Mercoledì, 26 Febbraio 2014 15:30

Addio a Mastro Bruno Tassone

Scritto da Il Brigante
Letto 3519 volte

bruno tassone MSe n’è andato soffrendo in silenzio. Con il garbo e l’eleganza che per tutta la vita lo hanno contraddistinto. Se n’è andato da uomo “vecchio stampo” quale era, forbito nel linguaggio, signorile nei comportamenti e nei modi. La comunità di Spadola e quella di Serra San Bruno, paesi che forse più di altri hanno giovato del piacere di conoscere e vivere Bruno Tassone, si stringono oggi in un pianto senza fine che nasce dalla consapevolezza che a lasciarci questa volta è una vera e propria personalità simbolo dei nostri territori.

Eccelso artista, esemplare marito e padre di famiglia. Se l’umanità tutta avesse mai bisogno di una storia di risolutezza e determinazione, di un racconto pregno dell’ardore e della voglia di non mollare, di non abbattersi mai, le si potrebbe benissimo raccontare quella di Bruno. Fin da subito è costretto a lottare controvento, prendendo di petto il male che un freddo pomeriggio adolescenziale gli riserva, nascosto nelle dinamiche fosche e convulse di un incidente imprevedibile che gli costa la mano destra. Ma Bruno non si abbatte, anzi da lì rinasce. Continuando la sua vita di sempre, anche meglio. Lavora e vive con un’impressionante marcia in più. Svolge con disarmante naturalezza gli ordinari fatti che la quotidianità gli pone di fronte: guida e continua a suonare, in particolar modo la chitarra; riesce con semplicità, tanto per rendere l’idea, anche ad allacciarsi le stringhe delle scarpe; è in grado soprattutto di dare vita, ricavandoli da inespressivi pezzi di legno, a veri e propri capolavori scultorei. Arte che coltiva con devozione fin da quella “sfida” ricevuta in gioventù che il compianto zampognaro Leonardo “Lu Nigru” Tassone – venuto a mancare anche lui di recente – gli aveva lanciato. Bruno riesce, primo capolavoro, ad ottenere una piccola posata intagliandola dallo scarto di un ciocco di legno. E giusto per avere la meglio sul suo “competitore” Leonardo, che aveva realizzato un cucchiaio, lui – con l’ausilio della sola mano sinistra – ne ricava un minuscolo cucchiaino da caffè. Da lì Mastro Bruno non si ferma più. Continua a scolpire con sorprendente maestria qualsiasi oggetto e qualsiasi forma: soprammobili che riproducono in scala raffinati arredamenti, ballerine dell’Ottocento e ninfe desnude, funghi e animali, statuine, pastori, la sacra famiglia e gli altri personaggi di un raffinato presepio che per svariati natali mette in mostra nei locali della Chiesa dell’Assunta di Terravecchia. Tutto scolpito con minuziosità, con una dovizia di particolari più unica che rara. Ma poi anche e soprattutto la ‘Varia’, crocefissi e icone sacre, tra le quali – riprodotti alla perfezione – posti uno a fianco all’altro, come nella scultura originale, le due statue dei Santi Medici Cosma e Damiano, venerati ogni settembre nella festa di Riace. Santi a cui Bruno era devotissimo, tanto da divenire guida pratica e spirituale di quel caratteristico pellegrinaggio che ogni anno vede, appunto, tanta gente della zona delle Serre impegnata ad incamminarsi – ancora fra le tenebre – proprio verso il Santuario dei due venerati nel reggino. Meraviglie, insomma, che appaiono quasi impossibili da realizzare anche con l’ausilio di entrambe le mani, soprattutto se si pensa che Bruno – con pazienza certosina, nell’intimo del suo piccolo laboratorio – per plasmarle dal legno, non faceva mai uso di «diavolerie» elettriche, ma solo di utensili come gli sgorbi, i coltelli o altri arnesi manuali.

Bruno è stato da sempre elemento attivo, quasi come un socio onorario, della nostra associazione. La sua presenza e il suo sostegno, fonte di arricchimento personale e artistico per ognuno dei componenti del Brigante, sono e rimarranno per sempre intimo ricordo e materiale prezioso da cui attingere per proseguire al meglio nelle nostre attività.

