Giovedì, 31 Ottobre 2013 14:00

Una strada per ricordare Pasquale. La petizione arriva in Prefettura ma manca la delibera del Comune

Scritto da Salvatore Albanese
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mini pasquale_2La storia è ormai nota a tutti, la preoccupazione è che, piuttosto, se ne possa perdere la memoria. Pasquale  Andreacchi - giovane trucidato barbaramente alla tenera età di 18 anni - scompare la sera dell'11 ottobre 2009. Dopo essersi ritirato dal maneggio, l’attività di famiglia, in compagnia del padre Salvatore, attorno alle 19 di sera, riesce nuovamente da casa per non farne però più ritorno. Finché, mentre per settimane e settimane vanno avanti le operazioni di ricerca, anche e soprattutto da parte dei familiari e di qualche amico, il 9 dicembre si concretizza un’amara scoperta: in una via alla periferia di Serra San Bruno, alcuni operatori comunali scoprono sul fondo di un cassonetto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, un cranio con un foro provocato da un colpo di pistola ed un femore spezzato piuttosto lungo.
Dopo una ventina di giorni, il 27 dicembre successivo, verranno ritrovati altri resti umani sparsi in un boschetto adiacente alla stessa via. Nelle vicinanze un portafoglio e dei vestiti poggiati su una pagina di giornale. L’esame del Dna confermerà in seguito che quei resti, quel cranio e quegli oggetti appartenevano proprio a Pasquale. Passano altri 5 mesi e a metà maggio 2010 la bara bianca viene accompagnata da una folla commossa nella Chiesa Matrice di Serra per l'ultimo saluto al giovane amante dei cavalli. Un dolore atroce per i familiari, per Salvatore e Maria Rosa, per i fratelli e le sorelle di Pasquale, per un’intera cittadina intontita dall’accaduto e dall’idea che ancora il carnefice viva liberamente fra di noi.

Proprio per omaggiare quindi la memoria di Pasquale, per mantenerne vivo il ricordo ed evitare che venga inghiottito dalla più brutale indifferenza, erano state ben quattro le Associazioni operanti in tutto il territorio regionale – Libera Vibo, In.Ca.Stri cammini interculturali, il Brigante ed il Comitato Civico Pro Serre – a lanciare, a metà febbraio scorso, una petizione popolare per chiedere al Comune di Serra San Bruno di intitolare una via o una piazza in ricordo di Pasquale Andreacchi. La raccolta firme si era rivelata un vero e proprio successo: 500 sottoscrizioni nel lasso di pochi giorni. La stessa petizione era stata poi, il 18 febbraio scorso, consegnata simbolicamente ai referenti dell’amministrazione comunale locale direttamente dalle mani del testimone di giustizia Rocco Mangiardi durante un convegno sull’antimafia. Nello specifico era stato il presidente del Consiglio comunale cittadino, Giuseppe De Raffele, a presenziare all’evento e a ritirare le firme, ribadendo con fermo entusiasmo l’intenzione di procedere, secondo l’iter previsto dalla legge, all’intitolazione della strada a memoria del giovane assassinato, da ormai 4 anni, da mano ancora ignota.

Ma a distanza di 8 mesi dalla consegna della petizione, di fatto la proposta sembrerebbe caduta nel dimenticatoio. I familiari di Pasquale vogliono però chiaramente continuare a mantenerla viva. Qualche settimana fa si recano in comune e stanchi ormai di attendere, chiedono delucidazioni in merito riferendosi direttamente all’amministratore che aveva ritirato le firme e si era pubblicamente fatto carico della questione. Riguardo al fatto vi è però il buio più totale: nessuno si ricorda che fine abbia fatto la petizione. Solo dopo alcuni giorni lo stesso De Raffele troverà i fogli stipati in un cassetto e ribadirà ai genitori di Pasquale la ferma intenzione di procedere, seppur tardivamente, con l’intitolazione della via, ma solo dopo aver avuto il consenso e l’autorizzazione da parte della Prefettura di Vibo Valentia a cui avrebbe inviato al più presto la richiesta e le 500 firme allegate. 
 
Passano i giorni, si arriva a metà ottobre, ma ancora nessuna risposta in merito. Allora ancora stanchi di aspettare ulteriormente, gli Andreacchi  vanno in Prefettura, a Vibo, e chiedono notizie sulla petizione, rivolgendosi direttamente all’ufficio protocollo e poi agli uffici con specifiche competenze in merito, dove dalla viva voce dei funzionari, raccontano di aver appreso che in Prefettura è giunto un plico postale dal Comune di Serra San Bruno con dentro la raccolta firme, ma che, inspiegabilmente, a questa non è allegato alcun atto di giunta ufficiale che abbia deliberato in favore dell’intitolazione della strada a Pasquale. L’iter, quindi, in realtà non è mai stato avviato dal Comune di Serra San Bruno. I tempi slittano ancora. La memoria di Pasquale viene calpestata dalle negligenze, forse volontarie, e dalle incompetenze, tangibili, di un’amministrazione troppo timorosa, irresoluta e ambiguamente restia ad omaggiare il ricordo di un’anima innocente martoriata e trucidata dalla malvagità umana. Quella stessa malvagità che oggi sta contribuendo a cancellarne il ricordo. 

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