Sabato, 01 Settembre 2012 17:42

Lo Iacono condanna tutti eccetto se stesso: una conferenza stampa contro le amministrazioni Salerno, Censore e Rosi

Scritto da Salvatore Albanese
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fotoSERRA SAN BRUNO - C’è una grossolana propensione al masochismo nel presentare un dossier buono ad infangare gli ultimi vent’anni o quasi di amministrazione serrese, compreso il mandato in cui si è stati prima vice-sindaco poi, per un anno, sindaco facente funzioni. Così nella stanza dei bottoni della giunta comunale, prestata per l’occasione alla minoranza, per una mattina si rivivono i fasti dei brillanti primi anni 2000. Invitati dall’ex sindaco Lo Iacono, attorno ad un tavolo, un unico tavolo, si ritrovano tutti insieme appassionatamente l’ex assessore Abronzino, l’attuale consigliere provinciale Raffele, gli ex colleghi di giunta Vavalà e Procopio.

A Raffaele Lo Iacono non va giù il focus dei magistrati della Corte dei Conti che ci racconta che la sua legislatura ha determinato un grosso disavanzo di amministrazione, per un saldo della gestione residui fortemente negativo (-295.958,88 euro). Il dossier a metà agosto finisce sui giornali locali e Lo Iacono trascorre la coda di un agosto rovente covando vendetta come un ragazzino che intaglia una fionda. Ora che l’arma è pronta, arrivato settembre, può vendicarsi. Come in una scampagnata revival, una rimpatriata fra vecchi compagni di classe, serra le file e raduna gli alleati o presunti tali. Perché ora non stanno più insieme. Tutti ex Pd, uniti dall’anti-censorismo, si ritrovano oggi in due nell’Udc (anche se in correnti diverse), uno nell’Mpa, qualcuno ancora nel Pd o forse no, qualcun’altro semplicemente a casa.

Inizia la conferenza stampa. Lo Iacono, che comunque ha sempre il merito di metterci la faccia in tutto quello che fa, e di questi tempi non è poco, esordisce sciorinando un elenco lunghissimo di decreti, leggi e cifre buone a condannare tutti eccetto se stesso. Legge direttamente da una volantino, una lettera aperta indirizzata più che al sindaco alla cittadinanza, in cui si susseguono in ben quattro facciate formato A4 (che pubblichiamo qui di seguito) una miriade di parole e numeri, controfirmate da tutti i presenti, ma scritte personalmente dall’ex-sindaco. Lo si capisce nei termini utilizzati e nella costante e melodrammatica propensione a sottolineare copiosamente, entro le righe, che “sono io il più bello del reame”.

Quindi non solo per spirito di rivalsa, ma anche per porre le basi di alleanze future, i Lo Iacono & friends, riuniti in una sala giunta stile ‘Porta a Porta’, sviscerano le colpe di tutte le giunte del passato. Ce n’è per tutti. Per Salerno, per Censore e per l’acerba giunta Rosi, con un mirabolante salto temporale che risparmia il periodo 2006-2010 dell’amministrazione di cui hanno avuto in mano il timone. Il dossier spazia tra sprechi e abusi. Va da quello che si doveva fare in passato, a quello che si dovrà fare domani, toccando in fine tutto quello che è stato lasciato in eredità a Rosi e che lo stesso Rosi, non ha saputo apprezzare: la raccolta differenziata, l’ex Piano Regolatore, il Patto Territoriale, la discarica per inerti, i parcheggi a ‘Rosarella’, il CIT, il Paese Albergo e tante altre cose disfatte oggi dal PdL. Ma su alcuni punti i conti non tornano. Loiacono incalza Rosi ad “intraprendere finalmente un’azione legale contro Sorical per la questione acqua potabile come fece – asserisce - prima ed unica in tutta la Calabria, la mia amministrazione!”