mini DSCN2499_optSIMBARIO - Don Peppino Scopacasa sarebbe stato felice! Infatti, è proprio per merito del defunto parroco, che giovedì scorso è giunta in Simbario l'effige della Beata Vergine del SS. Rosario di Pompei. Anni fa don Peppino, con una lettera indirizzata al Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, esprimeva la volontà di avere nella sua chiesa (quella della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo), il dipinto della Madonna del Rosario affinché i fedeli della sua comunità potessero venerarlo. Simbario e i simbariani hanno sempre avuto uno stretto legame con la Madonna del Rosario, lo attesta anche la presenza di una Confraternita omonima oramai estinta. Ma, quando si entra nella chiesa matrice, è facile imbattersi (navata laterale destra) nella cappella del Rosario dove ancora esiste il simulacro vestito della Vergine, molto probabilmente commissionato dall'antica Confraternita secondo gli studi della giovane Storica dell'Arte di Simbario Antonella Leandro.
Giovedì 7 novembre il dipinto della Madonna di Pompei (copia fedele dell'originale), è entrato trionfalmente in paese, accompagnato dai rappresentanti del Santuario campano, dai parroci della zona e da tanti amministratori locali. All'arrivo, il sindaco di Simbario Francesco Andreacchi, si è cimentato in un insolito quanto suggestivo rituale, "consegnando alla Madonna" una targa, con dentro una vecchia chiave, la chiave della città, affinché la stessa possa custodire tutta la comunità. Di seguito, i fedeli hanno partecipato alla processione per le vie del paese prima di prendere parte alla Santa Messa.
Per la solenne occasione è stato redatto un ricco programma religioso. A partire dalle 8:30 di mattina, nella chiesa della Trasfigurazione, pellegrini e fedeli possono partecipare alle varie funzioni in onore della Vergine del Rosario. La permanenza della Madonna di Pompei a Simbario è prevista fino a domani.  
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mini museo_musicaRiceviamo e pubblichiamo
 
L'incendio al museo di Reggio è uno degli attacchi più gravi compiuti in questi ultimi anni. Un messaggio crudo, diretto, che per una volta non colpisce una persona o un gruppo di persone, ma colpisce la voglia di riscatto di un territorio, che vuole ripartire dalla cultura, quella vera, non quella che si consuma nei convegni spazzatura fatti da intellettuali investiti nelle ex sezioni di partito, padroni e gestori di risorse economiche che puntualmente si spartiscono fra di loro. Il museo di Reggio nasce da un immane lavoro fatto dal basso, una certosina ricerca per mandare avanti la cultura musicale della nostra terra ma non solo.
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mini Falcone-BorsellinoSERRA SAN BRUNO - Sono già passati vent’anni dalle stragi di Capaci e Via d’Amelio in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Emblematiche date passate alla storia e durante le quali non si manca di ricordare tutte le vittime della criminalità organizzata. In occasione dell’appuntamento annuale dedicato al "Memorial Day", si terrà domani a partire dalle ore 9, presso il palazzetto dello sport di Serra San Bruno, un triangolare al quale prenderanno parte alcune scuole calcio della provincia con le categorie Giovanissimi.

Per l’occasione, sono stati coinvolti i bambini, affinché la sensibilizzazione riguardo i principi della legalità venga avviata a partire dalla tenera età. Il "Memorial Day" diventa in questo caso un’occasione per ricordare le vittime della mafia e per apprendere i principi di giustizia e legalità che sono i postulati della società civile. L’evento, - patrocinato dall’amministrazione comunale -, è organizzato dalla segreteria provinciale del sindacato autonomo di Polizia. 

