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Sabato, 17 Giugno 2017 11:07

Asp di Vibo, approvato il progetto 'Dialisi vacanza 2017'

Scritto da  Redazione

Stava rischiando di saltare il programma “Dialisi vacanza 2017”, un servizio offerto dall’Asp di Vibo Valentia per far fronte alle numerose richieste presentate da pazienti dializzati che risiedono fuori regione e che intendono trascorrere parte delle vacanze nella nostra provincia. Ma, quasi fuori tempo massimo, ecco che il direttore generale dell’Azienda sanitaria vibonese, Angela Caligiuri, ha approvato ieri il programma ufficiale, aprendo di fatto la procedura che permetterà di trascorre un’estate tranquilla nel Vibonese a chi necessita di sedute dialitiche.

Nei mesi dell’estate 2016 furono oltre 500 i pazienti trattati, con ricavi per l’Asp di oltre 100mila euro. Anche quest’anno, secondo quanto riportato nel programma approvato ieri, i siti dove si potrà usufruire del servizio saranno 4 in tutto il territorio provinciale, localizzate presso le strutture sanitarie di Serra San Bruno, Tropea, Nicotera e Vibo Valentia.

Un programma che permetterà quindi a molti  pazienti di ricongiungersi ai familiari dei paesi di origine. Il progetto comporterà un costo presunto di 90mila euro e vedrà concretamente il via solo in seguito alla definizione dei turni del personale medico, infermieristico e di supporto assistenziale, combinato in maniera da garantire le prestazioni di dialisi anche ai pazienti autoctoni.

A tal proposito, il responsabile Giuseppe Ascoli, confermato anche per quest’anno e che vanta una consolidata esperienza in questo delicato settore di cura, incontrerà, previa convocazione, il personale in forza all’Asp che intenderà formalizzare l’adesione al programma. Il progetto aveva, nelle scorse settimane, conosciuto una fase di stallo proprio a causa della timbratura del personale a fine servizio, legato al fatto che nell’estate precedente il personale era stato costretto a rimanere all’interno delle strutture fino all’orario di fine servizio, anche nel caso in cui il paziente avesse terminato in anticipo il turno di dialisi.

La controversia pare essere stata risolta, con una soluzione che pare sia stata calibrata in funzione delle necessità del personale pronto a garantire il servizio. In ogni caso si tratta di una progetto che consente di contribuire al miglioramento della qualità della vita dei dializzati, di rilanciare l’immagine aziendale e di ridurre le spese derivanti dall’emigrazione sanitaria.

 

 

 

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