Martedì, 12 Febbraio 2019 18:14

Omicidio Di Leo nel Vibonese, in Appello chiesti 30 anni di carcere per l’imputato

Scritto da Redazione
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  • Il delitto, secondo le indagini, sarebbe maturato al culmine di contrasti sulle modalità di gestione dell’area industriale del comune di Maierato, centro limitrofo a Sant’Onofrio

Trent’anni di reclusione.

È la richiesta che la Procura generale di Catanzaro ha chiesto alla Corte d’Appello nei confronti di Francesco Fortuna, 38enne di Sant’Onofrio, in carcere con l’accusa di concorso nell’omicidio – aggravato dall’agevolazione alla cosca di 'ndrangheta dei Bonavota - ai danni di Domenico Di Leo.

Il processo in primo grado, secondo quanto riportato dall’Agi, si è svolto con rito abbreviato e ciò ha evitato la condanna all’ergastolo per l’imputato. Domenico Di Leo fu ucciso nel 2004 a Sant’Onofrio, all’età di 47 anni, a colpi di fucile e mitra kalashnikov. Il delitto, secondo le indagini, sarebbe maturato al culmine di contrasti sulle modalità di gestione dell’area industriale del comune di Maierato, centro limitrofo a Sant’Onofrio, entrambi centri confinanti con Vibo Valentia. Determinante per le indagini l’apporto del Ris di Messina. Ad accusare Francesco Fortuna, anche il nuovo pentito vibonese Andrea Mantella che ha confessato di aver fatto parte del commando (con il ruolo di autista) che eliminò la vittima.

Si tratta di uno degli omicidi più efferati compiuti negli ultimi anni nel Vibonese e sul quale la Dda di Catanzaro ritiene di aver fatto piena luce.

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