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Venerdì, 01 Settembre 2017 20:20

«Pronti ad atti di disobbedienza civile per tornare con Catanzaro»

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BROGNATURO - «Pur di portare a compimento la nostra battaglia, siamo pronti anche a scendere in campo con atti di disobbedienza civile».

Lo ha detto a chiare lettere e senza troppi tentennamenti il sindaco di Brognaturo, Cosmo Tassone, intervenendo nel corso del consiglio comunale aperto a tutta la cittadinanza dei centri delle Serre, nel corso del quale si è discusso sulle problematiche che persistono nel territorio vibonese e sul possibile distacco dalla Provincia di Vibo Valentia, con l’eventuale ritorno a quella di Catanzaro.

Seduti al tavolo c’erano presenti diversi rappresentanti istituzionali del territorio: gli amministratori del Comune di Brognaturo; i consiglieri comunali di minoranza del gruppo Liberamente di Serra San Bruno; l’ex primo cittadino di Fabrizia e oggi consigliere comunale di minoranza, Antonio Minniti; il gruppo di "SiAmo Spadola", opposizione in seno al consiglio comunale del paese della Minerva; il sindaco di Guardavalle, Giuseppe Ussia; il consigliere di minoranza al Comune di Mongiana, Francesco Angilletta e il sindaco di Simbario, Ovidio Romano. In sala, invece, non sono voluti mancare diversi imprenditori, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini.

Critiche al Partito democratico sono arrivate dallo stesso Cosmo Tassone, il quale ha sarcasticamente definito i rappresentanti democrat «rossi di sangue e bianchi di cervello», così come frecciate sono state rivolte al presidente della Provincia di Vibo, Andrea Niglia, «incapace di svolgere il proprio ruolo perché non ha neppure una minima conoscenza delle problematiche del territorio. La condizione è disastrosa – ha detto ancora Tassone – ma dobbiamo fare il possibile per difendere gli interessi dei cittadini, a differenza di chi, purtroppo, ancora oggi ha come solo e unico obiettivo quello di difendere la poltrona. Se Niglia si rende conto che non è nelle condizioni di governare per mancanza di risorse, vada a casa senza giri di parole. La politica ormai guarda solo al proprio tornaconto. È ora di difendere quelli che sono i bisogni della gente, mettendo da parte ogni schieramento e appartenenza politica». Per Alfredo Barillari, capogruppo di Liberamente al consiglio comunale di Serra San Bruno, «non è più possibile rimanere in silenzio e fare finta di nulla. Attraverso questi strumenti, finalmente ridiamo voce ai cittadini. Serra con Catanzaro aveva un peso politico specifico, cosa che purtroppo non avviene da quando siamo con la Provincia di Vibo. Negli ultimi anni, con la soppressione di servizi essenziali, è venuto meno l’intero indotto economico. E la colpa è anche della classe politica che abbiamo avuto nel corso del tempo, che non ha mai pensato ai diritti delle persone. Noi – ha concluso Barillari – stiamo piantando un seme, che sicuramente darà i suoi frutti». Critiche al sindaco di Spadola, Cosmo Damiano Piromalli sono poi arrivate dal capogruppo di opposizione, Giuseppe Parise: «Se oggi Piromalli non è presente, le motivazioni sono due: o Spadola ha avuto tanto dalla Provincia di Vibo oppure ci sono stati degli ordini di scuderia che hanno portato Piromalli a disertare la seduta». Per Antonio Minniti «bisogna lanciare una grande provocazione, che parta dal basso. Non dobbiamo fermarci alle enunciazioni ma, al contrario, far sì che la proposta sia finalizzata a difendere i diritti dei cittadini». Il sindaco di Guardavalle, Giuseppe Ussia, nell’evidenziare le difficoltà riscontrate sul tratto di strada che collega il centro della fascia ionica catanzarese al piccolo comune del Vibonese, ha annunciato che presto dovrebbe essere sistemata la strada che collega la zona di Elce della Vecchia a Brognaturo. In chiusura, gli interventi di un imprenditore serrese, un cittadino di Spadola, Angilletta e Raffaele Andrea Pisani, della Proloco di Serra San Bruno, con quest’ultimo che non ha risparmiato critiche a sindaci che non hanno dato la loro adesione all'iniziativa: «I primi cittadini assenti oggi – ha evidenziato l’attivista – hanno semplicemente messo la morale sotto ai piedi».

Alla fine è stata avanzata la proposta di formalizzare la costituzione di un comitato pro Catanzaro, portando avanti una battaglia di «democrazia diretta» tramite il referendum.

 

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