processo toga2E’ iniziato questa mattina nell’aula bunker del Tribunale di Vibo Valentia il maxiprocesso a danno del clan Mancuso di Limbadi. Il troncone processuale si è originato dall’unione delle tre operazioni antimafia “Black money”, “Purgatorio” ed “Overseas” che, nel complesso, riguardano ben 24 imputati accusati, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, usura, estorsioni, danneggiamenti, riciclaggio e detenzione di armi. 

Si tratta di quello che, molti degli addetti ai lavori, hanno etichettato come uno dei più importanti processi dell’intera storia della 'ndrangheta Vibonese. Fra gli imputati i boss Antonio Mancuso, Pantaleone Mancuso, Agostino Papaianni, Giovanni Mancuso, Giuseppe Mancuso e gli imprenditori Antonio Prestia, Antonino Castagna e Nicola Castagna.
Attesa l’incompatibilità del giudice vibonese Lucia Monaco (che in veste di gip alcuni mesi fa aveva convalidato i fermi dell’operazione "Black money") a presiedere il Collegio è stata chiamata Maria Carla Sacco, gip del distretto di Catanzaro, già pm della Procura catanzarese. Il maxiprocesso riprenderà tra tre settimane, il prossimo 22 maggio, con le eccezioni preliminari dei difensori degli imputati.

 

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mini palazzorazzaRiceviamo e pubblichiamo
 
 
Da vibonese ritengo di avere la sfortuna di essere amministrato dalla  peggiore amministrazione comunale che la città abbia mai avuto  dall'unità  d'Italia. A conferma di ciò basta pensare che D'Agostino sarà ricordato per sempre come il sindaco del dissesto. Dietro ogni fallimento, perché di questo stiamo parlando, si celano cause, responsabilità ma anche opportunità. Le cause sono innanzitutto l'incompetenza e l'arroganza degli interlocutori  "politici",  che si sono presentati come i salvatori della patria ed invece  hanno affondato l'intera nave. Le responsabilità  dell'attuale situazione sono anche di D'Agostino e i suoi  fratelli che per tre anni hanno nascosto la reale situazione delle casse dell'ente e continuato a sperperare con staff, consulenze ecc. Aggiungo poi  la miopia di visioni limitate e provincialotte, eliminando ogni respiro regionale, nazionale ed europeo, legato a  qualsivoglia forma di sviluppo. Tanto scarsi sono stati i risultati di finanziamenti reperiti per la città. Un'azione amministrativa quella del centrodestra da subito priva di quella  progettualità e di quel respiro di cui necessita fortemente una città in difficoltà come la nostra Vibo Valentia. Ma dissesto, ad onor del vero , ritengo significhi anche avere una grande  opportunità e cioè quella di spazzare via quanto di brutto c'è stato finora oltre che accertare le responsabilità di chi negli ultimi 10-15 anni ha portato  un comune dal prestigio e dalla storia quale quello di Vibo Valentia al dissesto. Certo il prezzo da pagare è particolarmente alto perché saremo tutti a pagarlo con i nostri soldi: le aliquote dei tributi schizzeranno sugli indici massimi, i servizi già fortemente depotenziati saranno sempre meno funzionanti e dovremo "rimpiazzarli" singolarmente aggravando le nostre già esigue entrate familiari. C'è ora da offrire una prospettiva nuova alla nostra città, di speranza di  crescita con una visione diversa rispetto a quella fallimentare data dall'attuale amministrazione. Vibo Valentia si merita di meglio.
 
Giovanni Russo
 
Consigliere comunale Pd Vibo Valentia
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mini dagostinoE' ormai imminente il dissesto finanziario per il Comune di Vibo Valentia. Il Tar ha infatti rigettato il ricorso che l'amministrazione D'Agostino aveva presentato contro il provvedimento con cui la Prefettura di Vibo, il 22 aprile scorso - su segnalazione della Corte dei conti - aveva diffidato l'ente a dichiarare il dissesto entro e non oltre 20 giorni. La giunta di centrodestra, fresca di un nuovo rimpasto, il 18 maggio scorso, era inizialmente riuscita ad ottenere la sospensiva della diffida. Risultato che aveva diffuso un leggero entusiasmo tra le fila dell'esecutivo, tanto che si era proprio in quei giorni ricucito lo strappo tra il corposo gruppo di consiglieri di maggioranza fedeli all'ex senatore Franco Bevilacqua (tra cui anche lo stesso Sindaco D'Agostino) passati a febbraio in Fratelli d'Italia e quelli rimasti invece in forza al Pdl. 

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mini dagostinoOra si aspetta solo la dichiarazione ufficiale di dissesto finanziario da parte del Prefetto, quindi la nomina dei commissari del Viminale, chiamati a risanare il buco di 35 milioni di euro nelle casse del comune di Vibo Valentia. Così si è arrivati al definitivo disfacimento dell'amministrazione D'Agostino: ieri sera il Consiglio comunale ha bocciato il documento finanziario di riequilibrio pluriennale con 21 voti contrari e solo 7 favorevoli, spalancando di fatto le porte al dissesto. Ora, con la nomina dei commissari, il sindaco resterà in carica, ma il fallimento politico, suo e dell'intero centrodestra, è ormai sotto gli occhi di tutti, testimoniato - se non bastassero le condizioni disastrose in cui si trova la città capoluogo - dal fatto che non esiste più una maggioranza politica in Consiglio.

La frattura totale nel centrodestra si era già palesata con l'adesione del sindaco e dei suoi fedelissimi a "Fratelli d'Italia" e con la fuoriuscita dalla giunta di due esponenti del Pdl.

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mini Salerno-DagostinoSi è materializzata la crisi politica che covava da tempo all'interno dell'amministrazione comunale di Vibo Valentia. Ieri l'ultimo atto di una guerra tutta interna al centrodestra: gli assessori comunali Pasquale La Gamba e Antonio Schiavello, entrambi del Pdl, si sono dimessi dalla Giunta guidata dal sindaco Nicola D'Agostino. Già da tempo si era consumata la frattura tra il primo cittadino e l'Udc, ma ora ha ben altro peso dal punto di vista politico la frattura con il Pdl

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