Mercoledì, 23 Marzo 2016 13:35

‘Acqua sporca’, slitta ancora l'udienza sul caso Alaco. Nuovo rinvio a giugno

Scritto da Redazione
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Nuovo rinvio per l’udienza preliminare nei confronti delle 16 persone coinvolte nell’indagine “Acqua sporca” per cui il sostituto procuratore Michele Sirgiovanni ha chiesto il processo. A stabilirlo il gup di Vibo Anna Rombolà, che ha deciso per il rinvio a causa di un difetto di notifica ad alcuni degli indagati, così come d’altronde era già accaduto il 21 ottobre scorso nella prima data stabilita per l’udienza.

Il procedimento – che vede le richieste di costituzione di parte civile del Comitato civico Pro-Serre (rappresentato dall’avvocato Angelo Calzone), delle associazioni Codacons e Articolo 32 (avvocato Claudio Cricenti) e dell’Adoc (avvocato Paolo Fuduli) – è stato dunque rinviato al prossimo 22 giugno. Al centro dell’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nas e dal Cfs, il bacino artificiale dell’Alaco, gestito da Sorical, sequestrato dalla Procura vibonese il 17 maggio del 2012 e ritenuto da molti la causa principale dell’inquinamento dell’acqua nel capoluogo, in molti Comuni del Vibonese e in alcuni del Catanzarese. 

Il sostituto procuratore Sirgiovanni, nel febbraio scorso, ha chiesto il rinvio a giudizio per 16 persone tra cui dirigenti e tecnici della società di gestione del servizio idrico regionale, responsabili di Asp e dirigenti regionali, accusati a vario titolo di avvelenamento colposo di acque, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, omissione di atti d’ufficio e interruzione di un servizio di pubblica utilità. Le richieste di rinvio a giudizio riguardano: Sergio Abramo, ex presidente della Sorical ed attuale sindaco di Catanzaro; Giuseppe Camo, presidente pro tempore del Cda Sorical; Maurizio Del Re, amministratore delegato Sorical; Sergio De Marco, direttore generale tecnico Sorical; Giulio Ricciuto, responsabile del compartimento area centro e degli impianti di potabilizzazione; Ernaldo Antonio Biondi, responsabile per la zona di Vibo; Vincenzo Pisani, addetto al servizio interno analisi di laboratorio e processi di trattamento delle acque; Massimiliano Fortuna; Pietro Lagadari; Domenico Lagadari; Fabio Pisani, responsabile pro tempore dell'ufficio tecnico del Comune di Serra San Bruno; Roberto Camillen, responsabile pro tempore del settore manutentivo del comune di Serra; Francesco Catricalà, dirigente dell'unita' operativa igiene, alimenti e nutrizione del distretto dell'Asp di Soverato; Fortunato Carnovale, dirigente dell'unita' operativa igiene della nutrizione dell'Asp di Vibo; Rosanna Maida, dirigente del servizio Attività territoriale e prevenzione e promozione della salute del settore Area-Lea, Domenico Criniti, all'epoca dei fatti sindaco di Santa Caterina dello Ionio. Sono state archiviate, invece, le posizioni di altri amministratori che erano a capo delle rispettive giunte comunali tra il 2009 ed il 2011.

Contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio, la Procura aveva emesso ulteriori 10 avvisi di garanzia destinati a funzionari pubblici e imprenditori – tra cui un ex commissario per l'emergenza ambientale – di cui non sono stati resi noti i nomi, coinvolti nel secondo filone dell'inchiesta, che riguarda una presunta truffa sui controlli e sulla classificazione del bacino da parte di alcune società private che operavano per conto della Regione.

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