Domenica, 01 Maggio 2016 10:37

Dinami, arriva Alfano e si riparano le strade. Mangialavori: «Meglio mostrare la realtà»

Scritto da Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo

Il ministro Angelino Alfano farà visita a Melicuccà di Dinami il prossimo 4 maggio, al fine di inaugurare un Centro di aggregazione sociale, finanziato con fondi del Pon Sicurezza dello stesso dicastero. Con l’occasione si è messa in moto la macchina organizzativa che fra i vari rituali prevede anche la pulizia dei cigli stradali, la copertura delle varie buche e la sistemazione di qualche avvallamento.

Il riferimento, in particolare, è relativo alla strada provinciale 74 che costeggia il fiume Mesima. La prima cosa che balza agli occhi è la disponibilità finanziaria per tali rattoppi. Un dato in controtendenza, considerata la crisi degli enti pubblici e di quelli locali in particolare. Le amministrazioni, infatti, su ogni livello di norma non dispongono delle risorse neanche per gestire l’ordinario. Certamente positiva la volontà di esaltare il senso di ospitalità che rimanda a una cultura nobile e antica. Ma forse sarebbe stato meglio rappresentare al ministro la realtà: strade dissestate che talvolta sono causa di morte e degrado dettato da un’oggettiva difficoltà economica che investe tanto il settore privato quanto quello pubblico. Coloro che risiedono nella provincia di Vibo vivono sulla loro pelle i disagi immani di un’arretratezza che interessa anche le infrastrutture locali. E se per una volta si fosse presentato, nella sua cruda realtà, lo stato di crisi del territorio? Un omaggio alla verità è il primo passo per riavviare un percorso di sviluppo.

 

Giuseppe Mangialavori

consigliere regionale CdL

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    Dalle chiacchiere ai fatti, già oggi in sede di approvazione del DUP abbiamo verificato quanto regge il patto di potere sancito - officiante Vito Pitaro, con Mangialavori e il centrodestra - sulle elezioni provinciali di Vibo. Gli eroici tutori dell'ortodossia democratica in salsa vibonese hanno fatto ancora una volta da stampella a Costa e dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quali erano i contorni del baratto politico stipulato in sfregio al Pd di tutto il territorio vibonese.

    Repentinamente chi, per qualche giorno, quando il proprio voto valeva 8, ha fatto il leone, è tornato a farsi pecorella in consiglio comunale quando è tornato valere 1, esattamente come accade da 3 anni. Del resto, la clamorosa incoerenza del gruppo dei "lanciatori di segnali" e cacciatori di incarichi in astinenza, oltre che nella totale infondatezza dell'assunto secondo cui per rafforzare il partito a Vibo bisogna votare Forza Italia, sta nella faccia tosta di presentarsi in federazione sedendo allo stesso tavolo con un consigliere che appena sei mesi fa si è candidato alle politiche in altra coalizione e che è già automaticamente decaduto dell'anagrafe degli iscritti.

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    Pino Pellegrino

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