mini SOCCORSIC’è stato bisogno dell’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Serra San Bruno, che dalla tarda mattinata di oggi, sono stati impegnati nelle operazioni di estrazione della salma di G.M., 77 anni, pensionato del luogo, ritrovato deceduto nella propria abitazione.

A dare l’allarme sarebbe stato un vicino di casa che, solito fare visita all’uomo, si era preoccupato proprio perché non lo aveva più incontrato dal pomeriggio di sabato scorso. Il decesso sarebbe dovuto ad un arresto cardiocircolatorio, presumibilmente, antecedente alle 24 ore scorse.

L’uomo, che in passato aveva accusato già disturbi cardiaci, da anni abitava da solo in una via adiacente al centralissimo Corso Umberto I, nel cuore del rione Terravecchia. Per estrarre la salma i Vigili accorsi sul posto, hanno dovuto segare la ringhiera del balcone sito al primo piano dell’abitazione. Sul posto sono intervenuti anche i militari della locale Compagnia dei Carabinieri e gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato.

 

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mini polizia-di-statoCon una operazione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, i carabinieri dei Ros e della squadra mobile del capoluogo calabrese hanno tratto in arresto l' ex capo della squadra mobile di Vibo Valentia Maurizio Lento ed il suo vice dell'epoca, Emanuele Rodonò. Entrambi avrebbero intrattenuto dei rapporti con il clan Mancuso di Limbadi, fornendo all'avvocato Carmelo Antonio Galati - legale di alcuni elementi di spicco della consorteria mafiosa - informazioni su indagini in corso. In manette, dunque, è finito anche lo stesso Galati, accusato di associazione mafiosa, mentre nei confroti di Lento e Rodonò pesa l'accusa di concorso esterno. L'inchiesta e' stata coordinata dal capo della Dda Vincenzo Antonio Lombardo, dall'aggiunto Giuseppe Borrelli e dal pm Simona Rossi. 

 

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mini massimo_lampasiSERRA SAN BRUNO - Sono trascorsi più di due mesi ma ancora di Massimo Lampasi, il 25enne scomparso nel nulla la sera del 24 febbraio, non si hanno notizie. E man mano che i giorni passano, cresce anche la tensione. Il padre, le sorelle, il fratello e la compagna non riescono a darsi pace. Il timore che possa essere accaduto qualcosa di grave è concreto. Ad oggi, però, non si esclude nessuna pista. Come si ricorderà, di Massimo si sono perse le tracce la sera di domenica 24 febbraio, quando il giovane uscì di casa dicendo alla convivente che sarebbe andato a prendere le sigarette. Secondo quanto affermato dalla sorella Antonella, però, pare che Massimo quella sera avesse un appuntamento di lavoro. La mattina seguente, i familiari di Lampasi, che in passato ha già avuto problemi con la giustizia, hanno denunciato il fatto. Nel 2007, in particolare, è stato accusato, assieme ad altri soggetti, di aver rubato delle armi.
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mini massimo_lampasiSERRA SAN BRUNO – Di Massimo Lampasi, 25enne serrese con precedenti penali, non si ha nessuna notizia da ieri sera. Scomparso. Da una prima attendibile ricostruzione, pare che il giovane sia uscito di casa ieri intorno alle 18, senza fare più ritorno. I familiari stamattina hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri della locale Compagnia, che hanno subito avviato le ricerche, tuttora in corso con l’ausilio delle unità cinofile. In sinergia con l’Arma, ad indagare sulla scomparsa del giovane sono anche gli uomini del Commissariato di Polizia. Lampasi è noto alle forze dell’ordine perché fu arrestato dalla Polizia già il 4 dicembre 2008, accusato di essere uno degli autori di un’aggressione ad un anziano del luogo a scopo di rapina. Il fatto era successo il 2 dicembre 2008 intorno alle 20. Tre persone fecero irruzione nell’abitazione di un 72enne, che fu picchiato e imbavagliato: i due complici furono arrestati in flagranza di reato, mentre Lampasi riuscì a dileguarsi tra i boschi delle Serre e fu catturato solo due giorni dopo. I tre vennero accusati di sequestro di persona, tentata rapina e lesioni, in concorso. Solo uno di loro fu condannato con rito abbreviato, mentre Lampasi fu assolto.

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mini SpagnuoloIl sostituto procuratore Michele Sirgiovanni ha emesso gli avvisi di conclusione delle indagini a carico di sette persone, tra cui l'ex sindaco Romano Loielo e i componenti della sua giunta, accusate a vario titolo di abuso d'ufficio e falso, in relazione ad una gara d'appalto per il servizio di trasporto pubblico che si aggiudicò la "Viaggi Gullì". La procura della Repubblica di Vibo, guidata da Mario Spagnuolo (foto), ha chiuso le indagini a carico di Loielo, degli ex assessori Aurelio Tassone, Pasquale La Rosa, Alberto Franzè, Antonio Maiolo e Antonio Franzè, e di Vincenzo Gullì, titolare dell'azienda che si era aggiudicato l'appalto. Quest'ultimo è accusato di aver falsificato un documento bancario che attestava alcuni requisiti patrimoniali richiesti per partecipare alla gara. Secondo l'accusa, l'ex sindaco e la sua giunta - sciolta di recente per infiltrazioni mafiose - hanno affidato il servizio con una serie di delibere senza far passare la gara attraverso la Stazione unica appaltante.

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mini elisabetta_tripodiCinque anni a Rocco Pesce, boss dell'omonima cosca, per la lettera che dal carcere di Opera - dove sta scontando l'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa - aveva inviato al sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi (foto), lamentando il comportamento dell'amministrazione comunale nei confronti della sua famiglia. Lo ha deciso il gup di Reggio Calabria Adriana Trapani. Per quella missiva il boss rosarnese era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Domenico Santoro su richiesta del procuratore aggiunto della Dda Michele Prestipino e del sostituto Rosario Ferracane, poichè accusato di minacce nei confronti di un corpo politico o amministrativo per impedirne o per turbarne l'attivita' aggravate da modalita' mafiose. Rocco Pesce si era dipinto come un perseguitato dalla giustizia e dai media, non disdegnando però di imprimere un tono chiaramente minatorio alla lettera.

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mini Tribunale-MilanoNuovi arresti eccellenti, con perquisizioni e sequestri di immobili, sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Milano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, contro il clan 'ndranghetista Valle-Lampada. L'operazione, eseguita stamane a Milano dalla Polizia di Stato, è una prosecuzione delle indagini che pochi mesi fa hanno portato a molti arresti, in diverse città italiane, di mafiosi e fiancheggiatori eccellenti tra cui il consigliere regionale calabrese del Pdl Franco Morelli, il giudice Vincenzo Giglio (presidente delle misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria) e il cugino omonimo medico, l'avvocato Vincenzo Minasi. Anche nell'operazione scattata oggi sarebbero coinvolti dei pubblici ufficiali ritenuti fiancheggiatori della cosca. Ci sono, infatti, anche tre finanzieri tra gli arrestati nella nuova tranche dell'inchiesta

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