. Forse Loiacono dimentica che prima di lui nel 2006, fu il comune di San Sostene a querelare Sorical per la qualità dell’acqua dall’Alaco e successivamente quello di Borgia per la questione ‘incremento illecito delle tariffe’. Cose serie, mica una banale azione legale per danno all’immagine, lasciata a marcire dopo pochi mesi nel dimenticatoio dell’oblio burocratico giudiziario e rispolverata solo ora che fa comodo. Altro nodo cruciale la gestione dei boschi. È spiacevole che si faccia una conferenza stampa e si parli di gestione e tutela dei boschi, ponendosi dalla parte dei paladini della giustizia, ma senza pronunciarsi sull’imminente attivazione della centrale biomassa di proprietà de ‘La Foresta Spa’, ubicata a soli 500 m in linea d’aria dal Santuario di Santa Maria e della Certosa, alle porte del centro abitato. Un impianto che da questo autunno inizierà a bruciare ‘legna vergine’ sprigionando nell’aria una miriade di micidiali polveri sottili cariche di diossina, ossidi d'azoto, idrocarburi policiclici aromatizzati, furani ed altri elementi altamente nocivi (non esistono al momento filtri e tecnologie che possano trattenere le devastanti nanoparticelle), con annessi effetti cancerogeni che si ripercuoteranno sulla salute dei cittadini residenti, sui prodotti ortofrutticoli e sugli allevamenti animali in un raggio calcolato attorno ai 10 km. Il tutto bypassando il DLGS del 13/08/2010 n.155 che prevede che la qualità dell'aria presente in una località deve essere preservata o migliorata. Un Decreto Legislativo, che già da solo, farebbe decadere immediatamente i presupposti per la costruzione di una di queste macchine infernali nel cuore di una zona di forte interesse ambientale, paesaggistico, turistico e spirituale.

L’importante è che le conferenze stampa siano utili a lavare le proprie colpe e non a trattare delle questioni che realmente interessano alla cittadinanza. L’importante è che si ripropongano quadretti di famiglia, in cui ex politici presi mano per la mano, impiegano due ore a raccontarci che sono uniti, vivi e vegeti ed un giorno ritorneranno. E non è una minaccia.  


"Lettera aperta
Al Sindaco 
del Comune di Serra San Bruno (VV)

Signor Sindaco,
in qualità di consiglieri comunali, a nome di tutti i firmatari della presente, avremmo preferito esporre in Consiglio alcune riflessioni in merito alla Deliberazione n. 127, del 20 luglio 2012, di cui siamo venuti a conoscenza leggendo un articolo su “Il Quotidiano”, con la quale la Corte dei Conti ha analizzato il rendiconto 2010 del Comune di Serra San Bruno. In quell’occasione avremmo pure dato risposta alle sue continue minacce di dossier, che non è riuscito ancora a partorire. Ma, visto l’ennesimo rinvio al 31 ottobre, stabilito dal Ministero dell’Interno per l’approvazione del bilancio preventivo 2012, non crediamo proprio che a breve ci sarà una convocazione ed è questo il motivo di questa nostra lettera.

Abbiamo sempre apprezzato la solerzia, l’autonomia e la professionalità con cui il corrispondente Bruno Vellone de “Il Quotidiano” affronta i temi che di volta in volta interessano la nostra comunità, specie quando trattano di questioni politiche. E non abbiamo motivo di dubitare che anche nell’articolo pubblicato mercoledì, 22 agosto u.s., ripreso da altre testate con il titolo , non sia stato di meno. 

Tuttavia, vista la complessità e la serietà dell’argomento, che certamente non può essere liquidato con delle generiche considerazioni giornalistiche, riteniamo necessario approfondire la questione per rispondere agli impropri addebiti e per anticipare quello che sarà il nostro contributo nel prossimo Consiglio Comunale, che speriamo sia imminente.
Appare utile, innanzitutto, fare un breve e sintetico excursus normativo che meglio farà comprendere l’evoluzione dei controlli nella P. A ed il ruolo sempre più importante affidato alla Corte dei Conti.
Con la modifica del titolo V della nostra Costituzione ad opera della Legge Costituzionale n. 3/2001, è stato abrogato l’art. 130, ossia la norma costituzionale posta alla base dei controlli da parte del CO.RE.CO. sugli Enti Locali. Di conseguenza il controllo di legittimità sugli atti comunali è stato completamente soppresso.
