Sabato, 16 Giugno 2012 13:34

Blu, le mille auto blu

Scritto da Salvatore Albanese
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auto bluNoi italiani non abbiamo l’eleganza dei francesi con le loro migliaia di formaggi, né il coraggio degli spagnoli. Quelli si fanno incornare perfino dai tori. O degli giapponesi-kamikaze che si immolano per la patria. Siamo un popolo utilitarista ed il termine sacrificio non è annoverabile nella nostra enciclopedia. Pensate alle bambine olandesi: fino all’adolescenza a raccogliere papaveri fra i mulini con gli zoccoli di legno ai piedi. E i fachiri indiani che riposano su scomodi materassi chiodati? Gli Italiani sono più passivi. Diciamoci la verità, siamo il popolo delle comodità. E chi ci rappresenta non può che farlo al meglio. Dopo tutto come chiedere a dei vecchi marpioni milionari di tradire la fama del Bel Paese? Perché, è vero, si la crisi c’è, ma non per questo si può chiedere a tecnici e politici di andare a piedi. Come ad esempio, nel caso dell’austera Gran Bretagna che da due anni ha deciso di mandare tutti i suoi lord a lavorare con i mezzi pubblici. In Italia no. Non è possibile.

E proprio perché non è possibile, anche Monti, l’uomo dei tagli, ha ben pensato di allargare l’autoparco tricolore con ben altre 400 “berline di rappresentanza”, per una spesa prevista di 10 milioni di euro. Il tutto mentre lo stesso esecutivo professa il contenimento delle spese pubbliche e spinge sui tagli.

Fiat, Mercedes, Bmw, Audi, Rover, Chrisler, Suzuki, e qualche Smart. Una comodità odiata dalla gente comune, in particolare da quelli che per acquistare un’auto devono per forza di cose ricorrere ad una finanziaria. La maggior parte. 
Ma quante sono le auto blu in Italia? Allacciate le cinture: oggi le vetture con a bordo un boiardo di Stato sono ben 629.120. Un numero impressionante che corrisponde all’esatta metà dei mezzi che circolano per le vie di Milano. Se si mettessero in fila una dietro l’altra formerebbero una coda che va da Roma a Mosca. Per queste auto in carico a Stato, Regioni, Province, Comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica la spesa annua supera i 21 miliardi di euro (compresi i costi per carburante, assicurazione, bollo, stipendi degli autisti e pedaggi autostradali).

Ma d’altra parte è così che si conquistano i record: l’Italia del buonismo e della comodità è al primo posto al mondo nella classifica delle macchine di Palazzo. Le auto blu sono infatti 73mila negli Usa, 65mila in Francia, 55mila nel Regno Unito e 54mila in Germania, 44mila in Spagna, 35mila in Giappone, 34mila in Grecia e 23mila in Portogallo. Noi ne abbiamo quasi 630.000. Costose, superflue e spesso inquinanti. Forse è tempo che le auto blu finiscano definitivamente in parcheggio. Anche se per sistemarle tutte servirebbe un garage grande quanto 1.200 campi da calcio.

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    In pieno contrasto a quanto asserito, quindi, soltanto 48 ore prima, il primo cittadino Bruno Rosi ha sottoscritto una nuova ordinanza, questa volta di deroga parziale di quella emessa in precedenza, attraverso la quale viene accertata la potabilità esclusivamente dell’acqua erogata dalla stessa Sorical. Mentre la restrizione è da ritenersi ancora in vigore per i due serbatoi che si approvvigionano dalle sorgenti comunali di “Guido” e “Ninfo”.

    Ancora una volta i campionamenti sarebbero stati effettuati da tre fontane pubbliche rifornite dalla rete Sorical, ubicate in pieno centro cittadino (punti di prelievo di piazza San Giovanni, piazza Mons. Barillari e C.so Umberto I). Dalle tre fontane, che erogano la stessa acqua che giunge alla maggior parte delle abitazioni ubicate sul territorio comunale, in precedenza era emersa un'anomalia riferita al parametro del "cloro attivo libero", riscontrato in accesso rispetto ai limiti sanciti dal D.Lgs. 31/2001 che regola la qualità delle acque da adibire all’uso umano.

    Ma per il provvedimento utile a ripristinare la parziale potabilità, il dato che più è emerso in maniera contraddittoria, è parso sicuramente quello connesso ai tempi di pubblicazione delle analisi. Infatti, mentre nel caso dell’ordinanza di non potabilità del 2 dicembre c’erano voluti ben dodici giorni di tempo dalla pubblicazioni dei risultati alla data di campionamento (i prelievi erano stati effettuati il precedente 20 novembre), adesso nel giro di poche ore, il 4 dicembre, si è arrivati addirittura nella stessa giornata ad effettuare i prelievi, le relative analisi e a fornire i conseguenti rapporti di prova accertanti la buona qualità dell’acqua. Proprio in relazione all’ordinanza di non potabilità del 2 dicembre, per mezzo stampa, prima il Comitato Civico pro Serre - da sempre sensibile rispetto alla questione “acqua potabile” - poi il deputato del M5S Paolo Parentela, avevano invitato il sindaco Bruno Rosi a pubblicare i tabulati particolareggiati delle analisi. Appelli chiaramente caduti nel vuoto.

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