Mercoledì, 12 Dicembre 2012 13:14

L’ombra sua torna. Rieccovi il Cavaliere rampante

Scritto da Salvatore Albanese
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mini l43-berlusconi-121116141608_mediumGiovedì 25 ottobre. Un Berlusconi in versione festa di pensionamento, con l’aplomb tipico dell’uomo vissuto che attende di riscuotere il meritato trattamento di fine rapporto lavorativo, da casa sua, in diretta nazionale sulle reti Mediaset, dichiara: “Faccio un passo indietro per il bene dell’Italia”. Passano soli sette giovedì ed il 6 dicembre ci ripensa: “Riscendo in campo per il bene dell’Italia”. Il centro-sinistra, fino a quel momento assorto ad auto contemplare le “riuscite” primarie, di colpo si terrorizza. Lo Spread ritorna sanguinario come fosse Lo Squalo 2. I mercati vanno in tilt. L’Europa si inquieta. Manca solo che si squarci il velo del Tempio.

In una serie di corsi e ricorsi storici di Vichiana memoria, Berlusconi, giocatore di poker impazzito, si auto rilancia e a distanza di soli 20 anni torna nella mischia per salvare sé stesso. Perché fra quelle due dichiarazioni così uguali e diverse allo stesso tempo in mezzo c’è un processo, c’è una condanna. E tanti altri molto simili potrebbero seguire. Aggrappato alla culla della neonata seconda Repubblica, a metà degli anni ’90, per salvare la Fininvest dal crack e soprattutto per salvare se stesso dalla galera, si rese autore di una poco velata dichiarazione d’amore a Gianfranco Fini, in quel momento in lizza contro Rutelli per la carica di primo cittadino della capitale: “Io voterei Fini!”. Poi scese in campo aprendo un’era, strategico quanto un Napoleone: un partito col nome Italia; il logo con la bandiera tricolore; le campagne elettorali rigonfie di amore e speranza; tv, assicurazioni ed aziende varie in tasca; Capello al timone di una squadra macina trofei con in campo Gullit, Van Basten, Savicevic e Massaro; in bacheca la Coppa dei Campioni, lo scudetto, la Supercoppa Italia e la finale della Intercontinentale.

Ora il settantaseienne Berlusconi è pronto a ridare spettacolo. I fan, a dire il vero rimasti in pochi, lo acclamano. I lacchè di partito, ancora tanti, lo elogiano come il figliol prodigo riabbracciato dopo tante ansie. Perché con lui, con Berlusconi di nuovo a casa, si sentono tutti un po’ più belli, forti e vincenti. Anche se alla fine, sotto sotto, i motivi della “scesa in campo” sono sempre uguali: la Fininvest, col tempo divenuta Mediaset, ancora sul ciglio del tracollo finanziario e la galera pronta ad attenderlo. E per non farsi mancare nulla, anche se la squadra di famiglia non ha più i Van Basten o i Gullit a disposizione e rimane in panne a metà della serie A, l’urlo della riscossa politica da cui dovrebbe riemergere l’Italia arriva ancora da Milanello. Su un paradisiaco prato verde, circondato dal calore del mister, di Galliani (anche lui sempre uguale e sempre al suo posto), dei giocatori e delle sciarpe rosso-nere sollevate al vento dalla folla dei tifosi che ha questo punto, in vista delle prossime politiche, legittimamente non possono che iniziare a sognare Balotelli e Cristiano Ronaldo.

E cosi il maggiordomo Alfano torna in cantina, ed il padrone di casa Berlusconi, all’insegna della novità, riscende in campo e si candida per la sesta volta. Le reazioni del resto del mondo sono scontate, viste e riviste: gli inglesi paventano timore per le ripercussioni sul mercato finanziario continentale, i tedeschi parlano de “Il ritorno della mummia”. Allora per non scontentare nessuno ecco il colpo di coda del Caimano: via l’impopolare Monti, il Pdl lo attacca e ne prende le distanze. Un atto di straordinaria incoerenza se si pensa che fino ad ora proprio il partito di Alfano aveva sorretto e lodato, assieme a Pd ed Udc, il lavoro del Governo tecnico. Ma si tratta allo stesso tempo di un’azione di cinica utilità, l’unica forse utile a sollevare il buon nome del centro-destra agli occhi del popolo. Insomma una maxi operazione di immagine salva-Partito delle Libertà o meglio salva-Silvio Berlusconi.

Poco importa se non esiste al momento un partito che abbia un nome e cognome chiaro, se mancano i protagonisti, il programma elettorale, le colonne sonore alla “menomale che Silvio c’è”, i concetti, le idee, gli avversari, gli alleati, gli slogan, i fantasmi da abbattere e combattere, il nuovo contratto con gli Italiani da sottoscrivere solennemente nello studio di Bruno Vespa o una nuova escort da spacciare per parente di Mubarak . Poco importa se le chance del Cavaliere di tornare alla guida dell'Italia siano pari a zero. Il personaggio fa notizia di per sé, le sue gaffe, le foto in cui è attorniato dalle adorabili oche del bunga-bunga o in cui è ritratto nelle pose più bizzarre, servono tanto a questo Paese. Servono a vivacizzare i giorni austeri in cui galleggia un’Italia in declino. L’importante è, per il momento, che Silvio rimembri ancora.

