Giovedì, 13 Dicembre 2012 16:59

Serra senz'acqua: il silenzio di Comune e Sorical e la dipendenza dall'Alaco

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mini acqua_serraSerra San Bruno si scopre un'altra volta arida, prosciugata all'improvviso del suo bene più prezioso. Quasi da due giorni senz'acqua, i serresi si ritrovano esasperati dai disagi che sono costretti ad affrontare. Dall'amministrazione comunale il buio totale: nessuna informazione ufficiale, nessun avviso ai cittadini, solo qualche parola confusa, condita da timide rassicurazioni poco credibili anche alle orecchie di chi le pronuncia. Al solito, quando si tratta di acqua, nessuno ha idea di cosa fare, di come risolvere il problema. Un paese allo sbaraglio, in balìa degli umori velenosi dell'Alaco, dell'inefficienza di Sorical e dell'ignavia dell'amministrazione Rosi.

L'anno scorso ci trovammo all'improvviso a secco sotto un metro di neve.

Allora fu un guasto all'impianto elettrico dell'Alaco a provocare il black out idrico. Il motivo dell'interruzione che, con qualche intermittenza, va avanti da ieri, invece, starebbe in un problema nel funzionamento del ripartitore d'acqua della Sorical che si trova in località colle Morrone, nel territorio di Simbario. Ieri mattina, senza alcun preavviso, i serresi hanno scoperto che i loro rubinetti erano a secco. L'acqua è tornata ieri sera, oggi è andata via di nuovo, e mentre scriviamo sta tornando, anche se non dappertutto. Devono essere stati colti di sorpresa anche in comune - capita spesso, ultimamente - visto che ad alcuni cittadini che andavano a chiedere conto del problema, veniva risposto che dovevano rivolgersi a Sorical e non in municipio, anche se gli utenti non hanno alcun rapporto diretto con la società monopolista delle acque calabresi, che stipula contratti solo con i comuni, non con i cittadini.

E qui sta il problema vero, che nessuno ha mai voluto risolvere, nè le amministrazioni precedenti, nè quell'attuale che pure, oltre ad altre irrealizzabili amenità, aveva promesso anche questo. La politica calabrese, in combutta con le multinazionali dell'acqua, ha creato un sistema di dipendenza da Sorical e, per noi, dal bacino dell'Alaco. Ancora una volta è arrivata la conferma che siamo totalmente dipendenti da una cloaca, un'ex discarica abusiva che da 6 anni manda un liquido malsano nelle nostre case. Le responsabilità di questo disastro sono diffuse e trasversali, tanto che oggi se ne occupa la magistratura. La stessa magistratura che il 17 maggio scorso ha confermato le preoccupazioni degli attivisti locali che sull'Alaco lanciano allarmi da tempo, inascoltati. L'inchiesta "Acquaraggia" è stata trasmessa dalla Rai, viene riproposta anche nelle scuole, recentemente è stata acquisita agli atti dell'inchiesta "Acqua sporca" e gli autori stanno collaborando con gli inquirenti. Eppure a Serra, neanche col pretesto di un guasto, nessuno si pone il problema. Un paese noto per l'acqua pura che sgorga dalle sue montagne, ridotto in queste condizioni.

Ma no. Siamo noi, i soliti allarmisti. E' tutto a posto. Il sindaco chiama l'ingegnere (indagato per avvelenamento colposo di acque) della Sorical, l'ingegnere dice che va tutto bene, che stanno lavorando per noi, e il sindaco si sente subito rassicurato. Ha fatto il suo lavoro. Ha amministrato come il buon padre di famiglia. Poi, una volta risolto il problema del momento, Sorical e Comune possono tornare tranquillamente a derubare i cittadini con bollette stratosferiche e illegittime. E possono anche ricominciare ad avvelenarli. 

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