Venerdì, 20 Settembre 2019 12:14

Nessuna spesa personale con i fondi per i disabili, il Riesame dissequestra 130mila euro di Prisma Onlus

Scritto da Redazione
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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto parzialmente l’istanza avanzata da Vincenzo Ioppoli, legale difensore di Giuseppina Ranieri (52 anni) e Angelo Gullà (52 anni), rappresentanti dell’associazione senza scopo di lucro denominata “Prisma Onlus”, di San Sostene, nel Catanzarese, rimasti coinvolti nelle scorse settimane nell’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Soverato. I finanzieri, in particolare, avevano accertato che i due coniugi utilizzavano i contributi erogati dalla Regione Calabria per fornire ospitalità e assistenza a 17 utenti diversamente abili per scopi personali. Il Riesame, però, ha stabilito che, in realtà, non ci sarebbe stata alcuna spesa personale e ha ridimensionato di fatto le accuse nei confronti dei due coniugi, annullando il capo di imputazione relativo alla malversazione e ordinando la restituzione della relativa parte di beni (circa 130mila euro dei 262mila totali). Resta in piedi soltanto l’accusa di truffa. A giudizio dei magistrati che hanno esaminato il caso - e secondo quanto riportato da “La Nuova Calabria” - i giocattoli, i cosmetici, gli elettrodomestici non erano «in evidente contrasto con il reale utilizzo». Il legale, in sostanza, ha dimostrato che gli accessori acquistati avevano uno stretto collegamento con ciò che l’associazione inseriva all’interno dei progetti formativi ed educativi.

I parenti dei disabili del Centro Prisma hanno commentato così la sentenza: «In questi dieci anni – scrivono in una nota - abbiamo visto i nostri figli crescere insieme agli operatori del Centro. Per noi tutti che abbiamo dei ragazzi “speciali”, il fatto di avere un centro del genere è fondamentale. Ringraziamo la dottoressa Giuseppina Ranieri e tutta la sua equipe per il lavoro svolto in questi anni a favore di tutti i nostri cari e riconosciamo la loro assoluta trasparenza e onestà nello svolgere questo lavoro. Non abbiamo mai avuto alcun dubbio che la sentenza avrebbe fatto luce sul fatto che tutti quei beni menzionati fossero destinati ad uso e consumo dei nostri ragazzi, questo perché noi li vediamo nel quotidiano e siamo testimoni di tutte le attività in cui questi beni mobili e materiali sono utilizzati. Le porte del Centro Prisma sono state sempre aperte per chiunque di noi avesse voluto supervisionare gli interventi e le attività della struttura. Dottoressa Ranieri, avanti tutta. Siamo con voi».

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