Terminata la stagione dei controlli preventivi, le funzioni della Corte dei Conti sono state mutate e, infatti, a distanza di due anni dalla riforma del Titolo V, con la legge n. 131 del 2003 (c.d. “legge La Loggia”) è stato potenziato il ruolo della Corte relativo al rispetto del patto di stabilità, da parte degli enti territoriali, nonché del principio di sana gestione finanziaria.
Successivamente, con l’art. 1, comma 166 e seguenti della legge 266/2005 (legge finanziaria 2006), è stato introdotto nell’ordinamento un controllo obbligatorio e diffuso nei confronti di tutti i Comuni e delle Province, con l’obbligo per i Revisori contabili di trasmettere relazioni in ordine ai bilanci preventivi ed ai rendiconti richieste con appositi questionari emanati periodicamente dalla Sezione delle autonomie. 
Ma la vera e rilevante novità, però, è stata introdotta con il D. Lgs. n. 149 del 6 settembre 2011 avente per oggetto “Premi e Sanzioni” per regioni, province e comuni, che prevede l’obbligo per Sindaci e Presidenti di redigere una Relazione di fine mandato o di legislatura, nonché la previsione di meccanismi sanzionatori e premiali che conseguono al mancato rispetto del patto di stabilità.
In altri termini, il nuovo provvedimento normativo individua nella relazione di fine mandato o legislatura, che costituisce un rendiconto finale dell’attività svolta, un vero e proprio strumento pubblico di controllo democratico nei confronti degli amministratori regionali e locali, in vista delle successive elezioni. 
Quindi, l’accertamento sul versante finanziario demandato alla Corte in sede di controllo vede accresciuto di molto il principio della responsabilità nell’ambito della pubblica amministrazione, colpendo sul piano personale comportamenti non coerenti con i principi sopra enunciati; gli effetti sanzionatori, rivolti agli amministratori degli enti che non rispettino i predetti obiettivi, sono molto pesanti, giungendo fino all`incandidabilità per dieci anni. E’ di particolare rilievo, in questo quadro evolutivo sin qui tracciato, il potere attribuito alla Corte dei Conti in sede di controllo dall’articolo 6, comma 2, qualora dalle pronunce delle Sezioni regionali emergano comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, la violazione degli obiettivi di finanza pubblica o squilibri del bilancio in grado di provocare il dissesto: indicare al medesimo ente locale l’adozione, entro un congruo termine, delle misure correttive necessarie per il conseguimento dell’equilibrio finanziario e, nel caso in cui queste misure vengano disattese, accertato l’inadempimento, dovrà trasmettere gli atti al Prefetto, ai fini della deliberazione dello stato di dissesto e della procedura per lo scioglimento del Consiglio dell’ente locale. In tal modo la dichiarazione dello stato di dissesto effettuata dal Prefetto viene correlata alle risultanze dei controlli effettuati dalla Corte dei Conti. 
Si tratta di un’innovazione ordinamentale di estrema rilevanza. Il legislatore, difatti, nel chiaro intento di rendere più concreto il risanamento delle amministrazioni, ha affidato ad autorità esterne (Corte dei Conti e Prefettura) l’accertamento della situazione di dissesto, misura alla quale vanno collegate le nuove sanzioni nei confronti degli amministratori locali previste dal citato decreto legislativo (art. 6, comma 1). In questo caso, il ruolo della Corte viene inserito nel meccanismo sanzionatorio che può portare alla deliberazione dello stato di dissesto e della procedura per lo scioglimento del Consiglio dell’ente ad opera del Prefetto.
Fatta questa doverosa premessa, trattiamo ora della pronuncia n. 127/2012 della Corte dei Conti, riguardante il conto consuntivo 2010, approvato con delibera commissariale n. 15, del 29.04.2011.
Come già detto, con l’entrata in vigore della legge finanziaria 2006 il Comune di Serra San Bruno è stato obbligato a trasmettere i bilanci alla Corte dei Conti e, annualmente, il Sindaco Lo Iacono, come del resto tutti i Sindaci e Presidenti di Provincia della Calabria, hanno dovuto presentarsi nella sala delle adunanze per chiarire il contenuto dei documenti contabili e rispondere a tutti i rilievi sollevati.
