Mercoledì, 30 Marzo 2016 15:26

Fondazione Pisani, a processo Lo Iacono e altri 8 ex amministratori serresi

Scritto da Sergio Pelaia
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SERRA SAN BRUNO – Dovranno affrontare il processo gli ex amministratori del Comune di Serra coinvolti nell’indagine che riguarda la gestione della Fondazione “Monsignor Biagio Pisani”.

È quanto ha deciso il gup del Tribunale di Vibo, Anna Maria Concetta Loiacono, nel corso dell’udienza preliminare svoltasi questa mattina dopo il rinvio disposto il 4 novembre scorso.

Il giudice ha rinviato a giudizio Raffaele Lo Iacono, presidente della Fondazione e, all’epoca dei fatti, sindaco di Serra. Vanno a processo anche gli ex assessori e consiglieri comunali che parteciparono alla votazione degli atti con cui era stato disposto il passaggio alla Fondazione (che si proponeva di essere un centro studi «per la tutela, la promozione e la valorizzazione della spiritualità e biodiversità nelle Serre Calabre») di alcuni beni comunali: si tratta di Luigi Calabretta, Leonardo Calabretta, Biagio Vavalà, Giuseppe Raffele, Antonio Procopio, Maria Abronzino, Francesco Bonazza e Vincenzo Damiani. Rinvio a giudizio anche per Salvatore Amato, all'epoca vicesegretario comunale, oggi in pensione. Per tutti l’accusa è di abuso d’ufficio.

Con le delibere al centro dell’indagine (di cui è titolare il pm Michele Sirgiovanni), risalenti al maggio del 2010, l'amministrazione comunale dell'epoca, targata centrosinistra, aveva concesso alla Fondazione, in comodato gratuito, terreni e fabbricati di proprietà del Comune, ubicati in un ex vivaio forestale - sito in località "Rosarella" - e aveva inoltre ceduto allo stesso sodalizio la gestione di alcune aree nei pressi del Santuario di Santa Maria del Bosco. Durante un’animata seduta di consiglio comunale, si consumò in quell'occasione anche una frattura politica all'interno del centrosinistra locale, con tre consiglieri (Domenico Tassone, Lucia Rachiele e Raffaele Masciari) che decisero di abbandonare l'aula senza spiegare le motivazioni. Fu l’opposizione di centrodestra, all’epoca, a presentare un esposto alla Prefettura di Vibo, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, specificando che per l'approvazione delle delibere fu decisiva, ai fini del raggiungimento del numero legale, la presenza di Lo Iacono in aula.

Nel frattempo alcune delle persone coinvolte nell’indagine e oggi rinviate a giudizio si sono allontanate dal centrosinistra e si sono avvicinate, in vista delle elezioni comunali del prossimo 5 giugno, proprio al centrodestra, mentre altre sono impegnate attivamente a sostegno della lista “La Serra”, che vede tra i promotori lo stesso ex sindaco, oggi consigliere di minoranza come Raffele, e Damiani.

La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 10 novembre.

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