Giovedì, 11 Luglio 2019 07:28

Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Maria Chindamo e Francesco Vangeli

Scritto da Redazione
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I militari della Compagnia carabinieri di Vibo Valentia, fin dalle prime ore dell’alba, stanno eseguendo il fermo di indiziato di delitto a carico di uno dei presunti responsabili dell’omicidio di Francesco Domenico Vangeli, il 26enne di Scaliti di Filandari, di cui si sono perse le tracce la sera del 9 ottobre scorso. In carcere è finito Antonio Prostamo, 30 anni, esponente di spicco dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta operante a San Giovanni di Mileto. E’ accusato di omicidio aggravato dalle modalità mafiose ma anche di distruzione di cadavere. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia. I dettagli saranno illustrati nel corso della conferenza stampa prevista per le 9.30 presso il Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia alla presenza del procuratore della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri.

Il gip del Tribunale di Vibo, inoltre, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini – condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia, della Compagnia di Tropea e del Ros - ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto già noto alle forze dell’ordine, ritenuto uno dei responsabili dell’omicidio di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello scomparsa nel nulla il 6 maggio 2016. Si tratta di Salvatore Ascone, 53 anni, di Limbadi, detto “U Pinnularo”, con precedenti per armi e ritenuto dagli inquirenti legato ai Mancuso di Limbadi. E’ il proprietario del casolare di campagna situato di fronte all’azienda agricola dove la Chindamo è scomparsa. Insieme a lui risulta indagato un operaio romeno. I dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata presso il Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia.

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