Domenica, 17 Dicembre 2017 13:02

Mileto, a scuola contro bulli, cyberbulli e “affiliati”

Scritto da Redazione
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  • All’incontro di sabato hanno preso parte l’ex parlamentare Angela Napoli, il comandante dei carabinieri di Vibo Piermarco Borettaz e il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini: «Il bullo è un potenziale soldato della ‘ndrangheta»

"#Bulli, Cyberbulli e... affiliati simili". È con il linguaggio dei giovani che si è svolto nella mattinata di ieri (sabato 16 dicembre) l’incontro promosso dalla sezione di Mileto dell’Istituto tecnico economico “Galileo Galei” di Vibo Valentia guidato dal dirigente scolastico Diego Cuzzucoli e realizzato grazie all’impegno, in particolare, delle docenti Giovanna Esposito e Raffaella Santelli.

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto annuale sull’“Educazione alla legalità” e, all’interno della sala-conferenze “Monsignor Vincenzo De Chiara” del Seminario vescovile di Mileto, ha potuto contare sulla presenza di ospiti d’eccezione, quali il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini, l’ex parlamentare e presidente dell'associazione "Risveglio ideale" Angela Napoli, la psicologa Nadia Paura, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vibo Valentia Piermarco Borettaz e la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo di Mileto Giuseppina Prostamo. Ha moderato la discussione il professor Salvatore Fortunato Giordano, anche lui docente dell’istituto di Mileto, i cui alunni hanno dunque potuto incontrare diversi rappresentanti istituzionali e, soprattutto, ascoltare le rispettive opinioni su un fenomeno sempre più presente nella nostra società: il bullismo, trasformato dalle innovazioni tecnologiche in cyberbullismo. Un fenomeno dalle conseguenze spesso tragiche che proprio nell’ambiente scolastico, nella maggior parte dei casi, trova l’habitat migliore per essere praticato e poi trovare cassa di risonanza e diffusione grazie ai canali offerti dai social network. Ecco perché proprio la scuola, come per il caso di Mileto, ha inteso rappresentare piuttosto una base di discussione, di dialogo e di confronto, un punto di riferimento e di aiuto per i ragazzi che corrono il rischio di diventare vittime di questi fenomeni e, allo stesso tempo, per chi invece si trasforma in bullo e carnefice.

L’incontro è stato preparato da un test somministrato ai ragazzi dalle docenti Esposito e Santelli, i cui esiti sono stati proiettati in sala all’inizio dell’evento con l’ausilio di alcuni grafici. È stata proprio la docente Esposito a dare lettura dei dati raccolti nella prima, seconda e terza classe rispetto alla potenziale presenza del bullismo nell’istituto miletese, mentre la collega Santelli ha invitato i ragazzi a denunciare, anche alle istituzioni scolastiche, con coraggio eventuali casi di bullismo. Positivo anche il momento di dialogo tra gli stessi studenti dell’istituto scolastico e il magistrato Marisa Manzini che ha potuto chiarire ai ragazzi molti interrogativi sul fenomeno del bullismo entrando anche nel merito di quello che è il ruolo nell’attuale contesto sociale della criminalità organizzata e delle maggiori famiglie di ‘ndrangheta, in particolare di quelle operanti nel Vibonese, «territorio ad alta densità mafiosa» i cui esponenti sono stati tirati esplicitamente in ballo con nomi e cognomi. «Il bullo è un potenziale soldato della ‘ndrangheta» ha ricordato proprio il procuratore aggiunto di Cosenza ai ragazzi in sala, facendo riferimento alla continua ricerca di “manovalanza” di giovani da parte della ‘ndrangheta. Nell’ambito della discussione si è anche fatto riferimento ai modelli proposti da alcuni film o telefilm che possono secondo molti avere influenze negative sui ragazzi, mentre la psicologa Nadia Paura ha offerto un identikit preciso della personalità del bullo. Il comandante Borettaz ha invece affrontato quelle dinamiche comportamentali dalle quali scaturiscono reati generati da minacce o insulti commessi tramite i social network.

Positivo è stato comunque il bilancio dell’iniziativa con molti dei ragazzi presenti in sala che hanno seguito con grande interesse tutti gli interventi, con la possibilità di dialogare ed intervenire su una tematiche che li vedono direttamente interessati. L’iniziativa potrebbe, nel corso dell’anno scolastico, essere replicata anche in altri istituti del Vibonese.

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