Sabato, 24 Novembre 2012 22:31

Il Prisma/36. Inferno

Scritto da Filippo Rachiele
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mini IMG_0136_800Il Prisma (rubrica fotografica settimanale a cura di Filippo Rachiele).

La copertina della rubrica si intitola "Pianoforte".

"C'è a chi piace suonare, a chi cantare e a chi scrivere libri a me piace scattare foto..." 



Inferno 

Davanti a me il Vesuvio. Adesso butta fiamme e fuma. Uno spettacolo straordinario! Figuratevi un enorme fuoco d'artificio che non s'arresta per un solo minuto. (Nikolaj Vasil'evic Gogol')

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    mini martinocerSORIANO CALABRO - “Spero tanto che questa storia possa avere al più presto possibile un epilogo, che sia fatta piena luce sull'omicidio di mio figlio ma, soprattutto, che siano individuati i responsabili”. A dirlo ai microfoni di "A Sangue freddo" - programma condotto da Nadia Donato e Loredana Colloca sull'emittente tv LaC - è Martino Ceravolo, papà di Filippo, il giovane ucciso per errore nell'ottobre di due anni fa sulla strada che collega Pizzoni a Soriano Calabro. “Mi rivolgo ancora una volta al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, affinchè si faccia carico di questo caso, altrimenti è chiaro che se non ci dovessero essere risposte nel più breve tempo possibile, allora farò una protesta personalmente a Roma. Non vorrei vedere – ha aggiunto Martino – altri ragazzi di 19 anni in una bara bianca così come successo a mio figlio”.

    Il fatto, come si ricorderà, risale al 25 ottobre 2012. Era di giovedì. Quella sera Filippo aveva deciso di recarsi a Pizzoni per trovare la ragazza. Non ci sarebbe rimasto, poi, molto, perchè il giorno seguente il giovane di Soriano avrebbe dovuto alzarsi presto al mattino per andare al lavoro con il padre in giro per i mercati della zona. Fatta una certa ora, Filippo ha deciso di rincasare e, nel farlo, ha chiesto un passaggio a Domenico Tassone. Tanti sono state fino ad ora i giovani morti ammazzati. Filippo, però, a differenza di molti altri, era un innocente. Un ragazzo che non ha mai avuto problemi con la giustizia ma che, alla fine, ha pagato con il prezzo più caro la scelta di salire in macchina con la persona sbagliata. Obiettivo dei sicari, infatti, era proprio Tassone ma, per una pura fatalità, uno sbaglio, gli assassini hanno colpito, uccidendo Filippo, molto qualche ora dopo all'ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.

    A distanza di oltre due anni, dunque, la famiglia Ceravolo attende di avere giustizia. Attende di conoscere chi, quella sera, ha avuto il coraggio di sparare senza accorgersi che in quella macchina c'era anche Filippo. Pretende che sul caso sia fatta piena luce. E lo Stato ha il dovere di dare giustizia, perchè un omicidio come quello di Filippo, a distanza di due anni, non può rimanere impunito.

     

  • Calcio a 5, il Futsal Serra non sa più vincere: risultati e classifica Calcio a 5, il Futsal Serra non sa più vincere: risultati e classifica

    mini futsalserraedilferrSeconda sconfitta consecutiva per il Futsal Serra che, dopo il passo falso di una settimana fa in trasferta contro il Bova Marina, perde anche in casa, questa volta contro la capolista, l'Edilferr Cittanova. I biancoverdi non vincono, adesso, in campionato da quasi un mese quando, i ragazzi di mister Pisani, riuscirono ad espugnare il campo dell'Elettromega Polistena. Era il 25 ottobre e, da allora, il Futsal Serra ha racimolato soltanto un punto su tre incontri. Settimana prossima la squadra del presidente Mangiardi farà visita al Laganadi, che ieri ha superato in trasferta il Polistena Calcio a 5 con il risultato di 5-3.

    Tornando alla sfida tra Futsal Serra ed Edilferr Cittanova, partono bene i padroni di casa che, dopo essersi resi pericolosi con Franzè, sbloccano il risultato al 2' minuto di gioco con il solito Gregorio De Caria, al suo undicesimo centro in questo campionato. La gioia del gol, però, dura poco: al 9', infatti, gli ospiti agguantano il pari con Monterosso e, a distanza di due minuti, il Cittanova riesce addirittura a ribaltare la situazione per via di uno sfortunato autogol di Ciconte. Il Futsal Serra prova in qualche modo a rialzarsi, rendendosi pericoloso con Ciconte e Gregorio De Caria, ma il portiere ospite in entrambi i casi respinge le conclusioni a rete degli avversari. 

