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Giovedì, 15 Novembre 2012 13:16

Il Prefetto sospende Zaffino da consigliere. L'amministrazione Rosi appesa a un filo

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mini sospensione_zaffinoSERRA SAN BRUNO - Il Prefetto di Vibo ha sospeso Bruno Zaffino dalla carica di consigliere comunale. Il provvedimento, previsto dall'art. 59 del Testo unico sugli enti locali, è arrivato puntuale, ieri pomeriggio, al comune di Serra. La causa è ovviamente il clamoroso arresto del consigliere comunale, eletto con il Pdl, nell'ambito dell'operazione "Saggezza", che ha portato all'esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare per altrettanti presunti affiliati alla 'ndrangheta accusati, a vario titolo, di reati che vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso all'estorsione, dall'usura al condizionamento di appalti pubblici. Nel prossimo consiglio comunale, dunque, ai sensi dell'art. 45 del D.lgs. 267/2000, si dovrà procedere alla sostituzione temporanea di Zaffino, affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti, ovvero Raffaele Callà.

"La supplenza - si legge ancora nel Tuel - ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione".

L'arresto di un consigliere comunale in carica, con la grave accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso (ai sensi dell'art. 416 bis del Codice penale), non fa che gettare una luce sinistra sull'amministrazione comunale guidata Bruno Rosi. Zaffino, tesserato Pdl, fu eletto a furor di popolo con 224 preferenze. Rosi lo nominò subito assessore della sua giunta, ma dopo alcuni mesi, a fine dicembre 2011, lo estromise dall'esecutivo in nome del "rilancio dell'attività amministrativa". Una motivazione, questa, contestata dall'ex assessore, che in un esposto consegnato in Procura ha sostenuto che il vero motivo fosse da individuare nella concreta possibilità che la sua presenza in giunta avrebbe portato all'invio di una commissione d'accesso, poichè egli era ritenuto contiguo ad ambienti criminali. Nell'esposto, Zaffino, aggiunge che il sindaco gli avrebbe detto che questa eventualità gli era stata paventata da un ufficiale dei carabinieri, e che quindi per evitare la commissione d'accesso avrebbe dovuto estrometterlo dalla giunta. Adesso quell'accusa di contiguità alla 'ndrangheta è stata messa nero su bianco dalla Dda di Reggio. Zaffino nel suo esposto ha ribadito più volte che sia il sindaco Rosi che il consigliere regionale Nazzareno Salerno conoscevano bene lui e la sua famiglia, così com'erano a conoscenza dell'unione sentimentale di suo figlio con una figlia di Salvatore Vallelunga, cugino del potente boss Damiano ucciso a Riace il 27 settembre 2009. L'ex assessore ha aggiunto anche di essere stato cercato prima delle elezioni da Salerno e Rosi, che gli avrebbero più volte chiesto di candidarsi. Per queste ragioni ora le risultanze della Dda reggina si stanno incrociando con l'indagine della Procura di Vibo aperta in seguito all'esposto di Zaffino. La Prefettura, che ha tempestivamente decretato la sospensione del consigliere arrestato, sta seguendo il tutto con grande attenzione, anche alla luce di altre risultanze investigative che al momento sono al vaglio della Procura vibonese. Dal Pdl locale nessun commento, nessuno ritiene di doversi esprimere sull'arresto di un consigliere comunale che era stato tesserato, candidato, eletto e nominato assessore, ma la sensazione diffusa tra Serra e Vibo è che il futuro dell'amministrazione Rosi sia davvero appeso a un filo.

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