Sin dalla prima pronuncia della Corte si è capito che non ci sarebbe stato più spazio per stratagemmi o artefici per chiudere in pareggio conti o bilanci e per tali considerazioni, grazie alla proficua e professionale collaborazione della Responsabile del servizio finanziario, la nostra Giunta ha avviato un processo di risanamento decidendo di chiudere il primo anno di consiliatura con un Disavanzo di amministrazione di 454.000,00 euro intervenendo anche sui residui attivi e passivi degli anni precedenti, con la conseguente impossibilità di fare nuove assunzioni o rinnovi e di contrarre mutui di qualsiasi natura.
Negli anni seguenti, grazie ad una sana e rigorosa gestione, siamo sempre riusciti a rispettare il patto di stabilità, contenendo le spese e migliorando le entrate, anche strutturali. Pochi sanno, ad esempio, che, grazie ad una nostra richiesta formulata ai sensi di una vecchia legge del 1955, ogni anno le Centrali Elettriche di Cardinale e Satriano pagano al Comune di Serra San Bruno un canone annuale di circa 73.000,00 euro, per il semplice fatto che tali centrali funzionano anche grazie all’acqua proveniente dal nostro fiume Ancinale. Così come pochi sanno che, grazie alla nostra continua e feconda attività amministrativa, siamo riusciti ad ottenere dal Ministero dell’Interno, per l’ex personale ATA che negli anni passati dal Comune è transitato nelle Scuole, la cospicua somma di oltre 850.000,00 euro, in conto arretrati, e che circa 80.000,00 euro sono annualmente erogati con i trasferimenti erariali. 
Tuttavia, gli sforzi compiuti venivano ogni anno resi vani dai sempre più pesanti tagli che il Governo Berlusconi applicava ai trasferimenti previsti per il nostro Comune (- € 303.774,95 solo per l’anno 2010), che poco spazio davano ad una seria e prospettica programmazione di sviluppo. 
Ciò nonostante, ogni anno tutti i Responsabili venivano invitati ad un serio ed accorto accertamento dei residui attivi e passivi tendenti a raggiungere sempre più un pareggio di bilancio veritiero e sostenibile. 
Cosa che puntualmente hanno sempre fatto, fornendo nelle loro relazioni anche consigli di buona gestione onde evitare ulteriori indebitamenti. 
Ed infatti, solo due sono stati i mutui contratti con la Cassa DD PP dalla nostra Amministrazione: il primo di € 86.650,00 nell’anno 2009, per la ristrutturazione della Caserma VV FF; il secondo, di € 250.000,00 nel 2010, per la sostituzione di tutti i pali pericolosi della pubblica illuminazione che l’attuale Amministrazione ha speso per asfaltare le strade.
Oltre a ciò, con la Banca OPI sono stati contratti altri tre mutui, due dei quali per il pagamento di debiti fuori bilancio degli anni precedenti per un importo di € 351.990,68 e il terzo di € 230.000,00 per l’acquisto di automezzi e precisamente: il Furgone cestello, la Spazzatrice ed il Carro funebre, quest’ultimi due stranamente scomparsi dalla “circolazione”.
Per contro, onde evitare sentenze di condanna su questioni legali ereditate, abbiamo estinto debiti con transazioni per oltre 1.200.000,00 euro, di cui, solo per fare qualche esempio, circa 80.000,00 euro sono stati pagati al Comune di Cardinale, come tributo per conferimento rifiuti speciali dal 1999 al 2001 (Sindaco Salerno); circa 450.000,00 euro alla Multiservizi di Lamezia Terme per smaltimento rifiuti dal 2002 al 2005 (Censore); circa 400.000,00 per debiti di fornitura d’acqua dalla Regione dal 2001 al 2004 (Sindaci Salerno-Censore).
Comunque, ciò nonostante, grande attenzione è stata sempre riservata agli otto parametri di deficitarietà, previsti dall’allora in vigore Decreto 10 giugno 2003, n. 217, evitando di superarne i limiti imposti. 
