Domenica, 17 Novembre 2019 08:43

“Mille e una notte più una”, Tonino Ceravolo alla sua prima prova di scrittura narrativa

Scritto da Redazione
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Torna in libreria lo scrittore serrese Tonino Ceravolo, che col suo nuovo libro “Mille e una notte più una” (edito Rubbettino) svestirà i soliti panni dello storico e saggista per intraprendere un percorso di scrittura diverso, quello della narrativa appunto. Ceravolo si presenta ai propri lettori con la sua penna da romanziere, attraverso una storia che pur inserita in un contesto narrativo non manca di far cogliere sfumature di verità e vita vissuta. “Mille e una notte più una” mostra la potenza dell’amore egemone anche sulla morte. Un libro che, citando nel titolo “il racconto dei racconti” per antonomasia, apre alla possibilità infinita di condividere una nuova storia con chi ci sta accanto, al di là del tempo. 

QUARTA DI COPERTINA Un libro per anime tenere e forti, per lettrici e lettori che vogliano cogliere il senso di una vita (e, forse, della vita). Un io narrante che racconta di una “lei” con parole dense ed esplicite e le si rivolge con il pronome “tu” e parla di una donna che scopre, a un certo punto, nella parte più sacra del proprio corpo, una piccola “cosa” dura e irregolare e da questa scoperta la storia comincia. Una storia contemporanea e “inattuale”, di amore, nuzialità, fedeltà, di sposalizi tra terra e cielo, di notti fatte di silenzi e parole, che ha nella malattia, di un corpo e delle due anime di cui qui si parla, il proprio filo conduttore. Ci sono immagini e figure simbolo in questa storia, immagini e figure delle quali non sarà facile liberarsi: una coppia di merli che svolazza felice e immemore tra gli alberi e il prato, un uomo nudo e sperduto dentro una lavanderia a gettoni, una donna con il turbante che sembra racchiudere il segreto di ogni cosa. Sopra tutto e tutti c’è l’immagine della rosa, che la protagonista riceve, in fotografia, il giorno del suo ultimo appuntamento nel reparto dell’ospedale, quello in cui le consegneranno il referto definitivo. La rosa apre e chiude il libro, che alla fine, nonostante tutto, ci consegna uno squarcio di felicità. Forte più della morte è l’amore e per scoprirlo mille e una notte non bastano, ma servono mille e una notte più una, perché c’è sempre ancora una storia da raccontare, c’è ancora una notte di vita da vivere. 

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