    La ripresa inizia con lo stesso tono della prima frazione: passa, infatti, un minuto e Franzè riporta tutto in equilibrio ma, così come era accaduto nel primo tempo, anche in questo caso l'Edilferr non ci impiega poi  tanto a tornare in vantaggio. Giusto un giro di lancetta, grazie a Monterosso che, a porta sguarnita, deposita la palla in rete per il momentaneo 2-3. Nel frattempo, però, sempre Franzè prova ad impensierire Russo, ma il portiere dell'Edilferr Cittanova dimostra una certa sicurezza tra i pali. Gol mangiato, gol subito. Si, perchè al 9' minuto i reggini aumentano a quattro le marcature, grazie al gol messo a segno da Cosoleto. L'Edilferr, poi, prende il largo con Foti e Ciconte alla fine realizza la rete del 3-5 che si rivelerà inutile. 

    Momenti di commozione dopo la partita, quando Lucio Zaffino ha dovuto salutare tutti i compagni di squadra per partire in direzione Roma, dove intraprenderà una nuova esperienza lavorativa.

    Nelle parti alte dellla classifica, vince l'Andrè, che batte l'Elettromega Polistena con il risultato di 6-2; così come il Siderno, che archivia di misura la pratica Bova Marina.

    Di seguito, riportiamo i risultati dell'8^ giornata di campionato e la classifica

    Futsal Serra-Edilferr Cittanova 3-5
    Andrè-Elettromega Polistena 6-2
    Fantastic Five Siderno-Bova Marina 5-4
    Sensation Profumerie-Virtus Calcio a 5 4-3
    Polistena Calcio a 5-Laganadi  3-5
    Ludos Vecchia Miniera-Bulldog C5 7-4
    RIPOSA: ROCCELLA

    Classifica

    Edilferr Cittanova 19
    Andrè 17
    Fantastic Five Siderno 17
    Elettromega Polistena 14
    Laganadi  14
    Futsal Serra 10
    Sensation Profumerie 10
    Ludos V.M 9
    Bova Marina 7
    Bulldog  7
    Roccella  6
    Polistena Calcio a 5 4
    Virtus Calcio a 5 3

     


  • Nozze gay, la testimonianza di una serrese che vive in Francia Nozze gay, la testimonianza di una serrese che vive in Francia

    nozzagayIl potere degli uffici e della carta timbrata ha oramai preso il sopravvento sulla vita, tanto da minare gli stessi diritti umani. Si continua a parlare di incostituzionalità delle leggi senza rendersi conto che sono gli stessi principi della Costituzione ad essere compromessi, in una Repubblica che potremo oggi definire “antidemocratica” e fondata sulla “burocrazia”. In questo ultimo mese, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, conscio delle priorità del paese, ha diramato una circolare alle prefetture per annullare le registrazioni dei matrimoni omosessuali. «In caso di inerzia - ha asserito il ministro - si procederà all'annullamento d’ufficio». Oltre alle proteste delle associazioni di parte, molti sindaci hanno alzato la voce per contestare l'assurdo provvedimento. In particolare, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha definito la circolare di Alfano «stupida e tragicomica». Rosalie Papallo, originaria di Serra San Bruno, vive felicemente in Francia con la sua compagna e in merito alla questione ha voluto rilasciarci un'intervista.

    Come ha vissuto e come vive il suo rapporto di coppia all'interno della società, nonostante le cose siano cambiate la gente ancora non riesce ad accettare certe scelte?
    È stato difficile all'inizio, specialmente dopo aver vissuto una vita da eterosessuale per tanti anni. Gli amici hanno capito benissimo e forse se l'aspettavano. Invece per mia mamma è stato complicato accettare la situazione, anche se adesso tutto è diventato comprensibile e normale. Per me è stato anche complicato perché non è facile ammettere che forse ti sei sbagliata durante tutti questi anni. Poi subentra anche un po' di vergogna per il fatto che sai di essere giudicata. Adesso, ma sono passati quindici anni ormai, ho meno difficoltà a parlare della mia vita di coppia. La gente che mi sta vicina lo accetta benissimo. Per gli altri, non puoi mai sapere se rappresenta un problema.

    Lei è sposata?
    Sono sposata da quasi un anno.