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    Dopo il successo dell’anno scorso, che ha visto i volontari del WWF impegnati nell’opera di sensibilizzazione alla conservazione del nostro patrimonio naturalistico nella suggestiva cornice del vivaio forestale “Rosarella” di Serra San Bruno, l’associazione ambientalista invita tutti ad un nuovo appuntamento con la biodiversità e il contrasto alle minacce che incombono su di essa. Attivisti, soci, simpatizzanti e cittadini, domenica prossima, dalle 10,30, saranno ospiti delle splendide strutture di Villa Vittoria a Mongiana, messe a disposizione dal Comando Provinciale del Corpo Forestale che ha risposto con entusiasmo alla proposta del WWF Calabria.

    La tradizionale manifestazione del WWF assume quest’anno un carattere particolare, essendo legata alla campagna del WWF Italia denominata “Stop ai crimini di Natura”, una iniziativa finalizzata a far conoscere all’opinione pubblica i pericoli gravissimi che minacciano la biodiversità in tutto il mondo, senza sottovalutare gli attacchi continui che subisce la Natura d’Italia e della nostra regione. Il programma prevede, oltre alla presentazione della campagna nella sala conferenze, l’allestimento di tavoli per raccogliere adesioni, percorsi di interesse botanico e faunistico (a cura del CFS) e una visita al museo delle Ferriere.

    Distruzione, alterazione e frammentazione degli habitat naturali, caccia eccessiva, bracconaggio, commercio illegale e introduzione di specie “aliene”, oltre alla minaccia globale rappresentata dal riscaldamento del pianeta determinato dall’effetto serra, sono le sfide quotidiane che il WWF è impegnato a contrastare , con la sola forza dei suoi volontari, degli scienziati e dei milioni di persone, che, in tutto il mondo, sostengono concretamente questa autentica guerra per salvare il pianeta e le irripetibili e meravigliose creature che lo popolano e lo rendono straordinario.

    Un impegno di civiltà e di amore che il WWF combatte dal 1961 in ogni regione della Terra per salvare dall’estinzione le ultime Tigri in Asia (ne sopravvivono in tutto 3200) o gli ultimi Rinoceronti sterminati per l’utilizzo del corno nei paesi orientali (della specie che vive a Giava, ne sono rimasti appena una cinquantina!); per non parlare delle poche centinaia di Gorilla di montagna rimasti, che vengono ancora braccati e massacrati per la carne o minacciati dalla distruzione delle loro foreste. Gli stessi elefanti africani, il simbolo stesso della savana, vengono crudelmente abbattuti dai bracconieri al ritmo impressionante di 22.000-25.000 all’anno . Ma l’elenco delle specie animali e vegetali che la terra rischia di perdere in breve tempo è sconvolgente e si allunga ogni giorno che passa, tanto da aver indotto gli scienziati a parlare di una “sesta estinzione di massa ”, dopo le cinque che hanno sconvolto la vita sul pianeta nelle passate ere geologiche. Con la differenza che stavolta, ad essere responsabile della fine di migliaia di specie, è un’altra specie: la nostra.

    Del resto gli Italiani e i Calabresi sanno benissimo che l’assalto alla natura e agli animali ha assunto anche da noi il livello di allarme rosso, considerato il continuo massacro del territorio e le minacce che gravano sulla nostra fauna. Un assalto contro cui agiscono, spesso a rischio della vita, i Ranger del WWF in tutto il mondo e, in Italia, 300 eroiche Guardie Venatorie Volontarie che , dalle Alpi alla Sicilia, sacrificano il loro tempo e i loro soldi per salvare orsi e lupi, uccelli migratori o per denunciare gli innumerevoli “Crimini di natura” che vengono commessi quotidianamente in ogni parte dell’ex “Bel Paese”, mettendo a repentaglio la salute dell’ambiente e, con essa, quella degli stessi abitanti. Un drappello di queste autentiche sentinelle dell’ambiente, sotto le insegne del Panda, opera da tempo in Calabria ed è anche al loro impegno quotidiano, così come all’insostituibile ruolo svolto tradizionalmente dal Corpo Forestale dello Stato, che l’appuntamento di Mongiana è dedicato.

    Per arrestare la folle corsa verso la distruzione del pianeta (l’unico che abbiamo!), il WWF chiede il sostegno di tutti: sul sito www.wwf/criminidinatura chiunque può informarsi maggiormente sul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione, oltre a diffondere le informazioni e sottoscrivere la petizione per chiedere sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche.


    WWF Calabria


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