Domenica, 26 Maggio 2019 17:47

"Patria e Costituzione" contesta il bando del Parco: «Guide al MuFar, un avviso farlocco»

Scritto da Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo: 

È trascorso poco più di un mese da quando il consiglio comunale di Mongiana ha approvato la convenzione che, di fatto, trasferisce al Parco naturale regionale delle Serre la gestione di alcune infrastrutture e beni d’interesse storico, architettonico, culturale e naturalistico, ricadenti nell’area di perimetrazione di competenza dell’ente Parco stesso.

Nella convenzione sono indicati i beni immobili, d’interesse archeologico e non, individuati dall’amministrazione comunale di Mongiana e rilevati dall’ente Parco per un quinquennio al fine di promuoverli e valorizzarli. Qualche giorno addietro apprendo di un avviso esplorativo di manifestazione d’interesse emanato dall’ente Parco, pubblicato altresì dal Comune di Mongiana sul proprio albo online.

L’avviso esplorativo di manifestazione d’interesse riguarda la formazione di personale per il servizio d’informazione e accoglienza turistica al museo delle reali ferriere per il periodo luglio 2019 – luglio 2020. Durante la lettura rilevo che l’avviso è manchevole di alcune doverose precisazioni (tipologia di contratto di assunzione o d’incarico, parametri del tipo etico e morale, retribuzione, etc.) e inoltre, è rivolto ai soli residenti di Mongiana e questo ha sollevato in me un forte dubbio di legittimità. Perché l’avviso è rivolto esclusivamente ai residenti escludendo, di fatto, i non residenti? E’ legittimo e si può fare? A mio avviso no, non si può, e ne spiego le ragioni.

Anzitutto tengo a precisare che l’ente Parco è costituito anche dalla comunità del Parco, in altre parole, da tutti quei Comuni ricadenti nel territorio di perimetrazione del Parco e che dovrebbero, secondo me, interessarsi in misura maggiore delle dinamiche politiche e gestionali messe e da mettere in campo. Per tale motivo penso che le amministrazioni comunali locali debbano sviluppare azioni concertative d’inserimento lavorativo e sociale che possano ben adattarsi con il nostro territorio, auspicando, pertanto, che i Comuni sviluppino una maggiore consapevolezza di appartenenza a detta comunità del Parco.

Evidenzio come l’articolo 51, comma primo, della Costituzione italiana preveda che tutti i cittadini possano accedere agli uffici pubblici secondo i requisiti stabiliti dalla legge. “Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”.

Sulla base di tale precetto costituzionale la giurisprudenza della Corte costituzionale, ha chiarito che “l’accesso in condizioni di parità ai pubblici uffici può subire deroghe, con specifico riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando il requisito medesimo sia ricollegabile, come mezzo al fine, all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato” (Corte cost. sent. n. 158 del 1969, n. 86 del 1963, n. 13 del 1961, n. 15 del 1960, secondo la ricostruzione effettuata dall’ordinanza n. 33 del 1988).

Allo stesso tempo la Corte costituzionale ha precisato che “non é razionale né corrisponde propriamente al fine di una migliore organizzazione del servizio, che sia data prevalenza assoluta, in materia di assunzioni impiegatizie, a situazioni estrinseche di residenza su situazioni intrinseche di merito.”, e che è da considerarsi illegittima una norma che “escludendo la possibilità di valutazione del merito comparativo, concede un aprioristico titolo preferenziale ai soli residenti in sede regionale” (Corte Cost. sentenza n. 158 del 1969).

A mio parere quindi, l’avviso esplorativo emanato dall’ente Parco, può essere definito una preliminare manifestazione d’interesse, propedeutica al successivo espletamento d’idoneo e ulteriore avviso pubblico per il conferimento di detti incarichi. Allo stato attuale l’avviso lascia il tempo che trova: Trattasi dunque di una procedura concreta, trasparente e sincera? O ci troviamo davanti ad una procedura di alto camuffamento?

Per me, dunque, allo stato attuale si tratta di un semplice elenco dal quale attingere, alla bisogna, i nominativi considerati idonei. Quanto da me qui esposto, trova ulteriore conferma nell’articolato della convenzione che, appunto, smentisce la necessità di selezionare personale in riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando il requisito medesimo sia ricollegabile, come mezzo al fine, all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato. Anche questo viene meno poiché, nella convenzione sottoscritta dai due enti, vi sono esattamente inserite all’art 3, le seguenti specifiche:

  • il servizio dovrà essere effettuato, su prenotazione o in base ad un calendario predefinito, per i giorni feriali e per i festivi, eccetto la sola giornata del lunedì fissato quale giorno di chiusura;
  • il Parco si impegna alla formazione delle guide necessarie che accompagnano i gruppi di visitatori e da impiegare in tutti gli altri eventi o manifestazione che saranno organizzate all’interno delle strutture;
  • la presenza della guida dovrà essere garantita almeno 15 minuti prima dell’orario previsto per la visita guidata a gruppi;
  • le prenotazioni dovranno essere effettuate tramite il Parco secondo le modalità stabilite dallo stesso e che saranno rese pubbliche attraverso il sito web dell’ente Parco e del Comune, eventuali disdette delle prenotazioni dovranno essere tempestivamente comunicate.

Non vi è, dunque, nessun carattere particolare e/o esigenze tali da ricondurre la selezione del personale da formare al requisito della residenza. In ultima analisi vi è l’art. 37 del ddl lavoro collegato alla finanziaria. L’emendamento approvato stabilisce che: “Il principio della parità di condizioni per l’acceso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato”.

In definitiva, sono ammesse ragionevoli discriminazioni fra concorrenti basate sulla residenza solo se esse sono corrispondenti a situazioni connesse con l’esistenza di particolari e razionali motivi di più idonea organizzazione di servizi. La discriminante, appunto, è da ricondurre interamente alla preclusione dei non residenti di presentare, alla pari dei residenti, idonea istanza di manifestazione d’interesse. Semmai, l’essere residente a Mongiana potrebbe essere un requisito preferenziale nella fase di valutazione dei candidati, così come potrebbe esserlo la conoscenza di lingue straniere o aver completato corsi di formazione, come ad esempio sulla comunicazione o sulla informazione, l’età, le esperienze maturate ed i titoli professionali o di studio posseduti, etc. Mai e poi mai l’essere residente in un Comune che non sia Mongiana può essere precludente, così come nella fattispecie descritta, di un percorso ad evidenza pubblica emanato da un ente pubblico. Immaginiamo un po’! Che cosa accadrebbe se le pubbliche amministrazioni dovessero precludere la partecipazione a tutti i non residenti, circoscrivendo l’ambito territoriale di lavoro ai soli residenti di un determinato luogo? Questo io lo definisco “isolazionismo municipale del lavoro”.

A mio avviso farebbe bene l’Ente Parco naturale regionale delle Serre se rivisitasse la propria posizione, ammettendo, di fatto, tutte quelle domande di candidati, residenti e non, che dovessero arrivare. In ultimo, è degna di nota il rilievo di una specifica riportata nell’avviso esplorativo, ovvero: “Con il presente avviso non è indetta alcuna procedura di affidamento e, pertanto, non sono previste graduatorie, attribuzioni di punteggi o altre classificazioni di merito”. Orbene, questa ultima specifica da sola non basta per eludere le corrette vie della legalità, della trasparenza e della pubblicità. Patria e Costituzione continuerà, pertanto, a seguire tale procedure con particolare attenzione.

Adriano Renda
Organizzazione politica “Patria e Costituzione”

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