Mercoledì, 23 Ottobre 2019 12:44

"Uno chef per Elena e Pietro", a guidare la scuola di cucina sarà il serrese Bruno De Francesco

Scritto da Bruno Greco
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(Foto di Biagio Tassone) (Foto di Biagio Tassone)

Trasformare il dolore in energia positiva che possa essere motivo di sostegno e aiuto a favore degli altri. Arturo Pratticò ha deciso di rompere da subito lo scafandro in cui rischiava di rimanere intrappolato dopo la perdita della giovane figlia e del piccolo nipote. Una tragedia alla quale ha voluto dare un senso mettendosi a disposizione del prossimo tramite un progetto di formazione solidale. Elena e Pietro, dunque, continueranno a vivere grazie alla scuola a loro dedicata “Uno chef per Elena e Pietro”, progetto che partirà a Bianco, in provincia di Reggio, il prossimo mese di novembre. L’obiettivo è formare 8 ragazzi appena diplomati, in maniera del tutto gratuita, attraverso un primo corso di cucina, pasticceria e panificazione.

Arturo Pratticò, assieme al figlio Filippo e al resto della famiglia, ha deciso di investire il premio assicurativo, ottenuto di seguito alla perdita dei propri cari, proprio in un progetto formativo gratuito per i partecipanti. Tra coloro che hanno presentato domanda sul sito ufficiale, e sono stati contattati per un colloquio, ne verranno scelti solamente 8. Per loro si presenterà la possibilità di perfezionare il bagaglio didattico, già acquisito a scuola, attraverso momenti pratici di alta cucina sotto la direzione dello chef di Serra San Bruno (titolare del ristorante Zenzero) Bruno De Francesco. In più, gli allievi del corso soggiorneranno a Bianco per tutta la durata del progetto. Oltre allo chef serrese, l'attività formativo-didattica sarà coordinata dal professor Silvestro Greco (direttore scientifico), docente dell'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (CN).

Come spiegano gli organizzatori «si tratta di un nuovo concetto formativo di scuola di cucina, che vuole emulare situazioni già operative e funzionali esistenti in altri contesti nazionali» e lo scopo è «garantire un futuro migliore ai giovani ragazzi calabresi che si affacciano nel difficile mondo del lavoro». Il tutto promuovendo l'utilizzo dei prodotti del territorio attraverso la partecipazione alle varie manifestazioni eno-gastronomiche e culturali, che si svolgono ogni anno in Italia, con l'intenzione di far acquisire ai partecipanti maggiore esperienza nel settore, permettendo così un vivace confronto anche con gli altri territori. Dalla selezione degli ingredienti ai tipi di cottura, dalla presentazione dei piatti alla gestione del food cost, uno studio a 360 gradi per acquisire familiarità con tutto il processo che riguarda la cucina e parte della sua gestione.

Bruno De Francesco, che guiderà i ragazzi in questo importante percorso di formazione, ci ha spiegato come sia arrivato a ricoprire il ruolo di insegnante in seno al progetto “Uno chef per Elena e Pietro”. «Con il direttore scientifico, il professor Silvestro Greco, c'è un forte legame di amicizia. È stato lui a presentarmi ai signori Pratticò i quali mi hanno spiegato il progetto che ho subito sposato, sia per i motivi che hanno spinto queste persone ad aprire la scuola e sia perché, in realtà, già da tempo a me balenava un’idea simile per la testa». Dai fornelli di Zenzero oramai famosi in tutta Italia, all’esperienza SlowFood, passando per Eataly (L’Osteria di Sopra e Fico), fino alla nuova importate sfida rappresentata da “Uno chef per Elena e Pietro”. «Credo – ha continuato lo chef De Francesco – che a questo punto della mia carriera sia bello poter iniziare a raccontare le mie esperienze, e quanto ho appreso fino ad ora, attraverso l’insegnamento». Poi, in merito al rapporto con i suoi futuri allievi De Francesco ha dichiarato: «Da loro mi aspetto costanza, serietà e voglia di fare. Anche perché non sarà un percorso facile, sarà un anno duro e ricchissimo di lezioni ed eventi. Il mio consiglio è considerare questa grande occasione come un’opportunità. Seguire lezioni con professori che verranno appositamente dall'Università di Pollenzo, incontrare produttori di tutta la Calabria e chef importanti anche a livello nazionale, accrescerà di molto la loro esperienza nel settore. In più saranno chiamati a creare e seguire un orto didattico». Il suggerimento, quindi, rivolto agli 8 fortunati che si cimenteranno in questa bella esperienza, è di non sprecare una simile occasione e mettersi in gioco al 100%.

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