Solo chi ha conosciuto Bruno può capire di quale emblema del rispetto verso l’altro, della forza di volontà e dell’arte sopraffina siamo oggi costretti a piangere la scomparsa. Lo sa chi ha avuto la fortuna di averlo a scuola apparentemente come semplice bidello, più segnatamente come maestro, tutore, amico. Lo sa chi almeno una volta nella vita ha discusso con lui e non ha potuto che trarne indimenticabili insegnamenti e spassionati consigli da osservare e custodire gelosamente. Lo sa chi ha avuto la fortuna di averlo, appunto, come “capo-pellegrino” verso Riace, chi lo ha sentito intonare almeno una volta il possente canto della sua voce ed il dolce suono della chitarra al cospetto di una ricca tavolata prima della notte nel Convento di Stignano o mentre, con gli occhi lucidi ed il cuore gonfio di devozione, scendeva le scalette che portano alla grotta della Madonna della Stella o saliva, alle prime luci dell’alba, quelle del Santuario dei Santi Cosma e Damiano. Momenti mistici e singolari, tra i più emozionanti che possa capitare di vivere. Lo sa chi nei pomeriggi, altrimenti vuoti, lo incontrava per strada ed aveva il semplice piacere di sorseggiare con lui un caffè, di misurarsi, di capire, di discutere, di imparare da un uomo da cui, appunto, ognuno di noi avrebbe solo ed esclusivamente avuto da imparare. Da apprendere il suo “perché” della vita, la sua maniera inconfondibile di non arrendersi, di vincere.

Associazione Culturale 'Il Brigante'


Articoli correlati (da tag)

  • Serra verso le Comunali | Centrodestra, Rosi è già un ricordo lontano. Spunta l’ipotesi Tassone Serra verso le Comunali | Centrodestra, Rosi è già un ricordo lontano. Spunta l’ipotesi Tassone

    SERRA SAN BRUNO - In vista delle Comunali del prossimo giugno avrebbe un “asso nella manica”, già bello e pronto da giocare, il consigliere regionale Nazzareno Salerno, leader della locale coalizione di centrodestra, convinto ormai a dare definitivamente un “calcio al passato” e ad affrontare l’imminente campagna elettorale con una lista improntata al “rinnovamento”. 

  • Ghost, un nuovo arresto per espiazione pena Ghost, un nuovo arresto per espiazione pena

    112Nella mattinata odierna, i carabinieri della stazione di Soriano, diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca, e guidati dal capitano della Compagnia di Serra San Bruno, Stefano Esposito Vangone, hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione per espiazione di pena detentiva, nei confronti di Francesco Ida’, 35enne, pregiudicato, nato a Gerocarne. L’uomo, arrestato per scontare una pena di 4 anni e 5 mesi di reclusione, è stato condannato per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

    Il provvedimento di arresto, emesso dalla procura generale di Catanzaro, è stato posto in essere in merito a quanto emerse a conclusione dell’operazione “Ghost” effettuata dalla Polizia di Stato all’inizio del 2009, con la quale è stata fatto luce su un giro di droga che avrebbe interessato nello specifico il territorio compreso tra i comuni di Pizzo, Soriano, Sorianello e Gerocarne.

    Ida’è stato accompagnato presso la casa circondariale di Vibo Valentia, dove venerdì scorso erano già stati condotti altri tre condannati - Giuseppe Capomolla, residente a Soriano; Pietro Nardo di Sorianello e Bruno Sabatino, residente invece a Gerocarne – interessati dalla stessa operazione antidroga.

