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Mercoledì, 09 Agosto 2017 17:42

Spadola, sette consiglieri rinunciano alle indennità di carica per destinarle alle politiche sociali

Scritto da  Redazione

SPADOLA - Una seduta consiliare, quella tenuta lo scorso 28 luglio, che ancora oggi, a distanza di oltre dieci giorni, sta facendo registrare un lungo strascico di polemiche. Nel corso dell’ultima adunata la massima assise cittadina si era infatti riunita per discutere diversi punti all’ordine del giorno, tra i quali anche quello inerente alla rideterminazione delle indennità spettanti agli amministratori in carica.

La seduta aveva contato sulla partecipazione di tutti i componenti del consiglio, sia fra gli scranni della maggioranza che fra quelli dell’opposizione, e proprio in riferimento all’argomento in questione era stata la capogruppo di “SiAmo Spadola”, Maria Stella Sodaro, a proporre la rinuncia dell’indennità spettante agli amministratori e la contestuale attribuzione di tali fondi a interventi di politiche sociali.

La discussione era emersa anche rispetto alla necessità, imposta dalla normativa vigente, di ridurre del 10% l’ammontare del gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali  e delle indennità di funzione degli assessori, del sindaco e del suo vice. Tali importi, per quel che concerne l’amministrazione comunale della cittadina della Minerva, sono stati quindi pattuiti, in relazione al numero degli abitanti, in 929,62 euro mensili per il sindaco; 139,44 euro mensili per il vice sindaco e 92,96 euro mensili per l’assessore. Ai consiglieri comunali sarebbe spettato, invece, un gettone di presenza di 11,46 euro per ogni partecipazione alle sedute consiliari. E proprio in riferimento a ciò era arrivata nel corso della stessa seduta la proposta avanzata dal capogruppo dell’opposizione che aveva invitato tutti i componenti dell’assise a rinunciare – come già detto – agli importi spettanti ad ogni carica amministrativa per destinarla al capitolo del bilancio comunale inerente alle politiche sociali.

A raccogliere l’invito del capogruppo Sodaro sono stati però soltanto i consiglieri Giuseppe Parise, Nicola Antonio Procopio, Angelo Versace, Bruno Galle, Bruno Gallè e Gerardo Vavalà, con la decisione dunque, in particolare del primo cittadino Piromalli e degli altri due componenti della giunta, di continuare a percepire  l’indennità di carica. Una scelta che – per i componenti del gruppo “SiAmo Spadola” – non onorerebbe affatto i massimi vertici dell’amministrazione, che avrebbero quindi deciso di percepire in toto l’indennità senza destinarne neanche una minima parte al fondo per le politiche sociali. 

In ogni caso la rideterminazione è stata approvata con voto favore all’unanimità e la spesa prevista per le indennità di carica è stata inclusa, con effetto immediato, nel bilancio di previsione per il triennio 2017-2019.

 

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