Domenica, 20 Marzo 2016 11:40

Pizzoni, jeep con 2 persone a bordo si ribalta dopo l’impatto con un cinghiale

Scritto da Redazione
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Sono stati attimi di paura nel corso della notte tra venerdì e sabato scorso, a Pizzoni, in località “Santa Barbara”, dove un’autovettura si è capovolta su se stessa a seguito dell’impatto con un cinghiale.

L’animale, sbucato improvvisamente sulla carreggiata, sarebbe andato a finire sotto le ruote del mezzo, causandone quindi il ribaltamento. A bordo – secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud – l’autista e il figlio minorenne che, per fortuna, non hanno riportato alcuna ferita a seguito dell’incidente. 

Il fatto si è registrato attorno alle 22.30, quando sul tratto della provinciale 57 che da “Sant’Angelo” di Gerocarne conduce proprio verso il territorio comunale di Pizzoni, un cinghiale ha dunque letteralmente tagliato la strada alla vettura, una jeep Frontera. Gli occupanti del mezzo, sono riusciti ad abbandonare l’interno dell’abitacolo uscendo dal cofano posteriore. Gli stessi hanno poi contatto i soccorsi, precipitatisi sul luogo dell’incidente assieme ai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidati dal tenente Mattia Ivana Losciale, e agli uomini del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Serra.

Nel corso dei minuti successivi all’impatto, oltre a prestare le cure alle due persone a bordo del mezzo incidentato, si è riuscito a ripristinare anche la sicurezza sul tratto stradale. La jeep, letteralmente distrutta, è stata allontanata dalla carreggiata grazie all’ausilio di un carro attrezzato per il traino e la rimozione. Contestualmente si è resa necessaria anche la pulizia del manto stradale interessato da una consistente perdita di olio, che dal mezzo si era riversata sulla strada stessa. 

Il veterinario Domenico Cocciolo ha, invece, effettuato i dovuti accertamenti sulla carcassa dell’animale, rimasto morto sul manto stradale.

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    mini martinocerSORIANO CALABRO - “Spero tanto che questa storia possa avere al più presto possibile un epilogo, che sia fatta piena luce sull'omicidio di mio figlio ma, soprattutto, che siano individuati i responsabili”. A dirlo ai microfoni di "A Sangue freddo" - programma condotto da Nadia Donato e Loredana Colloca sull'emittente tv LaC - è Martino Ceravolo, papà di Filippo, il giovane ucciso per errore nell'ottobre di due anni fa sulla strada che collega Pizzoni a Soriano Calabro. “Mi rivolgo ancora una volta al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, affinchè si faccia carico di questo caso, altrimenti è chiaro che se non ci dovessero essere risposte nel più breve tempo possibile, allora farò una protesta personalmente a Roma. Non vorrei vedere – ha aggiunto Martino – altri ragazzi di 19 anni in una bara bianca così come successo a mio figlio”.

    Il fatto, come si ricorderà, risale al 25 ottobre 2012. Era di giovedì. Quella sera Filippo aveva deciso di recarsi a Pizzoni per trovare la ragazza. Non ci sarebbe rimasto, poi, molto, perchè il giorno seguente il giovane di Soriano avrebbe dovuto alzarsi presto al mattino per andare al lavoro con il padre in giro per i mercati della zona. Fatta una certa ora, Filippo ha deciso di rincasare e, nel farlo, ha chiesto un passaggio a Domenico Tassone. Tanti sono state fino ad ora i giovani morti ammazzati. Filippo, però, a differenza di molti altri, era un innocente. Un ragazzo che non ha mai avuto problemi con la giustizia ma che, alla fine, ha pagato con il prezzo più caro la scelta di salire in macchina con la persona sbagliata. Obiettivo dei sicari, infatti, era proprio Tassone ma, per una pura fatalità, uno sbaglio, gli assassini hanno colpito, uccidendo Filippo, molto qualche ora dopo all'ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.

    A distanza di oltre due anni, dunque, la famiglia Ceravolo attende di avere giustizia. Attende di conoscere chi, quella sera, ha avuto il coraggio di sparare senza accorgersi che in quella macchina c'era anche Filippo. Pretende che sul caso sia fatta piena luce. E lo Stato ha il dovere di dare giustizia, perchè un omicidio come quello di Filippo, a distanza di due anni, non può rimanere impunito.

     

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