Ma non potevamo mai immaginare, per esempio, che il Ministro Maroni, con il Governo Berlusconi, per il rendiconto 2009, potesse emanare un Decreto Ministeriale solo in data 24 settembre 2009, che ha poi, tra l’altro, trovato applicazione con una Circolare esplicativa del 3 marzo 2010, cioè due mesi dopo la chiusura dell’esercizio finanziario 2009, con il quale ha modificato i parametri deficitari portandoli da 8 a 10 e inserendo quale parametro negativo anche una “Eventuale esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% rispetto alle entrate correnti”.
Quest’arguzia ministeriale ha colto di sorpresa il nostro Comune che ha sempre utilizzato l’anticipazione per pagare puntualmente i dipendenti e, soprattutto, i circa 70 Lsu/Lpu, con la conseguenza che il conto consuntivo 2009 ha rispettato solo cinque parametri su dieci.
Diversamente, nell’anno 2010 ciò non è avvenuto, poiché il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è stato contenuto nella norma prima dalla nostra Amministrazione, durata fino al 4 novembre, e poi dal Commissario straordinario che è subentrato nella gestione a seguito dello scioglimento del consiglio comunale.
Giova precisare, comunque, che in occasione del passaggio delle consegne al Commissario straordinario e contestuale verifica di cassa, avvenuta in data 17 novembre 2010 presso la locale Banca Carime, risultava un saldo di diritto (positivo) pari ad € 187.931,20; un saldo di fatto (positivo) di € 195.513,08 e un utilizzo dell’anticipazione accordata pari a € 0,00.Orbene, con la deliberazione n. 127/2012, la Corte la Conti in relazione al rendiconto 2010 evidenzia la presenza di vari comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e di situazioni che, in assenza di nuove misure correttive, possono condurre alle conseguenze previste dall’art. 5, co. 2, del D. Lgs. 149/2011.
Infatti, scrive la Corte: anche se l’Ente non versa in una situazione strutturalmente deficitaria, considerato il miglioramento rispetto al 2009, per i motivi sopra espressi, il rendiconto 2010 presenta tuttavia il superamento di ben quattro parametri su dieci previsti dal citato D. M. 24 settembre 2009. 
Analizzando i diversi punti trattati nella deliberazione della Corte si evince che sono ben 12 le misure correttive che l’Ente è chiamato ad adottare, di cui alcune sicuramente di immediata attuazione sia di parte politica che burocratica, altre, invece, a nostro parere, di difficile soluzione, come ad esempio l’indebitamento che determina una eccessiva rigidità di bilancio e l’impossibilità di ricorrere al credito per finanziare investimenti.
Infatti, tra i parametri negativi vi è la “Consistenza dei debiti di finanziamento non assistiti da contribuzioni” ovverosia l’insensato reiterato ricorso a mutui a carico del Comune.
Ebbene, durante la nostra consiliatura sono stati accesi mutui per un importo complessivo di circa 900.000,00 euro su ben oltre 16 milioni di euro di mutui attivi accesi negli anni passati, quando il ricorso all’indebitamento non assistito da contribuzione regionale o nazionale era ricorrente per mascherare la propria incapacità politica ad attingere a finanziamenti pubblici. Negli anni antecedenti il 2002, ad esempio, l’allora Sindaco Salerno ha fatto mutui per svariati miliardi delle vecchie lire per le famose pietre del centro storico, per la costruzione del commissariato e dei relativi alloggi e per altre opere che all’epoca sarebbero potute essere finanziate con contributi regionali, nazionali o comunitari, mentre invece sono state realizzate tutte con soldi comunali che i serresi pagheranno ancora per i prossimi 15 anni. 
L’ultimo mutuo che l’allora Sindaco Salerno ha contratto prima della fine del mandato è stato quello per la costruzione di ossari nel cimitero comunale, per la modesta cifra di un milione e mezzo di euro. 
Tale mutuo è stato poi devoluto per pagare oltre un milione di euro di debiti fuori bilancio della gestione Salerno, riconosciuti dall’allora Consiglio Comunale con la “temporanea” diserzione dall’aula consiliare dell’ex Sindaco Censore.
