Lunedì, 23 Novembre 2015 11:42

Operazione antidroga tra la Sicilia e la Calabria: perquisizioni anche a Vibo

Scritto da Redazione
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Operazione antidroga dei carabinieri di Siracusa che, a seguito di una vasta operazione, sono riusciti a smantellare un'organizzazione dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli uomini dell'Arma, in particolare, hanno effettuato arresti e portato a termine una serie di perquisizioni nelle province di Siracusa, Catania, Trapani e Vibo Valentia.

Ventiquattro sono state, in tutto, le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Siracusa che, per l'occasione, si sono avvalsi del contributo dei colleghi dei Comandi provinciali di Catania, Trapani e Vibo Valentia nonché di personale del Nucleo Cinofili di Nicolosi e di un’unità dell’Elinucleo di Catania.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Catania su richiesta della Procura distrettuale antimafia.

L’indagine, condotta dai carabinieri della Compagnia di Noto, ha consentito di accertare l’esistenza di un’organizzazione ben strutturata, dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente di eroina e cocaina. 

 

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    Il padre e i due figli sono adesso ai domiciliari.

    Le indagini sono iniziate il 15 ottobre 2017 quando nella frazione Sant’Angelo di Gerocarne, durante la nottata, è stato appiccato un incendio a un capannone di una persona del luogo.  Da lì sono subito scattate le indagini, che hanno consentito di raccogliere utili risultanze investigative in capo ai due giovani con precedenti di polizia. In quella circostanza fu incendiato l’intero immobile dove erano custoditi, oltre ad alcuni capi di bestiame, un trattore che era stato utilizzato il giorno stesso per lavorare all’interno di un fondo agricolo situato in contrada Cerasara a Gerocarne. Ed è stato proprio questo l’elemento che ha indirizzato le indagini: gli inquirenti, infatti, sono riusciti a ricostruire una vicenda che andava avanti già da tempo in relazione alla proprietà del fondo agricolo.

    Il fondo in questione, di proprietà di un avvocato vibonese, era da tempo oggetto di attenzioni da parte della famiglia Donato, che – secondo i carabinieri - cercava di impossessarsene con minacce e pressioni indirizzate al proprietario del fondo e a tutte le persone che si recavano all’interno per lavorarlo.

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    Da qui l’accusa per i tre che si sarebbero procurati un ingiusto profitto consistente nel possesso ed utilizzo del fondo ai fini del pascolo con conseguente danno per il legittimo proprietario che non avrebbe potuto esercitare liberamente il suo diritto di proprietà.

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