.

In carcere sono finiti Marco Catricalà di Chiaravalle Centrale; Antonio Chiefari, di Torre di Ruggiero; Vito Chiefari, di Torre di Ruggiero; Alexandr Daniele, di Palermiti; Damiano Fabiano, di Chiaravalle; Antonio Gullà, di Chiaravalle; Mario Iozzo, di Chiaravalle; Luciano Iozzo, di Chiaravalle; Giovanni Giuseppe Iozzo, di Chiaravalle; Gregorio Giuseppe Iozzo, di Chiaravalle; Raffaele Iozzo, di Chiaravalle; Andrea Maida, di Chiaravalle; Antonio Maiolo, di Mongiana; Giuseppe Marco Marchese, di Chiaravalle; Antonio Rei, di Chiaravalle; Salvatore Russo, di Chiaravalle e Marco Sasso domiciliato a Roccelletta di Borgia.

A giudizio dei magistrati della Dda di Catanzaro, la famiglia dei Iozzo avrebbe, nella sua disponibilità, armi di uso comune e da guerra e sarebbe dedita alle estorsioni ai danni dei commercianti e degli imprenditori boschivi oltre al traffico di droga. Sotto il controllo della famiglia Chiefari ci sarebbero, invece, varie attività imprenditoriali: dal settore degli scavi e del movimento terra, nonché del settore agricolo. Controllerebbero il territorio, in particolare quello di Torre Ruggero, attraverso la forza intimidatrice originata dal vincolo associativo che permetterebbe loro di interferire nelle attività economiche della zona e, in particolare, sulle grandi opere relative alla costruzione della “Trasversale delle Serre”. Non solo, i Chiefari avrebbero anche gestito il business degli spazi alla fiera della Madonna delle Grazie di Torre Ruggero imponendo e dettando le loro regole.

L’inchiesta ha anche fatto luce su un duplice omicidio e un tentato omicidio. Il duplice omicidio è quello di Giuliano Cortese, di 48 anni, e della sua compagna Inna Abramovia, di 35, di nazionalità ucraina, uccisi a Chiaravalle il 27 aprile 2009. L’agguato fu portato a termine davanti alla scuola materna dove la coppia aveva lasciato le due figlie piccole. Mentre i due si stavano allontanando a bordo di un’auto, furono affiancati da un’altra autovettura, dalla quale furono sparati diversi colpi di pistola.

Complessivamente sono 29 gli indagati, di cui 12 a piede libero. Si tratta di Domenico Chiefari di Torre di Ruggiero; Giuseppe Chiefari, di Torre di Ruggiero; Nicola Chiefari, di Torre di Ruggiero; Pietro Antonio Chiefari, di Chiaravalle; Stefano Dominelli, di San Vito sullo Ionio; Giuseppe Garieri, di Chiaravalle; Mario Salvatore Garieri, di Chiaravalle; Gianfranco Iozzo, di Chiaravalle, Claudio Marchese, di Chiaravalle; Stefano Pasquino, di Chiaravalle; Giuseppe Pitaro, di Catanzaro e Marta Sanginiti di Soverato.

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