Invero, alla nostra Giunta può essere attribuito solo il merito di essere riusciti a rinegoziare il tasso d’interesse su oltre 8.000.000,00 di euro di mutui, portandolo al 3,80% contro tassi che per tanti mutui raggiungevano anche il 22%. Ed ancora, per onore di verità, si potrebbe riconoscere il merito di aver chiuso, grazie al costante controllo giornaliero dell’Euribor 6 mesi, con poco più di 5.000,00 euro, uno SWAP voluto dall’allora Sindaco Censore in cambio di un po’ di liquidità, sugli 8.000.000,00 di euro di mutui citati che, visto l’andamento finanziario, oggi avrebbe potuto mandare in dissesto il Comune.
Altro parametro che merita un attento approfondimento è il Volume dei residui attivi (somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio) e passivi (somme impegnate e non pagate al termine dell’esercizio), costituiti prima del 2006 che, secondo quanto scrive la Corte, è estremamente critico.
In sede di bilancio, annualmente, i Responsabili dei vari Servizi procedono al riaccertamento dei residui attraverso una verifica delle ragioni del loro mantenimento, specie per quelli più vetusti, presentando alla Giunta una relazione da allegare al bilancio. 
Così, fin dal bilancio di previsione 2006, annualmente, la Giunta ha sempre tenuto conto di quanto comunicato dai Responsabili agendo di conseguenza. Come del resto, riteniamo abbia fatto il Commissario Straordinario approvando il Conto consuntivo 2010. Infatti, il Commissario, nonostante in conto competenza il Bilancio consuntivo avesse registrato un avanzo di amministrazione di € 99.017,20, ha determinato un saldo negativo nella gestione residui di - € 295.958,88 (guarda caso, tutti residui attivi ritenuti insussistenti antecedenti al 2006, tra cui € 53.690,86 per le Celebrazioni del IX Centenario di San Bruno del 2001) con la conseguenza che il risultato di amministrazione è stato negativo di - € 196.941,68 (avanzo di amministrazione – gestione residui).
Tuttavia, la Corte dei Conti ritiene che per la vetustà dei residui degli anni antecedenti alla nostra consiliatura, che potrebbe fortemente compromettere l’attendibilità del quadro finanziario, occorre procedere subito con un analitico esame delle ragioni di mantenimento di tutti i residui attivi costituiti prima del 2006.
Ultimo aspetto della deliberazione della Corte su cui è necessario soffermarsi, prima di giungere alle conclusioni è quello relativo alla “Spesa per il personale”.
Secondo quanto riportato al punto 1.3. della citata deliberazione della Corte dei Conti l’Ente rispetta l’art. 1 co. 557, della L. 296/2006 (legge finanziaria 2007) solo escludendo sussidi e contributi per LSU ed LPU. 
La Corte sostiene, infatti, che la spesa per LSU/LPU costituisce spesa del personale da computare ai sensi del comma citato, sia nel caso di LSU/LPU stabilizzati, che nel caso di LSU/LPU non ancora stabilizzati ma per i quali sussista l’obbligo di stabilizzare in un momento successivo. 
Anche se non condivisibile, questa interpretazione pone chiaramente seri problemi alla gestione finanziaria sotto diversi aspetti tra cui quello dell’errata imputazione della spesa in “Servizi conto terzi” che, di conseguenza, mette in seria discussione il rispetto del “Patto di stabilità, oltre a richiedere l’immediata applicazione del divieto di cui all’art. 76, comma 4, del D. L. 112/2008.
Per quanto tutto sopra riteniamo doveroso chiedere alla S.S. di attivarsi immediatamente e di porre in essere tutte le attività ritenute necessarie ad adottare le misure richieste dalla Corte dei Conti e, a tal fine, in uno spirito di collaborazione e di responsabilità si propone di:1.Affidare la Responsabilità del Servizio Finanziario alla D.ssa Brunella TRIPODI, oggi in capo al Segretario Generale, in quanto è l’unica in servizio a conoscere le leggi in materia e a possedere le giuste professionalità a ricoprire l’incarico di Responsabile;
2.Comunicare immediatamente ai Responsabili dei vari Servizi il contenuto della deliberazione della Corte dei Conti n. 127/2012 e chiedere agli stessi la conferma o l’eventuale modifica della Ricognizione dei residui attivi e passivi, già trasmessa e pubblicata, da inserire nel Conto del Bilancio dell’esercizio finanziario 2011;
3.Procedere immediatamente ad annullare tutti gli atti posti in essere che possano contribuire al superamento dei limiti imposti dell’art. 1, comma 557, della legge 296/2006, almeno fino a quando non venga superata l’interpretazione della Corte in merito alla computazione della spesa per gli LSU/LPU.
