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Giovedì, 11 Luglio 2019 10:34

Ucciso e gettato nel Mesima in un sacco di plastica. Così è morto a 26 anni Francesco Vangeli

Scritto da Redazione
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È stata denominata “Amore letale” l’operazione portata a termine stamattina dai carabinieri della Compagnia di Vibo, che ha consentito di fare luce sulla scomparsa di Francesco Domenico Vangeli, il 26enne di Scaliti Filandari sparito nel nulla la sera del 9 ottobre scorso e vittima di “lupara bianca”.

A causare l’omicidio sarebbe stato appunto un amore che, alla fine, si sarebbe rivelato letale nei confronti di una ragazza di Scaliti, contesa da Vangeli e da uno degli arrestati, Antonio Prostamo, 30enne di San Giovanni di Mileto, considerato dagli inquirenti esponente apicale del clan locale “Pititto-Tavella-Prostamo”. Il giovane è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso e di distruzione di cadavere. Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Catanzaro, guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri. Prostamo avrebbe anche rivolto minacce di morte nei confronti di Vangeli e di scioglierlo nell’acido con messaggi whatsapp.

A finire nei guai anche il fratello di Prostamo, Giuseppe, di 35 anni, attualmente detenuto nel carcere di Vibo dopo essere stato arrestato nel maggio scorso per essere stato trovato in possesso di un’arma clandestina con tanto di relativo munizionamento. Ora dovrà rispondere anche di omicidio aggravato dal metodo mafioso, minacce, porto abusivo d’arma da fuoco e distruzione di cadavere.

Secondo gli inquirenti, Vangeli sarebbe stato giustiziato nella notte tra il 9 il 10 ottobre con diversi colpi di fucile, messo forse ancora agonizzante in un sacco di plastica e gettato nel fiume Mesima. Il corpo, però, non è stato ancora ritrovato. Non è da escludere il fatto che possa essere stato trascinato dalle correnti fino alla foce del fiume, dopodiché è finito in mare. Giuseppe Prostamo avrebbe anche vantato dei crediti di droga da Vangeli che, la sera della scomparsa, sarebbe stato attirato con l’inganno a San Giovanni di Mileto, presso l’abitazione dei Prostamo, per la realizzazione di un tavolino in ferro battuto essendo Vangeli un artigiano come il padre Valerio. Da quella sera, però, Francesco non ha più fatto ritorno a casa.

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