Sabato, 09 Febbraio 2013 16:03

Pitagora Mundus, il comune non ha i soldi per gli alloggi: 'A fine mese gli studenti costretti a tornare in Egitto'

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mini egizianiSERRA SAN BRUNO – Stavolta non si tratta della solita figuraccia a cui ci hanno ormai abituato gli amministratori serresi. No, è molto peggio. I 50 studenti egiziani venuti a Serra con il progetto Pitagora Mundus potrebbero essere costretti, a fine febbraio, a tornarsene a casa, perché il Comune non ha rispettato gli impegni che aveva assunto, soprattutto di carattere finanziario, per garantire a questi ragazzi un soggiorno di studio adeguato e dignitoso. Una situazione paradossale

, di cui finiranno per fare le spese solo i ragazzi venuti dal Cairo, nonchè la già sbiaditissima immagine del “paese della certosa”.

La storia comincia il 28 settembre scorso. Gli studenti sono arrivati e il sindaco Bruno Rosi non sa ancora dove sistemarli. Da qualche giorno lui e il presidente del Consiglio comunale vanno in giro per le strutture ricettive della zona a proporre agli albergatori prezzi ridicoli. Nessuno accetta di ospitare gli studenti in cambio di 5 euro al giorno. Si trova un compromesso, perché qualcuno per fortuna si rende conto che gli studenti sono ormai a Serra ma, fosse per l’amministrazione comunale, non avrebbero un posto dove dormire. I titolari degli alberghi vengono rassicurati dagli amministratori: gli studenti rimarranno lì in attesa di trovare un’altra sistemazione. Il sindaco e il suo staff tirano un sospiro di sollievo. Si sono dimenticati, però, che qualche mese prima, il 20 marzo, si erano impegnati ufficialmente (accordo di programma allegato alla delibera di giunta della Regione n.114/2012) a garantire ogni supporto logistico e finanziario alla Scuola per la fornitura di servizi agli studenti, in particolare per il vitto e l’alloggio. In quest’accordo era previsto che gli studenti egiziani sarebbero stati ospitati presso le “case albergo” che, assicurava il sindaco, sarebbero state ristrutturate e messe a norma. Forse se ne sarà dimenticato, chissà, fatto sta che 7 mesi dopo quelle case non sono ancora pronte e si ricorre alle strutture ricettive, ma solo “per qualche giorno”. I giorni invece passano e l’amministrazione non risponde ai solleciti degli albergatori che, giustamente, vorrebbero stipulare una convenzione, un contratto, qualcosa per avere garanzie. Nulla. Il Comune latita, così i proprietari delle strutture ricettive decidono di sospendere i servizi destinati agli ospiti. In pratica stanno per cacciare gli studenti, perché stanno solo sostenendo delle spese e non hanno visto un euro. Di fronte a questa situazione – si rischierebbe di compromettere i rapporti tra Egitto e Regione Calabria – interviene l’Iscapi (Istituto Calabrese di politiche internazionali), ente responsabile del progetto insieme alla Regione Calabria. Per evitare il peggio, l’Iscapi, con la mediazione dell’assessore regionale, decide di sostituirsi al Comune di Serra, stipulando i contratti con le strutture ricettive. Siamo al 24 novembre. Due giorni dopo il sindaco rinnova il suo impegno: si sta procedendo a “redigere Provvedimento amministrativo di formale impegno per garantire la presenza degli studenti egiziani presso le strutture alberghiere ubicate nel nostro territorio comunale”. Non solo: Bruno Rosi è uomo di concretezza quindi, al di là del burocratese, specifica che “l’amministrazione comunale provvederà entro e non oltre la fine del mese di gennaio 2013 a stanziare le somme necessarie a coprire i costi relativi ai servizi”. Un’altra promessa, come i 100 posti al Parco, l’acqua potabile e gli aiuti alle giovani coppie. I serresi ormai lo conoscono, ma quelli dell’Iscapi no, quindi ci credono. Passa anche dicembre. Nel periodo di chiusura delle scuole i ragazzi non hanno neanche dove andare a mangiare. Il comune doveva fornire anche il servizio lavanderia e la connessione a internet: loro vanno a lavarsi i panni al piano di sotto di palazzo Chimirri - nei locali della biblioteca comunale… - e “navigano” con la connessione dell’associazione “Il Brigante”. Passa anche gennaio. I ragazzi tornano a scuola. Mangiano poco, hanno sempre fame: gli servono la pasta contata nel piatto, perché anche l’istituto “Einaudi” doveva avere dei finanziamenti dalla Regione che non sono mai arrivati, e col bilancio scolastico si fa molta fatica ad occuparsi di pranzo e cena per 50 ragazzi. L’amministrazione comunale è sempre più latitante, anzi ostaggio di promesse che sa di non poter mantenere. Ci si chiede anche stavolta dove sia finito il “binomio Comune-Regione”. Gli albergatori ricevono dall’Iscapi meno di un terzo di quello che dovrebbero già aver ricevuto da tempo. Sono al collasso, indebitati con le banche, non in grado di pagare spese e tasse, e con i posti letto occupati ma senza che nessuno li paghi. Il 4 febbraio viene fissato un incontro tra Iscapi, comune e albergatori. Il sindaco si fa uccel di bosco, non ritiene di dover partecipare e non risponde neanche al telefono.

La misura è colma, così il responsabile dell’Iscapi decide di mettere tutto nero su bianco e di scrivere al sindaco, all’assessorato regionale alla Cultura, al dirigente scolastico, al commissario della Provincia, ai titolari degli hotel e alla stazione dei carabinieri. Ripercorre tutta l’assurda vicenda e annuncia: “Gli studenti presenti nel comune di Serra San Bruno, nostro malgrado, attesa la mancanza di copertura finanziaria sino al 30 giugno 2013, saranno costretti ad interrompere gli studi e rientrare nel paese di origine fin dalla fine del mese di febbraio”. Qualcuno l’aveva previsto. Solo che i ragazzi non vogliono rientrare, giustamente, anche perché le loro famiglie hanno investito dei soldi per farli studiare in Italia. Dall’ambasciata egiziana garantiscono che l’Egitto ha versato tutti i finanziamenti che doveva versare, e aggiungono che se si interrompesse il progetto gli studenti perderebbero l’anno scolastico. Oltre al danno la beffa. E una figuraccia internazionale, per non farsi mancare nulla.

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