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Sabato, 28 Giugno 2014 13:08

Rifiuti tossici, monitoraggio delle zone inquinate. Avviato in ‘gran segreto’ il progetto Miapi

Scritto da Salvatore Albanese
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miapiSono stati in molti a rimanere incuriositi dallo strano elicottero di colore giallo che nei giorni scorsi ha sorvolato i cieli delle Serre e di diverse altre zone della Calabria. Si è trattato del velivolo di un'azienda di telerilevamento aereo specializzata nella misurazione di parametri fisici e geochimici del suolo terrestre, la “Helica” di Udine, impegnato in un'attività di monitoraggio in alcune zone del Sud Italia. 
L’elicottero, dotato di un sistema laserscan (LiDAR), ha scansionato infatti un’area di 4mila chilometri quadrati di diversi territori “attenzionati”, sparsi in alcune province della Campania, Sicilia, Puglia e, appunto, Calabria.

Le operazioni, eseguite nel corso delle scorse settimane, pare siano state svolte nell’ambito del progetto denominato “Miapi” (Monitoraggio ed Individuazione delle Aree Potenzialmente Inquinanti), attraverso cui, in riferimento alla nostra regione, l’Arpacal avrebbe già individuato le aree considerate sensibili ad un potenziale inquinamento. Ma la cosa più strana è rappresentata dal fatto che le zone specifiche su cui sarebbe stato effettuato questo approfondito monitoraggio non sono state ancora rese pubbliche.

Un’operazione svolta, dunque, in gran segreto legata probabilmente alle recenti desecretazioni dei Servizi Segreti che hanno accesso l’attenzione di media ed amministratori locali riguardo ad un paventato traffico di sostanze tossiche, disseminate nei decenni scorsi proprio tra le Serre Vibonesi e l’Aspromonte.

I dati raccolti permetteranno di capire se queste aree sono state utilizzate per lo smaltimento abusivo di rifiuti e sostanze tossiche. Il velivolo, infatti, è dotato di sensori in grado di captare ogni tipo di radiazione, sia quella che potrebbe essere generata da fonti naturali, sia quella determinata da depositi illegali di rifiuti. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha avviato dunque da diverse settimane dei controlli serrati sulle aree ritenute sensibili grazie ad un sensore “Airbone” montato su un elicottero ed, in seguito, via terra usando la magnetometria (che permette di individuare i corpi metallici sepolti nel sottosuolo) e la spettrometria a raggi gamma e termici (per rilevare la radioattività).

Sono, quindi, tre le principali finalità perseguite con il “Miapi”: l’individuazione di discariche abusive e siti potenzialmente contaminati con l’ausilio e i dati telerilevati; la creazione di un archivio informatizzato delle discariche esistenti sul territorio ed, infine, la verifica tramite indagini dirette sul campo della presenza di inquinamenti nel sottosuolo. Il progetto vede la partecipazione, oltre che dei tecnici Arpacal, anche dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico, della Helica srl, della Telecom Italia e della Già consulting srl.

 





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