    Quali sono le differenze e i vantaggi derivanti dal matrimonio per una coppia omosessuale?
    Il matrimonio ti dà gli stessi diritti delle coppie eterosessuali. Sia in fatto di beni, ma anche e soprattutto per poter avere dei bambini. Adesso, per esempio, ho la possibilità di adottare la figlia che abbiamo avuto con la mia compagna (tramite fecondazione eterologa ndr).

    Avete avuto difficoltà ad ufficializzare il vostro rapporto?
    Non abbiamo avuto nessuna difficoltà. Il sindaco del nostro paese è stato disponibile e molto professionale.

    Dunque, il governo francese riconosce le coppie omosessuali?
    Il governo francese riconosce le coppie omosessuali. Da tanti anni sono stati istituiti i Pacs, che già garantivano dei diritti, e dall’anno scorso si può anche contrarre il matrimonio.

    Ad oggi, uno dei paletti insormontabili è quello dell'adozione. Voi oggi avete una figlia vostra. Come ci siete riusciti?
    Noi abbiamo una figlia di tre anni. Il governo francese non ha autorizzato la riproduzione assistita. Dunque siamo state in Belgio dove si può fare, anche se per le coppie straniere è a pagamento. Adesso abbiamo fatto una richiesta al tribunale per l’adozione. Essendo sposate abbiamo anche questo diritto.

    Io sono dell'avviso che per un bambino vivere in una famiglia come la vostra o in quella cosiddetta tradizionale sia la stessa cosa, partendo dal presupposto che la sessualità non è una cosa che si sceglie o si può imporre. Molte volte si confonde la sessualità con l'educazione. Qual è il messaggio che vuole lanciare agli italiani?
    Nonostante la differenza faccia paura, soprattutto in culture come la nostra, non è una ragione per impedire a della brava gente di vivere e di usufruire degli stessi diritti di tutti i facenti parte di una società. Le coppie omosessuali e i loro bambini esistono e in qualità di persone a loro non si può negare nulla. Bisogna lottare e andare avanti. Nessuno può pretendere di educare un bambino meglio di un altro. L'importante è dargli una famiglia che lo possa amare, che gli possa spiegare le cose e che gli garantisca una vita dignitosa e senza pregiudizi. Ci sono bambini educati in maniera impeccabile che da grandi diventano dei criminali. Chi può dire che la colpa è dei genitori?

  • Lo Sciroppo di Lunga Vita, o Sciroppo di Calabria Lo Sciroppo di Lunga Vita, o Sciroppo di Calabria

    mercurialis perrenisNel volume settimo delle Ephemerides medico-physicarum germanicarum dell’Accademia Leopoldino-Carolina dei Curiosi della Natura, relativo all’anno 1699 ma pubblicato nel 1702, il medico e botanico Theodor Zwinger III (1658-1724), erede di una rinomata famiglia di medici e naturalisti, riporta la ricetta di uno Syrupus prophylacticus ad Prolongandam Vitam, efficace contro vertigini, artrite, podagra, emicrania periodica, cardialgia, sciatalgia, ftisi bulbare, idropisia, costipazione dell’alvo, occlusioni infiammatorie e malattie interne di diversi tipi. In virtù di queste sue straordinarie qualità, questo sciroppo, se assunto quotidianamente, sarebbe in grado, secondo Zwinger, di prolungare la vita ben oltre i cento anni.

    Zwinger afferma di esser venuto a conoscenza di tale sciroppo tramite un ufficiale dell’esercito di Carlo V, il quale, a sua volta, aveva appreso il segreto durante uno dei suoi viaggi. L’ufficiale si trovava a bordo della flotta che nel 1534 l’Imperatore muoveva verso Barberia contro il pirata saraceno Barbarossa, e che sostò per qualche tempo in Calabria. Qui, egli aveva conosciuto un povero contadino, dell’età di 132 anni e tuttavia in ottima forma, il quale, interrogato su quale regime di vita tenesse per assicurarsi tale invidiabile stato di salute e tanta longevità, gli aveva rivelato la ricetta dello sciroppo, che assumeva quotidianamente da cinquant’anni. Lo stesso ufficiale aveva quindi preso l’abitudine di sorseggiare ogni giorno lo sciroppo consigliatogli dal vecchio ed era così riuscito, 161 anni dopo, a comunicare la ricetta a Zwinger. Quest’ultimo mantiene il segreto per 4 lunghi anni, ma, infine, mosso da «cristiana carità», decide di condividerlo con il genere umano.

