Lunedì, 28 Maggio 2012 17:40

E il comune confonde le acque: non è buona quella di Sorical, ma si può bollire. Chiuse anche le fontane pubbliche

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mini municipio_serraSERRA SAN BRUNO – Come se non bastasse tutta la preoccupazione sorta nei cittadini dopo il sequestro dell’invaso dell’Alaco, l’amministrazione Rosi aggiunge ulteriori tasselli al già confusionario quadro riguardante la potabilità dell’acqua sul territorio comunale. Dopo l’ordinanza emanata in fretta e in furia sabato sera, che vietava il consumo umano dell’acqua in seguito alle comunicazioni telefoniche ricevute da EsiLab, una nuova ordinanza del sindaco, alquanto caotica, conferma che l’acqua non è potabile, ma con delle precisazioni. Innanzitutto l’ordinanza di Rosi dice che l’acqua erogata da Sorical non è potabile, e Sorical, dice sempre l’ordinanza, serve quasi tutto il territorio comunale.

Quest’acqua non è buona, dice ancora l’ordinanza, però se viene bollita è buona “per uso domestico (igiene personale, pulizia ecc.)”. Ma allora è buona o no? Il comune dice di aver riscontrato "solo" inquinamento batteriologico. Difficile comunque farsi un’idea chiara seguendo i provvedimenti degli amministratori cittadini. E non è finita: l’acqua Sorical non è buona, ma nelle zone servite dai serbatoi comunali (dice il comune) invece è buona, però nell’ordinanza non si specifica affatto quali siano queste zone. Poi l’ultima novità: a non essere buona non è solo l’acqua Sorical, attenzione, ma anche quella “delle fontane pubbliche di Guido, Scorciatina, Santa Maria, piazza monsignor Barillari, piazza San Giovanni e del pozzetto ubicato in via Monte Calvario angolo via Volta”. Queste fontane saranno chiuse.

Superfluo sottolineare l’ulteriore confusione che porta nella popolazione il nuovo provvedimento, che si può leggere sull'albo pretorio online del comune, ma vale la pena ricordare che appena 12 giorni fa la procura di Vibo ha sequestrato l’invaso dell’Alaco accusando diverse persone, soprattutto dirigenti e funzionari Sorical, di avvelenamento colposo di acque. Serra è quasi totalmente servita dall’Alaco, dunque dovrebbe sorgere negli amministratori il dubbio che il problema dell’acqua, oltre che a valle (nei serbatoi comunali), possa essere localizzato a monte. Il sindaco di Serra visitò appena un anno fa l’impianto dell’Alaco, e si accorse come tutti delle incongruenze e delle tante anomalie riscontrate anche da semplici cittadini. Non è necessario un Delegato al buon senso per arrivare alle conclusione che bisogna staccarsi dall’Alaco con ogni mezzo, e che, nel frattempo, è necessario evitare in ogni modo che i cittadini adoperino quell’acqua per usi che potrebbero rivelarsi nocivi per la salute. Ma pare che gli amministratori serresi preferiscano creare confusione, come se dire che l’acqua non è potabile, senza se e senza ma, fosse per loro sconveniente.

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