Mercoledì, 18 Aprile 2012 18:55

Via Sharo Gambino: la memoria calpestata

Scritto da Sergio Gambino
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mini via_sharo_gambinoOnestamente avevo una certa vergogna ad affrontare quest’argomento, anche se, da tempo, avrei voluto farlo. Parliamo di Via Sharo Gambino in Serra San Bruno. Già all’intitolazione della strada ebbi pubblicamente a che dire con l’allora Sindaco, perché a mio giudizio fatta in modo un poco superficiale. Ciò, a rigor di cronaca, non prescinde dalla grande stima reciproca che vi era tra mio Padre e Raffaele Lo Iacono; quest’ultimo in tutte le occasioni ha sempre valorizzato la figura intellettuale di Gambino dimostrando sempre grande interesse per il lavoro dello scrittore. Secondo me una cerimonia commemorativa poteva starci, solo questo. Ma andiamo avanti. Viene messa comunque questa benedetta segnalazione (che vedete nella foto) e in una manovra un camion la calpesta. Era il periodo di commissariamento. Quella targa rimane miseramente attaccata al palo che vedete “accartocciato” per qualche giorno, poi se ne accorge Franco Gambino fratello prediletto di mio Padre che la raccoglie e la porta in Comune. Dopo qualche tempo la stessa targa calpestata, viene attaccata alla segnalazione di stop.

Anzitutto non è a norma secondo le regolamentazioni vigenti a riguardo, e secondo luogo se li avessero chiesti alla nostra famiglia, cinquanta euro per una targa nuova e un palo li avremmo donati noi. Quello che vi mostro dunque è lo schifo che da maggio dello scorso anno ricorda Sharo Gambino in Serra San Bruno. Lui, sicuramente, non si starà rigirando nella tomba, il suo animo nobile avrà trovato giustificazione all’insensibilità, all’ignoranza di quegli ignavi che avrebbero dovuto avere la decenza di levare questo scempio della memoria di uno dei maggiori meridionalisti del novecento d’Italia. I suoi scritti sono presenti in Biblioteche sparse in tutto il mondo. Mia Madre avrebbe bisogno di un call center a casa per le telefonate di studenti e studiosi in cerca di notizie per le varie tesi di laurea o per poter accedere all’archivio di casa. Non c’è bisogno di andare avanti. Un esempio per tutti, Torre di Ruggiero intitolerà una strada a Gambino e il primo cittadino Pino Pitaro prepara la cerimonia da mesi per fare una cosa degna. Il Comune di Vazzano ne ha fatto il suo fiore all’occhiello. Importante è l’iniziativa del dirigente scolastico Tonino Ceravolo, che sta facendo conoscere a tanti giovani la figura del “cantore delle piccole cose”, come lo definì Vito  Teti.  Punti di vista o bagaglio culturale? Beh, siccome mio Padre le cose le faceva in un modo, io in un altro, allora dico: in Serra ci troviamo, ad esempio, Corso Umberto I o Corso Vittorio Emanuele III, due assassini. I Savoia sono i primi responsabili dei mali del meridione. Gente moralmente responsabile dell’eccidio di Casalduni, di Pontelandolfo, chi non conosce gli episodi se li vada a leggere, questi perché abbastanza emblematici, tra le centinaia di simili compiuti. Non meriterebbe più chi ha speso la propria vita a Serra, a Cassari, difendendo questa gente, con la penna e non con il  fucile… ma colpisce più la lingua che la spada! A Serra San Bruno, non fosse stato per l’Associazione Il Brigante si sarebbe lasciato passare nel silenzio il primo centenario della morte di Mastro Bruno Pelaggi, un pilastro della poesia di protesta meridionale. Siamo governati dall’ignoranza nel “pieno delle sue funzioni”. Una tale disattenzione non si era mai vista, basti dire che lo scorso anno, si diedero decine di autorizzazioni abusive a satizzari vari nel corso di Serra e l’unica associazione vera, per compiere la sua attività sociale ha dovuto pagare l’occupazione di suolo pubblico. Ma l’Assessore alla cultura chi è? E’ mai stato nominato? E se questo assessore immagina a Serra il Beach volley estivo e dimentica Gambino e Pelaggi, ha diritto di fregiarsi di questo titolo e di prendere pure lo stipendio per non fare un benemerito …? Non possiamo tacere, non possiamo far passare questo messaggio di superficialità, di ignoranza, di grettezza, di basso profilo intellettuale e sociale. L’associazione “Il Brigante” dalle pagine del Vizzarro (sito che ha dedicato a Gambino il nome della propria testata, utilizzando il nome del Brigante reso famoso dallo scrittore, come sinonimo di protesta, di voce libera e fuori dal coro), vi invita intanto all’installazione, abusiva ed autogestita, di una insegna stradale che ricordi degnamente lo scrittore, che si svolgerà il prossimo 25 Aprile di buon ora (in seguito i particolari), giorno dell’anniversario della sua morte. Riappropriarci della nostra terra, della nostra economia, delle nostre risorse umane e naturali, difendere i nostri territori dalla malapolitica dal malaffare, dalle banche e soprattutto dall’ignoranza è nostro obbligo morale. L’eredità di Gambino è il grande amore per la sua terra, e solo questa presa di coscienza potrà tirarci fuori da questa grande truffa economica che chiamano crisi. Prima hanno affamato gli operai, i pensionati, per poter avere la possibilità di mettere le mani sul risparmio e accrescere il loro potere. Se poi, non apriamo gli occhi per liberarci dal grande imbroglio che è il denaro, l’economia globale, dimenticando, non utilizzando i libri, la memoria, avranno vinto loro e torneremo ad essere, nel giro di qualche anno, servi della gleba. Viva il popolo, viva la giustizia sociale, viva la rivoluzione… culturale.

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