mini parco_serreRiceviamo e pubblichiamo:

Quanto avevo recentemente annunciato è avvenuto. Cinquanta operai idraulico-forestali sono stati “prestati” a quella “res” che ancora si insiste col chiamare Parco regionale delle Serre. Il consigliere regionale Nazzareno Salerno, incapace di fare cose concrete per il nostro territorio, soprattutto in materia specifica di sanità, in quanto presidente di commissione regionale, preferisce giocare al gioco delle tre carte con i padri di famiglia che lavorano nell’A.Fo.R.. È necessario ricordare come la figura controversa di Nazzareno Salerno, nella sua qualità Sindaco del comune di Serra San Bruno, avrebbe potuto fare, e, irresponsabilmente, non ha voluto fare, ovvero, quando la Regione Calabria ha finanziato la realizzazione di opere idraulico forestali attraverso il Fondo Sollievo Disoccupazione dando la possibilità ai Comuni che hanno presentato i progetti di avviare al lavoro circa trecento lavoratori disoccupati. All’epoca hanno aderito al progetto i soli comuni di Fabrizia, Nardodipace, Longobucco e San Giovanni in Fiore. Tali lavoratori assunti dalla società SCARL con contratto tempo determinato, furono successivamente trasferiti all’AFOR con contratto a tempo indeterminato. Tornando ai 50 operai che Salerno ha voluto a tutti i costi per farli lavorare nel Parco e, che già lavoravano, specificatamente ,nella forestazione regionale(A.Fo.R), ci chiediamo: cosa potrebbero fare di diverso o in più di quello che precedentemente già facevano per l’amministrazione regionale stessa? La risposta è: “nulla”; giacché continueranno a fare ciò che facevano prima: con lo stesso profilo salariale, con le stesse mansioni, ma, con un “padrone” diverso. Ovvero, i lavoratori sono stati esposti alla mercé di un soldo politico più specifico. A questo punto ci chiediamo: cosa ha promesso loro per fargli accettare il trasferimento? Non vogliamo accettare l’idea che siano state fatte loro delle promesse impossibili, ovvero, che i più fedeli saranno fatti sedere su una comoda poltrona dell’ente Parco. Ma, i più “cattivi” lo pensano già. Tutto ciò, naturalmente, non tenendo conto che: sottraendo personale all’A.Fo.R. l’ente s’indebolisce e, quando sarà messo in liquidazione varrà ancor meno di quanto vale oggi. In parole spicciole: autolesionismo bello e buono. Bene hanno fatto i sindacati a sollevare il problema. Oggi più che mai bisogna tutelare il lavoro e questo trasferimento non tutela assolutamente niente, anzi, tutt’altro! I livelli di disoccupazione stanno raggiungendo limiti molto pericolosi per la tenuta sociale della Nazione. La cronaca è piena di esempi che ci devono indurre a riflettere molto attentamente. Mentre la BCE consiglia vivamente al Governo italiano la soppressione di tutte le province, i nostri politici si preoccupano di tenere in vita carrozzoni politici già defunti. Le Comunità Montane calabresi somigliano alla Torre di Pisa che sembra venir giù senza mai cadere, mentre, i parchi aiutano la Calabria a diventare sempre più povera e disabitata. Si parla a sproposito di filiere, di produzione, di lavoro, di sviluppo sostenibile, ma il risultato è incontrovertibile: la povertà e la disoccupazione imperano. La Calabria rimane la regione più povera di tutta l’Europa. E la colpa di chi è? Se non di queste persone incapaci di dare risposte concrete, giuste e, soprattutto, al momento giusto, le quali, furbescamente, tengono conto solo delle loro esigenze elettorali. È doveroso, inoltre, precisare che (non fosse altro che per una forma di rispetto) consigliere Salerno nella frenesia di ringraziare il Governatore, (non si sa bene di che!) ha confuso i gli operai Idraulico-Forestali con i Forestali che, nella fattispecie, sono gli agenti del Corpo Forestale dello Stato a cui tanto dobbiamo sia per la tutela ambientale, sia per la tutela della nostra salute. Acquæ docet.