4.Annullare ogni atto/contratto posto in essere che possa determinare elusione dei vincoli in materia di patto di stabilità e spese per il personale (Circolare MEF n. 11, del 6 aprile 2011 e art. 20, commi 10 e seguenti, del D.L. 98/2011);
5.Procedere con la riscossione dei residui attivi in particolare di quelli inerenti la Tarsu, Acquedotto, Depurazione e Fognature) che registrano oltre 2.000.000,00 di euro di residui attivi, possibilmente agevolando l’utenza che versa in serie difficoltà economiche con pagamenti rateali;
6.Convocare quanto prima il Consiglio Comunale per l’adozione delle misure correttive.In questi termini è la posizione dei sottoscritti che non si sono mai sottratti alle proprie responsabilità convinti di aver amministrato la cosa pubblica secondo criteri di trasparenza, legalità, democrazia e competenza. Non ci preoccupano dossier tesi a screditare il nostro operato o a far rilevare nostre responsabilità personali, perché alle parole abbiamo sempre risposto e continueremo a farlo con i fatti e documenti alla mano.
E poi, di dossier a Serra ne attendono tutti. Chi dalla DDA, chi dalla Prefettura, chi dalla Procura, chi dalla Corte dei Conti. Per cui, ad ognuno il suo.
Infine, per chiudere con le “tegole” richiamate dal corrispondente Bruno Vellone, riteniamo che mai migliore affermazione è stata fatta. Difatti, sono tante le responsabilità che l’attuale Amministrazione ha ereditato dalla nostra Gestione e che ad oggi non è riuscita ad affrontare e portare a termine.
Solo per citarne alcune: Raccolta Differenziata dei Rifiuti; Piano Strutturale Comunale (ex Piano Regolatore) senza il quale l’economia della nostra comunità non avrà alcuna prospettiva di sviluppo distrutta; Azione legale contro il colosso SORICAL, che la nostra Giunta ha avviato; Piano di utilizzo del Bosco; Centro RAEE; Discarica per Inerti, già autorizzata dal Commissario e che avrebbe risolto l’annoso problema delle Ditte Edili per lo smaltimento dei rifiuti provenienti da ristrutturazioni; Avviamento del Paese Albergo, che stranamente è stato volutamente interrotto; Patto Territoriale, che non produce ma spende; Rimodulazione del Patto Territoriale, che a quanto pare la Sua Amministrazione non è stata in grado di farsi finanziare, nonostante la precedente Giunta era riuscita ad ottenere l’approvazione dal Ministero dello Sviluppo Economico in data 17/08/2010 con prot. 0024532; Parcheggi in località “Rosarella” (PIAR); Strade interpoderali “Tavolella” e “Guido” (PIAR); Centro di Informazione Turistica, definitivamente chiuso; Realizzazione di parcheggi ed adeguamento della rete viaria e dei servizi delle aree di pertinenza della Certosa (PIS-ORESTE) ; Usi Civici; ecc. ecc. . Forse l’unica cosa di cui la sua amministrazione può essere orgogliosa è la “riconversione” del Kursaal in canile (non a norma. Ovviamente), nel silenzio assordante quanto omertoso, che ormai contraddistingue questo paese.Distinti saluti. 
Serra San Bruno, 29.08.2012"
 
Raffaele Lo Iacono (gia' Sindaco di Serra San Bruno, Consigliere Comunale MPA-AD), Giuseppe Raffele (Consigliere Provinciale,Consigliere Comunale Lista civica La Serra), Biagio Vavala' (giá Assessore Comune Serra S. Bruno), Maria Abronzino (giá Assessore Comune di Serra San Bruno), Antonio Procopio (già Assessore Comune di Serra S. Bruno), Francesco Bonazza (già Assessore Comune di Serra S. Bruno)

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