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Martedì, 29 Gennaio 2013 15:06

Il binomio Calabria - Cuba: Luciano Vasapollo tra i briganti delle Serre

Scritto da Redazione
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mini luciano_vasapolloContinua il percorso di lotta culturale dell’associazione 'Il Brigante' che, in collaborazione con l’associazione - Rivista 'Nuestra America', ha presentato nei giorni scorsi, nella ricorrenza del 160 anno della nascita del poeta rivoluzionario Josè Marti, il volume dal titolo 'Il risveglio dei maiali'. All’iniziativa hanno preso parte collettivi politici, organizzazioni sindacali, associazioni e cittadini. Ad aprire la discussione è stato Salvatore Albanese, il quale ha illustrato il progetto politico del Brigante ed il suo ruolo nella società come 'punto di riferimento culturale e di protesta nella nostra regione'. 

Significativo anche l’intervento di Cataldo Di Napoli, rappresentante Usb, che ha fortemente voluto l’incontro tra le due realtà, compiendo un gran lavoro di intrecci e relazioni tra le forze politiche rivoluzionarie sparse sul territorio calabrese e nazionale che spesso non sono in contatto tra di loro. Sergio Gambino, nel suo intervento, ha messo in evidenza le similitudini tra la Calabria e le altre zone del mondo, affratellate da 'una povertà imposta da un capitalismo spietato", e accomunate da "una lotta che unisce tutte le forze operaie e tutti i movimenti contadini". La lotta contro la multinazionale Veolià portata avanti, tra gli altri, anche da "il Brigante" in Calabria - ha affermato Gambino- è la stessa lotta già combattuta dai cittadini di Cochabamba, contro la stessa multinazionale, dall'altra parte del Mondo. Tutto ciò dimostra quanto sia importante relazionarsi e comporre una rete politica internazionale in grado di contrastare queste forme di capitalismo selvaggio'. 

Presente all'evento Luciano Vasapollo, autore del libro e professore di Economia Applicata alla 'Sapienza' di Roma, all' Università de La Habana (Cuba) e a quella «Hermanos Saíz Montes de Oca» di Pinar del Río (Cuba). Il suo intervento si è incentrato sul pensiero di Josè Marti in merito alle derive del capitalismo e sulla sua azione ricoluzionaria, sulla costituzione dell’Alba in America Latina, e sull’attacco del capitalismo europeo nei confronti degli Stati del Sud Europa come Italia, Spagna e Grecia. Il professor Vasapollo, inoltre, ha sottolineato come 'l’unione di classe passa per una nuova alleanza dei popoli del Sud del Mondo, che con processi di autodeterminazione e di lotta, si pongono su percorsi anticapitalistici anche per costruire una sorta di alba mediterranea, che guardi agli interessi di classe dei lavoratori dell’Africa del Nord. È in questo modo che ritorna la centralità del pensiero ‘Martiano’ e della sua pratica rivoluzionaria, oggi attualissima per allargare la prospettiva di ‘Nuestra America’ ad una visione più ampia di un’alleanza dei ‘Nuestros Sud’'.

I "maiali" del titolo del libro, PIIGS - appunto - sono Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, gli stati considerati "anelli deboli" del sistema economico europeo e pertanto più inclini a subire attacchi speculativi. In tal senso è stata sottolineata l'egemonia del modello economico tedesco, caratterizzato da forti esportazioni, che ha finito per creare un "supermarco", costringendo contestualmente le altre economie alla delocalizzazione e all'aumento delle importazioni. Tutto ciò, secondo Vasapollo, ha portato ad una crisi sistemica dalla quale non è possibile uscire semplicemente adottando differenti politiche economiche. L’unica possibile via d’uscita in una situazione tanto grave è un' 'inversione di marcia, la rottura di un sistema fondato sull’illusione del denaro. Del dollaro e del marco'. In questa prospettiva, Vasapollo ha illustrato ai presenti l’esperienza dell’ALBA, indicandola come esempio di quanto sarebbe possibile fare per uscire dal buco nero che sta affamando la classe operaia di questi stati “minori”. Esperienze come il socialismo Cubano, non filtrato dalle televisioni di regime occidentale, come la Costituzione Bolivariana, “El viver bien e il socialismo de la Pacia Mama”, dove l’uomo non è nominato, ma è nominata l’umanità, non l'individuo ma il collettivo. La relazione tra Sud e Sud, dunque, tra i popoli sfruttati della terra. Il percorso di un Alba mediterranea come possibile futuro.

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