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Martedì, 10 Luglio 2012 13:16

Cardinale, trasferito il parroco. I fedeli protestano e scrivono alle autorità: "Zittiti dal vicario del Vescovo"

Scritto da Redazione
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mini chiesa cardinale

 Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta: A Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo  dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro - Squillace. A Sua Santità, Papa Benedetto XVI - Nelle ultime settimane, nel piccolo borgo di Cardinale (CZ), paese delle Preserre Calabresi, moltissimi parrocchiani, che da sempre sostengono il loro sacerdote, Don Alvaro Galeano Amariles, sono alla ricerca di risposte concrete sui motivi del trasferimento del predetto oblato ad altra comunità e su specifiche domande avanzate dai medesimi.

Ripetute sono state le richieste di spiegazioni e di contestuale differimento di tale atto di spostamento, al fine di consentire al menzionato parroco di portare a compimento l’azione iniziata nella comunità di Cardinale, ma i destinatari di siffatte istanze e, per l’esattezza, ora esponenti della Curia Diocesana di Squillace, ora rappresentanti dell’ Associazione  Divino Amore di Roma, cui Don Alvaro fa parte, ad oggi, hanno dimostrato una certa indifferenza e, talora, insensibilità. E dopo i palleggiamenti di responsabilità e/o di competenza a provvedere in merito tra i succitati clericali, nel pomeriggio del 08.07.2012, presso la Casa Canonica di Davoli  (CZ), oltre duecento parrocchiani della comunità di Cardinale sono stati testimoni di un veemente atto di arroganza del Vicario del Vescovo, nella persona di Don Facciolo, nei confronti di una parrocchiana. Ed infatti, avuta notizia da cittadini davolesi della presenza del Vescovo o suo Vicario e di rappresentanti dell’ Associazione Divino Amore, presso la loro comunità, alla data sopra indicata, oltre duecento fedeli cardinalesi si sono ivi recati, speranzosi di ottenere il dovuto riscontro alle loro richieste.
Dopo i primi colloqui con il Vicepresidente dell’ Associazione Divino Amore, nella persona di Don Luca Centurione  e di Don Maurizio Aloise, pro Vicario del Vescovo, già in precedenza investito dalla vicenda,  sono apparse acclarate le seguenti circostanze:
- l’atto di trasferimento ad altra sede di un parroco facente parte di una Associazione e, nella specie, Don Alvaro Galeano Amariles, appartenente all’ Associazione Divino Amore di  Roma, è atto bilaterale di volontà della Curia e della stessa Associazione;
- detto trasferimento è, quindi, frutto di un accordo bilaterale e, alla stregua di ogni accordo, può essere modificato per comune volontà delle parti interessate.
Continuavano a rimanere oscuri i motivi del disposto trasferimento.
Si rendeva, pertanto, necessario conferire direttamente con il Vescovo e/o il suo Vicario per avere le attese risposte alle domande e alle richieste che i parrocchiani continuano a porsi ancora oggi e per le quali nel caldo pomeriggio della scorsa domenica sono andati numerosi sino a Davoli (CZ).
All’arrivo del Vicario del Vescovo, Don Facciolo, i parrocchiani di Cardinale gli andavano incontro, chiedendo e ottenendo la possibilità di conferire con lui, malgrado si trovasse lì per altre incombenze.
La conversazione, dapprima, è stata pacata.
Quando, però, il prelato ha riferito che l’atto di trasferimento di Don Alvaro  rispondeva alla richiesta dell’ Associazione Divino Amore di avere l’assegnazione di un Santuario, una parrocchiana ha educatamente evidenziato che il rappresentante dell’ Associazione lì presente aveva poco prima convenuto che tale trasferimento costituiva l’esito di un rapporto negoziale bilaterale e che, come tutti i rapporti negoziali, poteva essere suscettibile di modifica.
Alla predetta precisazione, Don Facciolo perdeva l’autocontrollo e, con una caduta di stile che mal si addice a chi ricopre una posizione di vertice nella gerarchia di un potere, inveiva contro la medesima parrocchiana, alzando la voce e ammonendola,  per ben due volte, di zittire.
“Lei zittisca” sono le testuali parole usate dal Vicario.
Tuttavia, la signora interessata, che per carattere e professione non si fa intimorire da atti di arroganza di alcun genere, con determinazione ha ribattuto di non essere disposta a stare zitta e di non consentire a nessuno, compreso il suo interlocutore, di rivolgersi in quei termini nei suoi confronti.
Allora, la reazione del Vicario è stata ancor più scomposta e spropositata, avendo intimato alla parrocchiana di andare via dalla strada ove il tutto si stava svolgendo perché,  a suo dire, suolo diocesano.
Alla replica della signora di trovarsi su una strada pubblica, in mancanza di prova contraria, Don Facciolo veniva allontanato da Don Maurizio Aloise.
Mentre andava via ha avuto, comunque, l’ardire di affermare: “Prima avete fatto piangere il vostro sacerdote”.
A tal punto c’è stata una reazione di disapprovazione nei confronti del Vicario  da  parte dei fedeli, che a gran voce rilevavano che sarebbe stato opportuno che la Chiesa fosse stata presente e si fosse domandata chi e perché aveva fatto piangere Don Alvaro, adottando i provvedimenti di dovere, e chiedevano trasparenza nelle decisioni della Chiesa.
Indescrivibili sono stati la delusione e il turbamento che il predetto Don Facciolo ha suscitato in tutti i presenti, testimoni oculari di un ingiustificato atto di aggressione verbale, al limite della legalità, da parte di un uomo della Chiesa, il quale, dopo tale atteggiamento provocatorio, non ha disdegnato di indossare gli indumenti sacri di rito e professare la parola di Dio!!!
E’ superfluo evidenziare che il suddetto comportamento del Vicario della Curia Diocesana di Squillace, avvenuto alla presenza di moltissimi fedeli, tra cui bambini e giovani ragazzi, rappresenta una sconfitta della Chiesa per “bocca” dei suoi maggiori esponenti.
Nonostante tutto, la comunità di Cardinale interessata agli eventi di cui trattasi vuole ancora credere nelle Istituzioni Religiose e si appella direttamente a Sua Eccellenza il Vescovo, Monsignor Vincenzo Bertolone, e a Sua Santità, Papa Benedetto XVI, affinché una delegazione dei suddetti parrocchiani venga ricevuta dalle SS. LL. Ill.me per un proficuo confronto sui fatti accaduti e per il ripristino della verità nella loro comunità.
Ove questo appello non fosse accolto significherebbe che le maggiori Autorità Ecclesiastiche, nella loro generalità, sono propense a sacrificare il bisogno di verità e di giustizia invocato dal popolo dei fedeli ad interessi particolari e/o di potere che sfuggono al popolo stesso.

 

Francesca Rotiroti

Rappresentante Comunità Fedeli Cardinale

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