Mercoledì, 24 Aprile 2019 14:09

Serra, il Comune replica alla Pro Loco: «Hanno fini politici. La sede usata come club privato»

Scritto da Redazione
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SERRA SAN BRUNO - «Abbiamo sempre dato attenzione alla Pro loco, ma dall’altra parte c’è stato un atteggiamento carico di pregiudizi, artatamente vittimistico ed animato da scopi squisitamente politici».

Così l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Tassone risponde alle recenti accuse della Pro loco. «È stato fatto un ripetuto uso improprio della sede - si legge in una nota del Comune - che è stata spesso utilizzata come un club privato. Iniziative assolutamente private, personali o commerciali, certamente non autorizzate e testimoniate da foto diffuse a mezzo social, hanno contraddistinto gli ultimi due anni. Il marchio della Pro loco è stato strumentalmente utilizzato per fare politica e per mettere in atto azioni di attacco politico. Chi vuole coagulare il consenso deve farlo con la propria faccia, non con il marchio della Pro loco. Su questo deve esserci la massima chiarezza».

Quanto al progetto riguardante il rinnovamento della biblioteca “Enzo Vellone”, gli amministratori affermano che «non abbiamo perso tempo ed anzi ci siamo attivati per ottenere dalla Regione un’anticipazione del finanziamento. La realizzazione dello stesso progetto è stata prorogata fino a fine luglio. Abbiamo l’intenzione – hanno aggiunto – di gestire la biblioteca nel migliore dei modi ed esiste un progetto di unificarla con la biblioteca dell’Istituto d’Istruzione superiore».

In riferimento al manifesto diffuso dalla Pro loco, gli amministratori specificano che «si tratta di un’affissione abusiva, rimossa d’ufficio dalla Polizia municipale. Purtroppo, la Pro loco, che dovrebbe dare l’esempio, ha ritenuto anche stavolta di agire in spregio alle regole».

Altro capitolo è quello che riguarda la richiesta di finanziamento secondo le disposizioni della legge 13/85, in merito alla quale il gruppo di maggioranza precisa che «è previsto il coinvolgimento di tutte le associazioni, compresa la Pro loco» e che «per chiedere finanziamenti per la collettività, non è certo necessario sottoporsi all’autorizzazione preventiva della Pro loco che, anche in questa occasione, ha palesato la volontà di far apparire come qualcosa di losco, un’azione che in realtà mirava all’interesse della comunità».

«Invitiamo il presidente – concludono gli amministratori – che consideriamo persona seria, a non prestarsi a questi giochi. Diversamente, dovrebbe valutare l’opportunità di presentare le dimissioni».

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