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Mercoledì, 30 Agosto 2017 13:50

«Via dalla Provincia di Vibo», ma il futuro di Serra dipende da Spadola

Scritto da  Salvatore Albanese

Brognaturo, il paese più piccolo tra i 50 complessivi della provincia di Vibo Valentia con soli 662 abitanti, si conferma l’ombelico dei piani “secessionisti” che stanno infiammando gli intenti di molti amministratori locali. Sembra diventare sempre più corposa, infatti, la schiera di consiglieri comunali e sindaci delle Serre che guardano con interesse all’idea di abbandonare la Provincia di Vibo Valentia per tornare sotto la giurisdizione di Catanzaro.

Il fulcro dell’ondata pro-Catanzaro si sta dunque rivelando il Municipio di piazza del Popolo, le cui redini sono tornate, dal giugno scorso, di nuovo nelle mani dello storico primo cittadino Cosmo Tassone. Proprio Tassone ha confermato - questa volta in via ufficiale - la convocazione di una seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale cittadino per dare il via ad una discussione, il più possibile condivisa, che possa portare dunque verso la “fuga” dal Vibonese.

Sono quattordici in totale i Municipi ai quali Tassone ha fatto recapitare l’invito per l’assise in programma il prossimo venerdì 1 settembre. La seduta, che avrà inizio alle ore 18, ha come oggetto l’«annunciata chiusura di 450 km di strade e di numerosi edifici scolastici della provincia di Vibo Valentia: ritorno con la provincia di Catanzaro», e rivelerà chi parteciperà degli amministratori e dei consiglieri d’opposizione di 7 Comuni ricadenti nella Provincia di Vibo (Spadola, Simbario, Serra San Bruno, Fabrizia, Mongiana e Nardodipace, oltre a Brognaturo stesso); 7 del Catanzarese (Cardinale, Torre di Ruggiero, Badolato, Guardavalle, San Sostene, Santa Caterina e Isca sullo Ionio) e uno nel Reggino (Stilo).

Parte quindi da Brognaturo la discussione rispetto ad un “esodo” verso il Catanzarese che ha comunque trovato fin da subito il pieno gradimento, tra gli altri, dei consiglieri comunali d’opposizione di Serra San Bruno appartenenti al gruppo ‘Liberamente’. Anzi, è stato proprio il sodalizio guidato dall’ex aspirante primo cittadino Alfredo Barillari che, anticipando i tempi, ha chiesto al sindaco Tassone di convocare un’assemblea straordinaria rispetto al cambio di giurisdizione provinciale.

Ma il futuro di Serra San Bruno, in tema di scelte dei singoli territori, non dipende esclusivamente dalla volontà degli amministratori di Brognaturo, Comune con contiguità territoriale rispetto alla provincia di Catanzaro. In realtà le sorti della cittadina della Certosa - indipendentemente dalla decisione che scaturirebbe da un referendum sulla possibilità di abbandonare il Vibonese - sarebbero sempre e comunque legate a doppio filo alle volontà di un altro Comune, quello di Spadola. Tra il territorio di Serra San Bruno è quello di Brognaturo non vi sono infatti punti di confine, il che porterebbe alla mancata contiguità territoriale tra la cittadina bruniana e la provincia di Catanzaro (infatti Serra confina soltanto con Arena, Gerocarne, Mongiana, Spadola, e Stilo ma non con Brognaturo o con comuni del Catanzarese). Affinché ciò avvenga, come già detto, diventa fondamentale la decisione che verrà eventualmente presa dalla comunità spadolese, il cui comune si estende come una lingua di terra frapponendosi proprio tra Serra e Brognaturo. 

Per quel che concerne la cittadina della Minerva, fino al momento, è stata solo l’opposizione del gruppo “SiAmo Spadola” ad aver ufficializzato la proprio presenza al consiglio comunale aperto di venerdì e, contestualmente, il proprio gradimento verso l’eventualità di convergere nel Catanzarese. Potrebbe assentarsi dalla seduta, invece, il primo cittadino spadolese, Cosmo Damiano Piromalli, e con lui tutto il resto della maggioranza consiliare. Ma gli umori dei diversi amministratori del comprensorio montano rispetto alla possibilità di uscire dalla Provincia di Vibo Valentia sembrano suggerire in realtà dei dati molto significativi anche sul piano politico. Dati che, in sintesi, sembrano disegnare uno spartiacque abbastanza definito con la quasi totalità degli amministratori delle Serre vicini al deputato di Serra San Bruno, Bruno Censore, che sembrano mantenere una posizione fredda rispetto alla vicenda o comunque orientati a disertare il consiglio straordinario di Brognaturo.

 

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