Sabato, 19 Marzo 2016 21:24

‘La Serra rinasce’, presentato il simbolo elettorale del centrosinistra

Scritto da Redazione
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SERRA SAN BRUNO - Si è tenuta in una sala gremita di persone l’assemblea pubblica promossa dal centrosinistra e lanciata con l’hashtag #ricostruireserraèpossibile. Tanta la carne al fuoco ma ancora nessun accenno rispetto al nome che ambirà a ricoprire la carica di sindaco. Al tavolo dei relatori hanno preso posto tanti esponenti della rinata lista “La Serra”, con tutta probabilità la maggior parte di questi andranno a giocarsi la candidatura diretta nella lista che prenderà parte alla prossima tornata elettorale. 

E ad ascoltarli in platea c’erano i fautori della ritrovata unità nel centrosinistra, dal deputato Bruno Censore all’ex sindaco Raffaele Lo Iacono, dal consigliere comunale Pino Raffele all’ex assessore provinciale Domenico Dominelli. A prendere per primo la parola, anche in qualità di moderatore, il segretario provinciale dei Giovani democratici Luigi Tassone, che durante il suo intervento non ha mancato di lanciare il prossimo incontro pubblico, ossia “Le primarie delle idee” in programma il 3 aprile, promosse dal centrosinistra serrese per coinvolgere ulteriormente la cittadinanza, quanto le associazioni e gli altri sodalizi presenti sul territorio, per la stesura del programma elettorale. Durante l’intervento di Tassone, il neonato progetto politico “Salute pubblica” – con in testa il capogruppo di Forza Italia in seno all’attuale consiglio comunale Nazzareno Salerno – è stato destinatario di più di una frecciata: «Hanno avuto la capacità – ha dichiarato Tassone – di offendere l’intelligenza dei serresi, dando al loro progetto il nome di “Salute pubblica” dopo avere ridotto la sanità serrese al lumicino». Tassone ha ceduto il testimone a Maria Rosaria Franzè, già candidata della lista “Città degli abeti” nelle amministrative 2011, che ha dichiarato di essere «soddisfatta per avere intrapreso la strada giusta per il cambiamento». Il discorso della Franzè si è basato sul tema delle politiche sociali, a suo dire «del tutto assenti durante l’attività amministrativa del sindaco Rosi». A seguire, il giovane architetto Francesco Zaffino, altro viso nuovo tra i componenti della squadra di centrosinistra, che ha preso la parola soffermandosi «sullo stallo dell’attuale amministrazione comunale, che ha condotto Serra nel pantano, abbandonandola su tutti i fronti e creando un declino economico, sociale, culturale quanto politico». Secondo Zaffino, l’amministrazione guidata dal sindaco Rosi si sarebbe dimostrata «deficitaria su temi prioritari come la gestione dei rifiuti, il piano dei boschi e il decoro urbano». Andrea Pisani, attivista della Pro Loco di Serra San Bruno, ha spostato invece l’attenzione sul tema del turismo, sottolineando il fatto che «gli operatori turistici sono stati lasciati da soli in questi cinque anni e che un paese come Serra ha bisogno di valorizzare le proprie peculiarità artistiche». Subito dopo gli interventi di Valeria Giancotti e Domenico Scarfone – intermezzati dalla presentazione del restyling del nuovo logo della lista – che si sono concentrati sul lavoro del gruppo che si concretizzerà con le “primarie delle idee” il prossimo 3 aprile. Paolo Reitano, segretario cittadino del Pd, ha indicato poi il luogo dell’incontro, Palazzo Chimirri, sede della Biblioteca comunale, come luogo culturale simbolo di Serra «lasciato nel completo abbandono dall’amministrazione Rosi». Walter Lagrotteria, già candidato tra le fila della lista La Serra, riconoscendo l'errore della divisione del centrosinistra alle scorse comunali si è detto soddisfatto di ripartire all'interno del gruppo ricompattato. A chiudere gli interventi dell’assemblea cittadina del centrosinistra è stato Vincenzo Damiani, già presidente del consiglio comunale serrese. Lo stesso ha ricordato la storia della lista “La Serra”, della quale ha fatto parte dagli albori. Facendo riferimento anche lui alle divisioni politiche del recente passato nel centrosinistra Damiani ha esordito dicendo: «Un po’ di colpa per lo scempio che ha subito Serra è pure nostra. Ma l’importante è che oggi siamo qui riuniti dopo avere riconosciuto i nostri errori».

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