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Giovedì, 20 Luglio 2017 23:25

Lupi avvistati nei boschi delle Serre, l'appello del Wwf: "Vanno difesi" – IL VIDEO

Scritto da  Redazione

Di simili avvistamenti si parla da tempo, ma ora ci sono anche i video a testimoniare la presenza del lupo sui monti delle Serre.

E sembra proprio che negli ultimi tempi l’affascinante animale abbia preso confidenza con questi luoghi.

Tre esemplari di cucciolo di lupo sono stati filmati tre giorni fa da un boscaiolo, Giuseppe Squillacioti, mentre stava lavorando nei boschi di località Lacina, nel territorio di Brognaturo. «Sono stati tutto il tempo lì con noi – ha dichiarato Squillacioti – tre cuccioli, uno di loro mi ha colpito per la corporatura troppo esile. La cosa mi è parsa alquanto strana, anche perché solitamente non stanno vicino all’uomo. Sembravano spaesati, come se avessero perso la madre. Alcuni miei colleghi, infatti, mi hanno detto di averne visto degli esemplari grandi nei giorni scorsi, ma adesso sembrano spariti».

 

(Qui anche un video pubblicato ieri da Il Vibonese)

Di seguito l’appello lanciato dal Wwf:

La favola del lupo cattivo
Nonostante la conoscenza scientifica avanzata che abbiamo acquisito sulla biologia e il comportamento di tantissime specie, l’immagine antica del lupo famelico e aggressivo, terrore dei nostri boschi, frutto di favole e leggende, continua a permeare la cultura di un numero importante di persone. La paura del lupo è fondamentalmente dovuta all’ignoranza, che viene purtroppo facilmente manipolata e condizionata. Non esistono animali “cattivi”, si tratta di categorie umane che vengono attribuite a specie che semplicemente vivono con gli affascinanti comportamenti che le caratterizzano.

Il lupo è una specie particolarmente protetta da leggi nazionali ed internazionali per l’enorme impatto che ha avuto la sua storica persecuzione da parte dell’uomo. I lupi vanno difesi e tutelati perché: la funzione ecologica del lupo, ritenuta in conflitto con gli interessi venatori, impatta efficacemente sulle popolazioni di ungulati, inducendo effetti anche a beneficio degli agricoltori, degli ecosistemi forestali e sulla stessa salute delle popolazioni di prede. Il contesto venatorio è ostile alla presenza del lupo perché lo ritiene in competizione per la selvaggina, negando il fondamentale ruolo ecologico dell’azione di predazione che esercita sulla fauna selvatica.

E’ una risorsa dunque, per l’ambiente e per i territori che lo ospitano sia dal punto di vista della biodiversità che dal punto di vista del turismo naturalistico, sempre più numeroso.

Il mito dell'abbattimento selettivo
Da più parti, ancora oggi, emerge l’ipotesi di prevedere l’abbattimento “selettivo” di alcuni individui, per controllarne il numero, ipotesi assai discutibile. Come abbiamo già più volte ribadito, gli studi dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia), unite ad una corretta attività di informazione, si sono dimostrate la soluzione più efficace per garantire la convivenza della zootecnia con la presenza del lupo.

La specie è oggi in evidente ripresa, ma non può essere ritenuta fuori pericolo nel territorio nazionale a causa della persistenza di minacce quali: 

  • ibridazione con il cane;
  • bracconaggio;
  • collisioni con veicoli; 
  • malattie come il cimurro.

Il Wwf Italia, anche insieme alle associazioni degli allevatori (ad esempio con il Progetto LIFE Med-Wolf) lavora per la favorire la diffusione dei sistemi di prevenzione del danno (specie con l’utilizzo dei cani da guardiania), con la soddisfazione da parte degli allevatori coinvolti (vedi Abruzzo).
La strada da seguire è chiara ed occorre un impegno costante e serio, per liberare completamente il campo dall’illegalità e ottenere così risultati concreti e positivi verso la convivenza tra l’uomo e le specie predatrici, come il lupo.

Per fermare la strage e per sostenere la biodiversità Wwf Italia lancia il progetto lupo, una raccolta fondi con l’obiettivo di sostenere diverse iniziative per la riduzione del bracconaggio di specie selvatiche simbolo della Natura d’Italia, con particolare riferimento alle specie simbolo Lupo: 

  • Fermare il bracconaggio (costo 80.000 euro l’anno);
  • Prendersi cura degli esemplari feriti dai bracconieri o investiti sulle strade e ricoverati nei Centri di recupero per Animali selvatici del Wwf (60.000 euro l’anno);
  • Promuovere l’impiego di tecniche tradizionali di pastorizia per scoraggiare eventuali attacchi dei lupi agli allevamenti e diminuire il conflitto uomo-lupo (50.000 euro l’anno);
  • Creare corridoi verdi protetti per salvaguardare i lupi da pericoli e minacce nei boschi (40.000 euro l’anno);
  • Aumentare la sorveglianza nei luoghi dove sono stati avvistati più lupi (30.000 euro l’anno). 

E’ possibile sostenere il progetto lupo del Wwf con donazioni minime di 10 euro. Sono pochi soldi per noi ma possono diventare moltissimi se la partecipazione sarà di massa. Solo in questo modo si possono mettere in atto strategie di difesa concrete e di salvaguardia del lupo e della biodiversità nei boschi alpini e appenninici, ma anche nei Parchi naturali e nelle aree protette.

 

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