Lunedì, 16 Aprile 2018 16:03

Limbadi, lutto cittadino per i funerali di Matteo Vinci

Scritto da Redazione
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  • Lo ha annunciato ieri il sindaco Pino Morello in consiglio comunale: «Faremo il possibile affinché Matteo venga riconosciuto ufficialmente vittima di mafia»

A distanza di due giorni dalla marcia silenziosa di sabato scorso, ieri sera a Limbadi c’è stato il consiglio comunale aperto, convocato per l’occasione dal primo cittadino Pino Morello, per ricordare Matteo Vinci, il 44enne morto una settimana fa nello scoppio di una bomba collocata sotto la sua autovettura, nel quale è rimasto ferito anche il padre Francesco, di 75 anni, ancora ricoverato al Centro grandi ustioni di Palermo.

E tutti, all’unanimità, hanno puntato il dito contro lo stato di «abbandono in cui versa il territorio» e invocato, al tempo stesso «vicinanza» in quello che rappresenta uno dei periodi più bui della storia del piccolo paese della provincia di Vibo.

Il sindaco Morello ha annunciato il lutto cittadino per il giorno del funerale di Matteo, assicurando inoltre tutto il proprio impegno affinché il 44enne «venga ufficialmente riconosciuto vittima di mafia. Signora Sara - ha affermato il primo cittadino rivolgendosi a Rosaria Scarpulla - la ringrazio e la ammiro per il suo contenuto dolore. La morte di suo figlio è una tragedia assurda, che ha gettato la popolazione nello sconforto». Per la consigliera comunale Rosalba Sesto «quella bomba ha dilaniato il cuore di tutte la madri di Limbadi».

Nel frattempo, le indagini vanno avanti per cercare di fare luce sull’accaduto. Oltre alla pista dei violenti contrasti avuti dalla famiglia Vinci con i vicini Di Grillo-Mancuso (imparentati con alcuni dei boss della potente consorteria mafiosa di Limbadi) per problemi legati a dei terreni confinanti, gli inquirenti non escludono alcuna pista e, in queste ore, hanno ascoltato nuovamente i familiari della vittima.

Stamattina, intanto, il prefetto di Vibo, Guido Longo, ha ricevuto Rosaria Scarpulla e Laura Sorbara, madre e fidanzata di Matteo. All'incontro con le due donne - accompagnate dal legale della famiglia Vinci, Giuseppe De Pace – secondo quanto riportato dall’Ansa erano presenti i vertici provinciali delle forze di polizia. «Il prefetto Longo – si legge in un comunicato - ha espresso la sua vicinanza ai familiari di Matteo Vinci, assicurando la massima attenzione del governo e delle forze di polizia per fare luce sul tremendo episodio di violenza 'ndranghetista. In queste ore Rosaria Scarpulla viene sentita, sempre insieme al proprio legale, nella sede del Comando provinciale dei carabinieri, dal sostituto procuratore della Dda Andrea Mancuso e dai vertici provinciali dell'Arma».

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