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Martedì, 01 Ottobre 2013 16:56

Ecatombe calabrese ai test universitari. Esiti disastrosi a Medicina di Catanzaro e UniCal

Scritto da Alessandro De Padova
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mini test_universitariNel settembre scorso, a Germaneto, una folla oceanica di quasi duemila aspiranti dottori si era presentata, armata di penna nera e buoni propositi, per affrontare i test d’ingresso della facoltà di Medicina dell’Univesità MagnaGræcia di Catanzaro, ma a conti fatti i risultati si sono dimostrati davvero catastrofici: su 1.800 iscritti totali sono stati solo 82 i candidati che hanno superato i test. I 225 posti disponibili erano comunque esigui rispetto al numero totale dei partecipanti, ma nessuno avrebbe mai immaginato che ben due terzi dei banchi sarebbero rimasti completamente vuoti perché, appunto, solo 82 aspiranti matricole hanno di fatto dimostrato di possedere le competenze
minime richieste dalla prova, eseguita da quest’anno su scala nazionale e, di conseguenza, in contemporaneità in tutti gli atenei italiani. E così i 173 posti rimasti vacanti saranno ora ripartiti ai candidati che hanno partecipato alle selezioni in altre città della penisola e che sono rimasti fuori dalla selezione per carenza di posti: a Milano, ad esempio, a superare i test sono stati ben 905 candidati su soli 430 posti assegnabili, a Bologna su altrettanti posti a superare la prova sono stati invece in 688 candidati, analoghi esiti di esubero si sono registrati anche a Verona, Pavia, Udine, Pisa, Padova ed in molte altre città, quasi tutte del nord Italia. 
 
Non sorridono neanche i candidati alle prove per l’accesso nelle facoltà dell’UniCal di Cosenza, dove in particolare per il corso in Scienze della Formazione Primaria, la percentuale di idoneità si è fermata al di sotto del 30%, risultando la più bassa d'Italia. Numeri che cozzano nettamente quindi con quelli riportati dalla classifica dei voti massimi ricevuti nel corso degli studi universitari, che vede – stranamente a questo punto – gli studenti della nostra regione al primo posto. Insomma, dati alla mano, le università calabresi si dimostrano impervie all’accesso - quando i test sono su scala nazionale - per poi magicamente trasformarsi in un ‘percorso in discesa’ durante il ciclo degli anni di studio. 

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