Martedì, 15 Maggio 2012 17:08

Comune, Rosi: “Non esiste nessun dialogo con il Pd”

Scritto da Redazione
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In merito alle ipotesi sollevate dalla stampa su un possibile accordo Pdl-Pd, il sindaco Bruno Rosi dichiara quanto segue:

“Le allusioni diffuse dalla stampa circa un dialogo fra Pdl e Pd e l’ingresso in giunta di Rosanna Federico sono prive di ogni fondamento e non hanno nessuna attinenza con la realtà. Smentisco categoricamente qualsiasi dialogo fra la maggioranza e parte dell’opposizione volto a creare innaturali legali politici. A dispetto delle altre liste, noi non ci siamo presentati alle elezioni amministrative con un simbolo civico ma abbiamo voluto dare alla nostra compagine una precisa connotazione politica proprio perché siamo orgogliosi dei valori e degli ideali che il nostro partito rappresenta. Io sono un sindaco del Pdl e quella che ho l’onore di guidare è un’amministrazione composta da uomini del Pdl. La nostra linea politica è sempre stata ed è chiara e trasparente così come è sempre stato ed è limpido il nostro rapporto con gli elettori che ci hanno dato fiducia. La nostra proposta politica ed amministrativa non contempla accordi sottotraccia con partiti e movimenti che sono a noi alternativi e con i quali, per effetto della diversità, ci sono stati forti scontri politici. In ogni caso, non accettiamo di essere tirati in ballo senza motivo in questioni che non ci appartengono né possiamo consentire che altri inquinino la verità per danneggiare la nostra immagine o per risolvere i propri problemi interni. È quindi necessario eliminare ogni causa di confusione per i cittadini che hanno, con il loro voto, operato una scelta netta ed evidente. Nutriamo rispetto e stima, come persona e come politico, per Rosanna Federico ma siamo lontani  politicamente e dunque un suo ingresso in giunta è inimmaginabile ancorché impossibile. Diversa è la nostra storia politica, diversa è la nostra cultura politica, diversi sono i nostri riferimenti politici. A noi il popolo di Serra San Bruno ha affidato il compito di amministrare la città, alla Federico e agli altri componenti della minoranza spetta il ruolo di controllare e, perché no, di collaborare su temi dalla particolare rilevanza”. 

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    Riceviamo e pubblichiamo:

    I consiglieri comunali sedicenti Pd della città di Vibo Valentia, dopo aver celebrato ieri mattina il Festival del pretesto e dell'ipocrisia, prima ancora di scendere dalle scale di via Argentaria hanno incassato l'ennesima figura barbina.

    Mentre in effetti Russo e compagni affastellavano argomenti e ricercavano giustificazioni per definire un inciucio politicamente inqualificabile, il consigliere Stefano Luciano li scavalcava a sinistra sul tema che di più mette a nudo le incoerenze e le timidezze del gruppo: la sfiducia a Costa.

    Dalle chiacchiere ai fatti, già oggi in sede di approvazione del DUP abbiamo verificato quanto regge il patto di potere sancito - officiante Vito Pitaro, con Mangialavori e il centrodestra - sulle elezioni provinciali di Vibo. Gli eroici tutori dell'ortodossia democratica in salsa vibonese hanno fatto ancora una volta da stampella a Costa e dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quali erano i contorni del baratto politico stipulato in sfregio al Pd di tutto il territorio vibonese.

    Repentinamente chi, per qualche giorno, quando il proprio voto valeva 8, ha fatto il leone, è tornato a farsi pecorella in consiglio comunale quando è tornato valere 1, esattamente come accade da 3 anni. Del resto, la clamorosa incoerenza del gruppo dei "lanciatori di segnali" e cacciatori di incarichi in astinenza, oltre che nella totale infondatezza dell'assunto secondo cui per rafforzare il partito a Vibo bisogna votare Forza Italia, sta nella faccia tosta di presentarsi in federazione sedendo allo stesso tavolo con un consigliere che appena sei mesi fa si è candidato alle politiche in altra coalizione e che è già automaticamente decaduto dell'anagrafe degli iscritti.

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