     Syrupus prophylacticus, ad Prolongandam Vitam, et Podagrae, aliorumque Morborum insultus arcendos, mitigandosque experto

    • Succo filtrato di mercorella fresca, 90 once
    • Succo filtrato di borragine fresca, 24 once
    • Succo filtrato di buglossa fresca, 24 once
    • Miele bianco vergine, 32 once
    • Radici di genziana fresca, 4 once
    • Radici di iris germanica fresca, 8 once
    • Vino bianco

    Per preparare lo sciroppo, si mescolano insieme in un pentolino i succhi di mercorella, borragine e buglossa, si pone il pentolino sul fuoco e si porta a ebollizione. Quando il preparato bolle, si toglie il pentolino dal fuoco, si leva la schiuma, si filtra il liquido con una manica d’Ippocrate e lo si ripone in un contenitore di vetro chiuso, dove viene lasciato a riposare. Nel frattempo, si tagliano a pezzi le radici di genziana e di iris germanica e si mettono ammollo nel vino bianco. Trascorse 24 ore, il composto di radici e vino viene colato e quindi aggiunto al preparato di erbe ottenuto in precedenza. Si pone il tutto sul fuoco e si lascia cuocere a fuoco lento, schiumando quando necessario, fino a quando il composto non raggiunge adeguata densità. Dopodiché si lascia lo sciroppo a raffreddare in bottiglie di vetro.

    La ricetta di Zwinger riscuote immediato successo, e viene inclusa nei trattati di farmacopea, dove viene indicata coi nomi di Sciroppo di lunga vita, Sciroppo mercuriale, Melito di mercorella composto e, in virtù della sua origine, sempre più comunemente come Sciroppo di Calabria. Nel 1724 il chimico Nicolas Lémery propone di aggiungere alla ricetta di Zwinger lo zucchero. Altri propongono di chiarificare il composto con l’albume di due uova. E intanto, le proprietà curative dello “Sciroppo di Calabria” assurgono a una dimensione leggendaria. Alle non poche qualità già indicate da Zwinger si aggiungono infatti, nel corso del Settecento, l’efficacia contro asma, come purgativo, per purificare il sangue, per promuovere il ciclo mestruale, per provocare il parto e facilitare l’espulsione della placenta, per combattere l’inappetenza e i vermi, la capacità di lenire i dolori interni in genere. Esso, insomma, diviene un farmaco pressoché universale, raccomandato anche a chi non ha particolari problemi di salute per le sue virtù profilattiche.

    Il successo dello Sciroppo di Calabria dura all’incirca sino alla metà dell’Ottocento, quando i progressi della chimica e della farmacologia permettono di cominciare a produrre farmaci molto più efficaci e specifici. Lo Sciroppo di Calabria, tuttavia, avrebbe continuato a suscitare ancora per qualche tempo un certo fascino. Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, col nome di Sciroppo di Calabria viene commercializzata, riscuotendo un buon successo, una bevanda dissetante, economica e innocua a base di succo di liquirizia, corteccia di legno di cedro macerata in alcool, acqua distillata e acido tartrico; il suo creatore, un certo St. Martin, sostenendone l’utilità dal punto di vista economico, la chiama anche Sciroppo della povera gente.

  • Serra, incendiata un'autovettura: è il secondo caso in pochi giorni Serra, incendiata un'autovettura: è il secondo caso in pochi giorni

    pandaincendiataSERRA SAN BRUNO - Intorno alle due della notte scorsa, ignoti hanno dato alle fiamme l'autovettura - una Fiat Panda vecchio modello - di proprietà di G.S., 61enne postino del luogo. La macchina era parcheggiata sul centralissimo corso Umberto I, nel cuore del rione "Spinetto". Secondo una prima ricostruzione, pare che i malviventi abbiano agito forzando la portiera anteriore del mezzo dal lato del conducente. All'interno l'autovettura è andata completamente distrutta. Gli inquirenti hanno prontamente avviato le indagini per cercare di individuare i responsabili.

    Si tratta del secondo caso di incendio, nel giro di pochi giorni, a danno di autovetture parcheggiate nella stessa zona. Circa una decina di giorni fa, infatti, si registrò un altro precedente analogo, con le fiamme che, anche in quel caso, divamparono direttamente dall'interno di un'autovettura in sosta in una via adiacente allo stesso Corso Umberto I, sempre in zona "Spinetto". Anche quella volta il proprietario dell'automobile era un postino, ma in tal caso in pensione da diverso tempo.

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