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Mercoledì, 13 Luglio 2016 16:12

Caso Alaco, udienza preliminare rinviata al 2 novembre

Scritto da Redazione
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Ennesimo rinvio - il quarto di fila dopo quelli di ottobre, marzo e giugno - per l'udienza preliminare relativa all'inchiesta “Acqua sporca”, coordinata dall'allora procuratore capo della Repubblica di Vibo, Mario Spagnuolo, e dal sostituto Michele Sirgiovanni e condotta dai militari del Nas di Catanzaro, del Reparto Operativo di Vibo e del Corpo forestale dello Stato.

Il rinvio - disposto dal gup, Lorenzo Barracco - è stato chiesto dalle difese per valutare le istanze di costituzione di parte civile e per poter effettuare eventuali questioni di ammissibilità.

Sedici sono in tutto le persone rimaste coinvolte, per le quali il sostituto procuratore della Repubblica di Vibo, Michele Sirgiovanni, ha chiesto il processo.

La nuova udienza si terrà, adesso, il 2 novembre prossimo.

Al centro dell'inchiesta – nella quale risultano le richieste di costituzione di parte civile del Comitato civico Pro-Serre (rappresentato dall’avvocato Angelo Calzone), delle associazioni Codacons e Articolo 32 (avvocato Claudio Cricenti) e dell’Adoc (avvocato Paolo Fuduli) – il bacino artificiale dell’Alaco, gestito da Sorical, sequestrato dalla Procura vibonese nel maggio del 2012 e ritenuto da molti la causa principale dell’inquinamento dell’acqua nel capoluogo, in molti Comuni del Vibonese e in alcuni del Catanzarese.

Le richieste di rinvio a giudizio riguardano: Sergio Abramo, ex presidente della Sorical ed attuale sindaco di Catanzaro; Giuseppe Camo, presidente pro tempore del Cda Sorical; Maurizio Del Re, amministratore delegato Sorical; Sergio De Marco, direttore generale tecnico Sorical; Giulio Ricciuto, responsabile del compartimento area centro e degli impianti di potabilizzazione; Ernaldo Antonio Biondi, responsabile per la zona di Vibo; Vincenzo Pisani, addetto al servizio interno analisi di laboratorio e processi di trattamento delle acque; Massimiliano Fortuna; Pietro Lagadari; Domenico Lagadari; Fabio Pisani, responsabile pro tempore dell'ufficio tecnico del Comune di Serra San Bruno; Roberto Camillen, responsabile pro tempore del settore manutentivo del Comune di Serra; Francesco Catricalà, dirigente dell'unità operativa igiene, alimenti e nutrizione del distretto dell'Asp di Soverato; Fortunato Carnovale, dirigente dell'unità operativa igiene della nutrizione dell'Asp di Vibo; Rosanna Maida, dirigente del servizio Attività territoriale e prevenzione e promozione della salute del settore Area-Lea e Domenico Criniti, all'epoca dei fatti sindaco di Santa Caterina dello Ionio. Sono state archiviate, invece, le posizioni di altri amministratori che erano a capo delle rispettive giunte comunali tra il 2009 ed il 2011.

Contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio, la Procura aveva emesso altri 10 avvisi di garanzia destinati a funzionari pubblici e imprenditori – tra cui un ex commissario per l'emergenza ambientale – di cui non sono stati resi noti i nomi, coinvolti nel secondo filone dell'inchiesta, che riguarda una presunta truffa sui controlli e sulla classificazione del bacino da parte di alcune società private che operavano per conto della Regione.

 

 

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