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Venerdì, 03 Agosto 2012 11:22

Legge ‘il Vizzarro’ e dona un tapis roulant ai pazienti della fisioterapia

Scritto da Salvatore Albanese
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mini ospedale_serraAlcuni giorni fa, sulle pagine del nostro sito di informazione online, è stata pubblicata la lettera di denuncia che i pazienti affetti da sclerosi multipla hanno indirizzato al Prefetto di Vibo Valentia, al direttore sanitario dell'Asp ed al primario di Neurologia, per denunciare le gravi condizioni di disagio in cui versa il servizio di fisioterapia ubicato nel P.O. San Bruno.

Ma le istituzioni in questione non si sono scomodate. Da parte loro nessun cenno di vita. Per fortuna la risposta però è arrivata da qualcun altro. C’è chi infatti, dopo aver letto la lettera firmata dai ragazzi della fisioterapia ha deciso di donare un tapis roulant al reparto. Strumento ginnico importante per i casi in questione, che permette di godere del beneficio della passeggiata pur restando comodamente fermi. Il benefattore sembra sia un cittadino di Mongiana.

Si è trattato di un gesto di profondo civismo. Un atto di genuina solidarietà, che di certo non risolverà tutti i malanni e i disagi vissuti dai pazienti del reparto di fisioterapia, ma che rappresenta una vera e propria lezione di vita e di buon senso, per quelle istituzioni sorde e apatiche, incarnate da marpioni che pensano solamente a rimanere abbarbicati saldamente, e spesso immeritatamente, alle loro postazioni di comando.

Le istituzioni infatti, anche in questo caso, non si sono scomodate, anzi continuano a perseverare nel loro letargo atavico, ignorando un problema che evidentemente non considerano tale. Allora, ci chiediamo, di che cosa si occupano in genere questi signori? Come possono continuare ad ignorare una forma di disagio tanto pesante che grava quotidianamente sulle sorti di soggetti già, per loro sfortuna, severamente penalizzati dall’incombere di una malattia come la sclerosi? Quindi, per l’ennesima volta, l’SOS lanciato dai pazienti affetti da s.m. sembra sia caduto nel vuoto per i “caporal maggiori” dell’amministrazione pubblica che continuato a fare orecchie da mercante ed occuparsi con efferata dedizione solo alla cura del proprio orticello. 

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