Giovedì, 22 Novembre 2012 16:01

Calabria commissariata da Reggio a Rende. In nome del popolo sovrano

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mini Mani-in-cateneNon siamo avanguardia, noi calabresi. Non siamo mai stati un laboratorio politico, come la Sicilia. Non abbiamo mai anticipato le dinamiche nazionali. A noi non piace essere avanti. Si arriva primi ma si è anche più esposti. No. Noi preferiamo seguire qualcuno o qualcosa, prendere esempio, farci guidare. Come un bambino sulle strisce pedonali. E non è il solito sermone sulla sudditanza dei calabresi e sulle dominazioni subite nella storia. Si parla della democrazia dell’oggi, o meglio del suo simulacro, ridotto a brandelli in un paese in cui ci sono voluti i “tecnici” per liberarci (?) dal berlusconismo e, soprattutto, per farci capire che il potere è una cosa seria, e che non siamo affatto liberi. L’Italia infatti è stata commissariata. Il potere ha scelto un garante più affidabile e spietato.

In Calabria forse solo su questo siamo stati avanguardia. Il nostro popolo non ha mai voluto essere sovrano. Un voto veramente libero non c’è mai stato. La ‘ndrangheta ha pervaso ogni settore della società. I potentati della politica fanno a turno, senza disturbarsi, nella gestione di una regione asfissiata dalle emergenze. Il clientelismo. Il diritto scambiato per favore. E’ storia. Ma oggi siamo arrivati ad uno stadio successivo, un nuovo livello di dominio. Più subdolo, perché noi ci abbiamo sperato, in questa nuova monarchia, abbiamo atteso che venisse a liberarci dalla nostra storia.

La Calabria è commissariata. Il modello Reggio si è sgretolato sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. Trame oscure, arresti, suicidi. L’ultimo sigillo, dopo lo scioglimento, l’ha posto la Corte dei Conti: debiti per 679 milioni di euro più 24 milioni di pignoramenti. Tanto è costato il modello che poi è diventato la Calabria di Scopelliti. E non gli si possono certo contrapporre le referenze dell’attuale centrosinistra. Il Pd in Consiglio regionale è guidato da Sandro Principe. Anche lui padre (e figlio) di uno storico modello, a Rende, che sta finendo in frantumi: ex sindaco ed ex assessore arrestati per corruzione, commissione d’accesso al comune, con uno sguardo pure alla Provincia, dove i due erano approdati per i meriti guadagnati sul campo. Catanzaro? Voto irregolare, ha detto il Tar. Ombre pesanti, presunta compravendita di consensi. Che novità. Anche il capoluogo commissariato. Stessa sorte per la Provincia di Vibo che, prima della soppressione prevista dai tagli governativi, è stata “suicidata” dalla voracità di un centrosinistra che l’ha malgovernata per un ventennio.

Commissari ovunque. Dalla dittatura nera della malapolitica e della ‘ndrangheta alla dittatura bianca, anzi grigia, dei tecnici e dei funzionari prefettizi. L’eutanasia della democrazia, del territorio. Una dolce morte che durerà fino a quando smetteremo di farci scegliere e, finalmente, diventeremo un popolo. Sovrano.  

 

(foto: "Mani in catene" di Giulia Riccobono)

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    «È necessario – ha aggiunto Solano – partire dai sindaci e dagli amministratori, i primi che si impegnano quotidianamente per cercare di risolvere questi disagi. Sono sicuro che, assieme, riusciremo ad arrivare a quella sinergia utile per raggiungere questo obiettivo. Intendo lavorare con tutti nell’interesse del territorio e, di conseguenza, sia con i consiglieri di maggioranza che con quelli di opposizione. Abbiamo già avviato una sinergia con gli uffici preposti affinché si possa ridare decoro a questo territorio. Quindi, inizieremo a lavorare su manutenzione e viabilità. Il dissesto? Nel giro di un anno e mezzo, anche prima, speriamo di venirne fuori».

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    Sono queste, in sintesi, le proposte avanzate dal consigliere regionale vibonese Vincenzo Pasqua e contenute in una mozione rivolta al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio.

    «Si tratta di un’iniziativa – afferma Pasqua – per snellire le procedure di prenotazione e pagamento delle visite specialistiche ed ambulatoriali nelle strutture sanitarie della Calabria. È una proposta tanto semplice quanto rivoluzionaria. L’idea – prosegue il consigliere regionale – è di permettere agli utenti della sanità calabrese di potere effettuare le prenotazioni e i relativi pagamenti utilizzando Internet, attraverso i portali istituzionali delle diverse Aziende ospedaliere e sanitarie o comunque nel modo che verrà ritenuto più opportuno. Uno strumento da affiancare a quelli già esistenti – ovvero gli uffici ticket e il Centro unico di prenotazione – che sia al passo con la tecnologia e permetta un notevole risparmio di tempo a chiunque disponga di una semplice connessione internet, da smartphone, tablet o pc, magari realizzando una apposita App. Ad ognuno, con la prescrizione del medico curante che contiene tutte le informazioni necessarie – continua Pasqua – sarà quindi consentito di effettuare le dovute prenotazioni in totale autonomia, scegliendo giorni e orari tra quelli disponibili ed evitando lunghe telefonate o estenuanti file agli uffici, che a volte richiedono addirittura, per chi non può farne a meno, un giorno di permesso dal proprio posto di lavoro. È assolutamente doveroso andare incontro alle legittime istanze della popolazione calabrese, ed è nostro compito, fare in modo che la qualità della vita di ogni singolo cittadino, dal primo all’ultimo, migliori in ogni campo. E come tutti sappiamo quello della sanità è un settore che tocca le vite di ognuno di noi. Nel 2018 la politica deve attivarsi ancora più di prima per sfruttare appieno le immense opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche. In questo caso, con la mia mozione intendo proprio massimizzare i vantaggi per l’utenza calabrese: fare risparmiare tempo ai cittadini, riducendo di conseguenza le file agli sportelli, ed offrire un servizio che costerà un’inezia all’amministrazione regionale ed è pensato per tutti».

    E ancora: «La mozione nasce da una serie di considerazioni preliminari: non di rado, infatti, abbiamo assistito al blocco del sistema delle prenotazioni delle visite mediche, dovuto a cause diverse. Dobbiamo tenere presente che simili ritardi ingenerano sfiducia e disagi nell’intera popolazione, con notevoli ricadute anche sul piano dell’efficienza del sistema sanitario regionale. Purtroppo c’è da considerare anche che alcuni strumenti adottati, come il numero verde o la possibilità di effettuare prenotazioni nelle parafarmacie, non è riuscita a colmare del tutto il gap esistente tra la domanda di servizi e le possibilità offerte. È inconcepibile assistere a file interminabili con persone sofferenti. Ecco perché, nell’era del digitale, bisogna sfruttare queste occasioni e migliorare quanto più possibile i servizi, specie nel campo della sanità e della tutela del bene-vita. Il fine della mozione – conclude Pasqua – è dunque quello di impegnare la Giunta regionale a volere verificare l’opportunità di attivarsi nella direzione e con le modalità che riterrà più opportune al fine di risolvere la delicata problematica».

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