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A sei anni dal duplice tentato omicidio di Romana Mancuso, 69 anni, e del figlio Giovanni Rizzo, 42, avvenuto il 26 maggio 2008 a Nicotera, gli agenti della squadra mobile di Catanzaro, guidati dal dirigente Rodolfo Ruperti, hanno tratto in arresto un esponente della famigerata consorteria mafiosa di Libadi: si tratta di Giuseppe Antonio Mancuso, 25enne, accusato appunto del tentato omicidio della prozia e del figlio.
La Quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la decisione con la quale il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, il 6 dicembre 2012, aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l' ex assessore comunale, Bruno Zaffino (foto), emessa il 31 ottobre 2013 dal Giudice per le indagini preliminari della città dello Stretto nell’ambito dell’operazione ‘Saggezza’. Tutto da rifare, insomma, considerato che i giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dal legale dell’ex assessore della città della Certosa, l’avvocato Giovanni Vecchio. Oltre a profili di legittimità ci sarebbero anche alcuni vizi di motivazione legati alla decisione del Tdl. Zaffino fu arrestato nel novembre dello scorso anno, in quanto coinvolto nell’operazione ‘Saggezza’, condotta dalla Dda di Reggio Calabria. Nei suoi confronti pesava l’accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso. L’ ex assessore della giunta guidata dal sindaco Bruno Rosi avrebbe minacciato un rappresentante di un'azienda di Bari operante nella commercializzazione del legname, costringendolo con metodo mafioso a rinunciare alla vendita di 12mila pali di castagno per favorire invece l’azienda di Marcello Cirillo, 54enne di Fabrizia ritenuto dagli inquirenti vicino al boss ucciso Damiano Vallelunga. Il Tribunale del Riesame, poi, a dicembre ha rigettato il ricorso presentato dal suo legale di fiducia, Giovanni Vecchio, opponendosi quindi alla scarcerazione del consigliere comunale eletto con il Pdl. A febbraio, il Gip distrettuale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha accolto l’istanza presentata dall' avvocato di Zaffino, rimettendo in libertà l’ex assessore. A questo punto, considerata la decisione della Cassazione, Zaffino dovrà presentarsi nuovamente davanti al Tribunale del Riesame che, a sua volta dovrà pronunciarsi tenendo conto dei paletti dei giudici della Suprema Corte. Il processo si svolgerà comunque e proseguirà l'iter previsto dalla legge. Zaffino rimane indagato con l'accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso.
SERRA SAN BRUNO – E’ stato scarcerato ieri Bruno Zaffino, ex assessore comunale coinvolto nell’operazione “Saggezza” della Dda di Reggio, che il 13 novembre aveva portato all’arresto di 39 persone in diverse province calabresi e nel Nord Italia. Il Tribunale della Libertà nel dicembre scorso aveva rigettato la richiesta di scarcerazione, invece ieri il Gip distrettuale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giovanni Vecchio rimettendo in libertà l’ex assessore. Zaffino fu eletto consigliere comunale nelle fila del Pdl alle amministrative del maggio 2011: il suo boom di consensi lo portò ad essere nominato subito assessore nella giunta pidiellina guidata da Bruno Rosi, anche se poi fu defenestrato all'improvviso dall’esecutivo alla fine del 2011, con motivazioni evidentemente di facciata e poco veritiere. I magistrati reggini, nell’operazione antindrangheta scattata a novembre, per lui hanno formulato l'accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Di fronte al Gip l’avvocato Vecchio ha invece sostenuto il venire meno della gravità indiziaria
VIBO VALENTIA - Il Gip Gabriella Lupoli non ha convalidato l'arresto effettuato dalla Polizia di Stato sabato scorso in contrada Ninfo: torna in libertà il 36enne Salvatore Cirillo, che era stato tratto in arresto dagli uomini del Commissariato di Serra San Bruno con l'accusa di detenzione illegale di munizionamento da guerra. Gli agenti guidati dal dirigente Domenico Avallone avevano rinvenuto delle munizioni in contrada Ninfo, in un'abitazione ritenuta nella disponibilità di Cirillo. Il giudice invece, nell'udienza di convalida tenutasi oggi, ha respinto le accuse del pm Vittorio Gallucci e ha accolto in toto le tesi difensive dell'avvocato Michele Ciconte, riscontrando la non sussistenza dei presupposti di legge per la flagranza e l'errata qualificazione del reato.
Scarcerato Salvatore Pasquino, il 35enne di Mongiana che era stato arrestato nei giorni scorsi dagli agenti del locale commissariato di P.S. con l'accusa di danneggiamento aggravato, minacce e porto di armi atte ad offendere, reati che avrebbe commesso nei confronti della ex moglie. Stamattina a Vibo Valentia si è celebrato il processo per direttissima: il Tribunale (presidente Giancarlo Bianchi) ha accolto le richieste del legale di Pasquino, l'avvocato Raffaele Masciari (foto), scarcerando il 35enne, a cui è stato imposto l'obbligo di dimora a Mongiana con il permesso di attraversare la cittadina della certosa per recarsi al lavoro. Il Pm aveva richiesto per Pasquino la misura cautelare in carcere. Il processo è stato rinviato a marzo 2012.
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