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mini Das«Luogo della memoria è una unità significativa, d’ordine materiale o ideale, che la volontà degli uomini o il lavorio del tempo ha reso un elemento simbolico di una qualche comunità […] Il luogo della memoria ha come scopo fornire al visitatore, al passante, il quadro autentico e concreto di un fatto storico. Rende visibile ciò che non lo è: la storia […]. Questo secondo lo storico francese Pierre Nora. E, tale, probabilmente, era l’idea alla base dell’istituzione, nel 1926, del parco mandamentale delle rimembranze di località San Lorenzo, sito già sede di un monastero basiliano di cui esistono ancora i ruderi, ricadente nel comune di Arena, nel vibonese, ed appartenente alla confraternita del Ss. Rosario di Dasà. Voleva esserlo, almeno nelle intenzioni di Gaetano Corrado, benefattore originario di Dasà ma trasferitosi in Abruzzo, che offrì il terreno e si adoperò affinché lo stato donasse 4 cannoni, residuati bellici conquistati all’Austria, ad imperitura rimembranza dei caduti dei 4 comuni del mandamento: Acquaro e Dinami, oltre ad Arena e Dasà. Ad avvalorare il potere rievocativo di quel luogo, inoltre, alla partecipata e commossa cerimonia d’inaugurazione, che si svolse il 13 giugno del 1926, il Corrado fece preparare ed affiggere sui tronchi di 4 grandi pini, delle targhe a ricordo dei caduti dei 4 centri e, su un quinto, di tutti i caduti della Grande guerra. Il luogo della memoria, quello che avrebbe dovuto rendere visibile la storia, era pronto a svolgere la funzione per cui era sorto: tramandarne le pagine tra le generazioni, affinché sappiano e, dove possibile, evitino gli stessi errori. Voleva esserlo, luogo della memoria, il parco, ma lo stato in cui versa oggi è la chiara dimostrazione che il potere rievocativo non ha svolto bene il suo compito e che la storia, anziché essere resa visibile, è stata, in realtà, cancellata. I cannoni, infatti, sono ridotti in uno stato di ferraglia consunta dalla ruggine, senza le originarie ruote e con molte parti mancanti. I pini, poi, nel frattempo divenuti secolari, così come, tra poco, i cannoni, anch’essi accusano il peso dell’incuria e del tempo. Qualcuno negli anni è caduto, e qualche altro, con il terreno sotto eroso e le radici allo scoperto, è in procinto di seguirlo, mentre, le lapidi che ricordavano i caduti non esistono più. Questa è la situazione attuale del parco. Una circostanza che molti cittadini di Dasà, riuniti nel gruppo di Facebook “Dasà nel cuore”, considerano sacrilega e bisognosa di urgente intervento, ed hanno, a tal fine, promosso anche una petizione on line. In gioco, in effetti, non c’è solo un sito, ma la memoria ed il ricordo di quanti caddero per dare ai posteri un paese libero e unito. In gioco c’è la storia, verso cui non si può rimanere insensibili. Della questione, tramite vari passaggi che, a partire dal sindaco di Dasà - il quale nel 2010 scrisse una lettera al presidente Giorgio Napolitano per la concessione rapida e urgente di un «contributo da destinare al ripristino del sito e dei suoi reperti, per consentire ai miei concittadini di perpetuare il ricordo dei nostri caduti» - è stato alla fine investito l’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri che, assicurando «l’impegno istituzionale dell’ente a valorizzare il patrimonio culturale», ha attivato i dirigenti per i beni culturali della regione. Nel 2012 è ancora tutto fermo, ed i cannoni ed i pini e, soprattutto, ciò che rappresentano, continuano a marcire nell’indifferenza generale. L’appello, a questo punto, va all’assessore Caligiuri ed a quanti hanno a cuore la salvaguardia della memoria, contro una prospettiva di vilipendio alla patria, affinché, con i fatti, si adoperino per salvaguardare e recuperare il parco di San Lorenzo come luogo della memoria. Quella memoria che rende viva la storia e che nessuna crisi, o recessione, possono permettersi di oscurare.

(articolo pubblicato su Calabria Ora; foto www.associazioneculturaledasaese.it)

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