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Lunedì, 10 Giugno 2013 16:48

Serra, lumini accesi aspettando Massimo

Scritto da Alessandro De Padova
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mini massimo_lampasiSERRA SAN BRUNO -  È stato un momento di riflessione e preghiera. Un momento utile, per squarciare quel muro di silenzio e omertà che, da sempre, hanno caratterizzato il popoloso centro montano. Nei giorni scorsi, presso il quartiere ‘san Gerolamo’, è stata organizzata una iniziativa  dal gruppo Scout ‘Serra 1‘, per ricordare Massimo Lampasi, il 25enne scomparso la sera del 24 febbraio scorso e di cui, ancora, non si conoscono le sorti. La mattina seguente, però, la stessa compagna ha inizialmente denunciato la scomparsa presso la locale Compagnia dei Carabinieri, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, i quali hanno avviato subito le ricerche, per poi dichiarare di aver visto Massimo salire su un’ auto di colore scuro. Secondo la sorella Antonella, però, pare che il 25enne con precedenti penali quella sera avesse un appuntamento di lavoro. 

Per l’occasione, nel quartiere nei pressi del quale si trova l’abitazione del giovane, sono stati accesi diversi lumini, che hanno fatto da cornice alla preghiera degli amici e familiari presenti durante l’iniziativa, proseguita all’interno della chiesa, all’interno della quale, poi, è stato celebrato il santo Rosario. A distanza di quattro mesi, di Lampasi, che ha alle spalle dei precedenti penali per reati rientranti nell’ambito delle rapine, ancora non c’è traccia. Le ricerche, portate avanti dai militari dell’ Arma, sono state estese anche in ambito nazionale. Nonostante tutto, però, ancora non c’è nulla di concreto. Il padre Tommaso, come del resto le sorelle Antonella e Francesca ed il fratello Salvatore, non sanno più a cosa pensare. Che fine ha fatto Massimo? Ma soprattutto: si è allontanato di sua spontanea volontà o qualcuno, magari per ritorsione, ha deciso di punirlo? Sono interrogativi, questi, che i familiari si pongono quotidianamente. Senza sapersi dare una risposta, però. Da quattro mesi, all’interno dell’abitazione dei Lampasi, prevale un sentimento di ansia e angoscia. Non ci sono feste. Non c’è un momento di gioia. Solo tristezza. Niente più. Una famiglia già profondamente provata con la scomparsa della mamma di Massimo. E quella del fratello, Pino, stroncato qualche anno fa da un male incurabile. «Nostro fratello era troppo legato alla figlia per scomparire di sua volontà senza dare notizie di sé», ha affermato la sorella Antonella, che aggiunge: «Non chiediamo altro: la collaborazione da parte della gente. Se qualcuno lo ha visto, ci contatti anche con una telefonata anonima. Chi sa qualcosa ci dica se Massimo è vivo o morto. Non sappiamo più a cosa pensare».

 

(articolo pubblicato su 'Il Quotidiano della Calabria')

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