Francesco Pastore (M.s. Fiamma Tricolore)

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mini Luisa-LatellaDa qui a poche ore dovrebbe sciogliersi il rebus sulla nomina del commissario che guiderà il comune di Palermo dopo le dimissioni del sindaco Cammarata, e secondo quanto stanno riportando diversi organi di informazione - ieri ne ha dato notizia Repubblica, nelle pagine siciliane - in pole position per l'incarico ci sarebbe il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella. Alla guida dell'Ufficio territoriale del governo di Vibo dal 2009, la Latella starebbe ancora valutando se accettare o meno l'incarico, dubbi che potrebbero derivare dalla difficilissima situazione economico-finanziaria del comune di Palermo. In proposito, sarebbero determinanti eventuali garanzie che il governo nazionale potrebbe dare per traghettare l'ente verso acque meno agitate e verso nuove elezioni. Secondo la ricostruzione di Repubblica, sulla Latella sarebbe in atto il pressing del presidente della Regione Sicilia Lombardo e del ministro dell'Interno Cancellieri, ma il prefetto di Vibo avrebbe preso ancora 24 ore di tempo prima di decidere se accettare l'incarico e quindi lasciare Vibo Valentia.

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mini logo_rdtLa Rete difesa del Territorio "Franco Nisticò" non molla e continua a chiedere la fine del commissariamento dei rifiuti in Calabria. Di seguito la nota del movimento calabrese che da tempo lotta su più fronti per difendere il territorio e le sue risorse. "Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio: questo è il messaggio chiaro scaturito da un intenso anno di iniziative della RdT, culminato con la grande manifestazione del 12 Novembre a Crotone e proseguito col blocco della SS 106 a Cariati l’11 Dicembre. La parola d’ordine di queste manifestazioni è cristallina: fine del commissariamento all’emergenza rifiuti. Quello che fino a ieri era un porto delle nebbie di cui molti cittadini ignoravano l’esistenza, è diventato noto a tutti i calabresi ed ha suscitato il grido che dalle strade di Crotone è giunto stridente fino a Palazzo Campanella ed ai palazzi romani: "mò basta".

Le voci che si susseguono in questi giorni e la mancata consueta proroga del commissariamento calabrese nel decreto “mille proroghe” sembrano dar ragione a quei calabresi, ma consapevoli degli interessi, anche ‘ndranghetisti, che ruotano intorno alla monnezza, non abbiamo intenzione di mollare la presa. Nei prossimi giorni i calabresi dovranno avere conferma della cancellazione della ridicola istituzione che da 15 anni ha devastato il territorio agendo in deroga alle norme che tutelano la nostra salute, spendendo 1,4 miliardi di soldi nostri e permettendo ad un manipolo di speculatori privati di tenere in pugno il ciclo dei rifiuti regionale. Qualora questo non accadesse, la Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” tornerà a manifestare per le strade ed a bloccare le discariche, simbolo del fallimento della classe politica calabrese e punti nevralgici del fragile ciclo dei rifiuti, ad un anno dal blocco della discarica di Pianopoli (CZ).

Non abbiamo intenzione di accettare commissariamenti camuffati da fantomatiche fasi di transizione, come già accadde in passato: l’unica via ragionevole è il ritorno della responsabilità agli enti locali, i quali senza alcuna deroga devono realizzare un sistema completamente pubblico che si basi sulla raccolta differenziata spinta porta a porta finalizzata al riciclo e riutilizzo totale. Chi non è in grado di farlo, dal sindaco del piccolo comune alle istituzioni regionali, passando per i presidenti della provincia, si dimettano senza riserve. Il tempo della cuccagna maleodorante che da decenni regna in Calabria è finito".

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