  • Vibo, rapina ad un distributore: fermato Giuseppe Lo Bianco Vibo, rapina ad un distributore: fermato Giuseppe Lo Bianco

    mini Carabinieri-sorianelloVIBO VALENTIA - Sarebbe uno degli autori di una rapina ai danni di un distributore di carburanti che avrebbe fruttato nel complesso 15mila euro. Con questa accusa, i carabinieri hanno fermato nella giornata di ieri Giuseppe Lo Bianco, classe '72, pluripregiudicato appartenente all'ominimo clan operante nella città capoluogo. Il fatto risale intorno alle 18 di ieri, quando due persone con il volto coperto e armate di pistola, hanno fatto irruzione in un distributore situato nella centralissima viale Affaccio, intimando il titolare facendosi consegnare la somma in contanti che ammontava a 15mila euro. Subito dopo i malviventi si sarebbero dati alla fuga a bordo di un'autovettura, guidata da un altro complice. Scattato l'allarme, i carabinieri nel giro di pochi minuti sono riusciti a rintracciare la macchina in località Ottocanalli. Alla guida c'era lo stesso Lo Bianco che è stato immediatamente bloccato. Dalla perquisizione eseguita all'interno dell'autovettura, inoltre, i militari hanno rinvenuto un passamontagna nascosto sotto i sedili che sarebbe lo stesso utilizzato dai malviventi per compiere la rapina. Il 42enne, posto in stato di fermo e tradotto in carcere, è già noto alle forze in quanto rimasto coinvolto nell'operazione “Cash”, scattata nel luglio del 2011. Nei suoi confronti, infine, viene contestata anche un'altra rapina, messa a segno ad ottobre in un supermercato di Vibo.


     

  • Ghost, arrestate tre persone: devono scontare una pena definitiva Ghost, arrestate tre persone: devono scontare una pena definitiva

    mini carabieniri_notteI carabinieri della Stazione di Soriano Calabro, diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca, e guidati dal capitano della Compagnia di Serra San Bruno, Stefano Esposito Vangone, hanno dato esecuzione, nella serata di ieri, all'ordine di carcerazione per l'espiazione di una pena detentiva, emessa dalla Procura generale di Catanzaro, nei confronti di tre soggetti: si tratta di Giuseppe Capomolla, 34enne residente a Soriano, già noto alle forze dell'ordine, e Pietro Nardo, di 45 anni, residente a Sorianello ma domiciliato a Gerocarne, entrambi responsabili del reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Capomolla è stato condannato a 4 anni e 10 mesi di reclusione, mentre di 4 anni e 5 mesi è la pena inflitta a Nardo. L'altro arrestato è, invece, Bruno Sabatino, residente a Gerocarne, anche lui pregiudicato, che dovrà espiare una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione, in quanto responsabile dei reati di porto abusivo di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le condanne si riferiscono alle indagini scaturite dall'operazione Ghost, conclusa nel 2009 dalla Polizia di Stato, con la quale è stata fatto luce su un giro di droga che avrebbe interessato nello specifico il territorio compreso tra i comuni di Pizzo, Soriano, Sorianello e Gerocarne. Capomolla e Nardo sono stati tradotti presso il carcere di Vibo, mentre Sabatino è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. 

     

  • Fabrizia, arrestato latitante in Svizzera Fabrizia, arrestato latitante in Svizzera

    mini polizia_cantonaleLa Polizia cantonale ha arrestato nei giorni scorsi in Svizzera Antonio Montagnese, 35 anni di Fabrizia, ritenuto al vertice dell'omonimo clan Montagnese-Nesci, e già condannato in Cassazione ad una pena di 9 anni di reclusione con l'accusa di associazione mafiosa. Il 35enne era rimasto coinvolto nell'operazione “Domino”, scattata nel 2007. Montagnese è il genero di Bruno Nesci, anche lui al vertice della consorteria mafiosa. Subito dopo la sentenza della Cassazione, arrivata nel maggio di quest'anno che ha certificato l'esistenza di un locale di 'ndrangheta a Fabrizia, Montagnese si era dato latitante in Svizzera, ma la Polizia Cantonale dopo mesi di ricerche è riuscita a rintracciarlo. 

     

Il Vizzarro.it - quotidiano online
Direttore responsabile: Sergio Pelaia.
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova, Bruno Greco.

Reg. n. 4/2012 Tribunale VV

redazione@ilvizzarro.it

Seguici sui social

Associazione "Il Vizzarro”

via chiesa addolorata, n° 8

89822 - Serra San Bruno